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Facebook: basta click, condivideremo tutto con la telepatia

Mark Zuckerberg ha delineato il futuro della sua creatura spiegando che presto passeremo le informazioni da cervello a cervello

Prima i semplici post testuali, poi le foto, i video e le faccine. La comunicazione si evolve e così le piattaforme che la rendono possibile. Cosa impedisce a Facebook di pensare metodi alternativi per la condivisione delle esperienze? Mark Zuckerberg ha spiegato il domani della sua creatura durante una sessione di domande e risposte ospitata sulla sua pagina Facebook.

Intelligenza artificiale

Il primo punto è lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale che dovrebbero migliorare l’interazione delle persone all’interno del sito. Quando si parla di Facebook e AI (Artificial Intelligence) non bisogna pensare a robot o automi in grado di ragionare da soli; il business dell’azienda non è questo, almeno non per ora. Quello che Zuckerberg ha in mente è invece rendere più umano Facebook, non solo nella proposta di contenuti in linea con le preferenze di ognuno (come succede già oggi) ma nell'organizzazione delle informazioni in maniera funzionale, a seconda di alcuni parametri, come l’ora del giorno.

Social contestuale

Un esempio? Se ci si collega di mattina si vorrà avere uno sguardo generale su ciò che è successo nelle ore di sonno; dopo pranzo invece andrebbe bene trovare contenuti più leggeri, magari video, mentre la sera c’è la curiosità di sapere come è andata la giornata di amici e parenti. Ci sarà sempre la produzione di contenuti da parte delle persone ma la loro organizzazione e visualizzazione dipenderà maggiormente da quei processi derivanti dal machine learning, ovvero dagli algoritmi che avranno imparato a parlare tra di loro per anticipare le richieste dei navigatori invece di rincorrerle.


La telepatia

All’inizio del film Ghostbusters, uno dei più amati dai nerd di ogni generazione, il dottor Peter Venkman (Bill Murray) esegue un test di telepatia con due studenti. Quello che cerca di fare è passare le informazioni in suo possesso, nello specifico forme geometriche, nella mente dei tester con risultati altalenanti. Dopo un bel po’ di anni quello che era solo l’incipit del primo capitolo della serie cinematografica potrebbe trasformarsi in realtà grazie a Zuckerberg. “Un giorno credo che sarà possibile inviare pensieri completi agli altri usando la tecnologia. Ci sarà solo bisogno di pensare qualcosa e gli amici della rete potranno saperlo immediatamente così da prendere parte alla stessa esperienza, recependo simili emozioni. Sarà lo step finale verso la tecnologia di comunicazione totale”.

La realtà

Si tratta solo di vaneggiamenti di un ricco ragazzo americano? Non proprio visto che la comunicazione da cervello a cervello è più vicina di quanto si pensi. Lo scorso settembre la rivista scientifica Plos One aveva pubblicato un articolo circa un esperimento pienamente riuscito: la comunicazione di singole parole tra due individui distanti centinaia di chilometri. I passaggi non sono per nulla complessi e possono rappresentare il primo step verso un nuovo tipo di comunicazione senza fili. Il primo individuo si concentra su una parola o una frase impressa su uno schermo; a quel punto alcuni elettrodi posti sul cuoio capelluto ricevono l’attività dal cervello trasmettendola sotto forma di elettroencefalogramma ad un computer in grado di convertila in un messaggio email.

Il passaggio successivo

Attraverso il web quel messaggio viene recapitato ad un’interfaccia computerizzata posta sul capo di una persona dall’altra parte del mondo in grado di “leggere” i segnali luminosi, recepiti tramite stimolazione magnetica transcranica, in maniera simile al codice morse. La tecnologia semplificherà tutto e già in parte la realtà virtuale e quella aumentata riescono a farlo: dai Google Glass ai Microsoft HoloLens e Oculus, la porta al futuro telepatico è già aperta.

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