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Facebook at Work, solo un (altro) social network per il lavoro?

Al vaglio una nuova versione del servizio interamente focalizzata sulle necessità aziendali. Ecco i pro (e i contro)

Fra Facebook e il lavoro c’è di mezzo una grossa perdita di tempo. Questo almeno è ciò che pensa la stragrande maggioranza delle aziende. Poco importa se sempre più professionisti abbandonano l’email per spostarsi in massa verso le chat e altri lidi più sociali (e informali). Nel mondo business, il social network di Mark Zuckerberg è spesso e volentieri considerato una distrazione. Che va estirpato o quanto meno bloccato attraverso appositi strumenti informatici.

Per riuscire a superare tutti i pregiudizi che ancora ne ostacolano la diffusione in ufficio, Facebook starebbe meditando di far debuttare una nuova versione della piattaforma interamente focalizzata sulle necessità delle aziende. Lo rivela stamane il Financial Times, che parla espressamente di un servizio denominato Facebook at Work a metà strada fra Linkedin e Google Drive, una piattaforma nella quale gli iscritti potranno presentarsi nella loro veste professionale ma anche comunicare e scambiarsi documenti in forma rapida e sicura.

Per quanto interamente sviluppato secondo i dettami (estetici e funzionali) di Menlo Park, il servizio sarebbe completamente indipendente da Facebook, chiarisce la testata: gli utenti, in pratica, dovrebbero dotarsi di un nuovo profilo, separato da quello attualmente in uso sul social network.

Se mai l’ipotesi si rivelasse fondata, bisognerà capire quale sarà l’indice di gradimento di un servizio che - così come viene delineato - non aggiungerebbe nulla a quanto già oggi presente sul Web nelle sue varie forme. Chattare, utilizzare l’istant messaging, cercare nuove posizioni, condividere documenti sul cloud sono pratiche già largamente diffuse fra gli utenti in giacca e cravatta. In questo senso, la possibilità di avere l’imprimatur da parte delle aziende sembra poter essere l’unico vero valore aggiunto offerto dal servizio: qualora Facebook at Work riuscisse davvero a farsi accettare come lo strumento più sicuro e adeguato per rimpiazzare l’email nelle conversazioni lavorative sarebbero certamente le aziende, ancor prima che gli utenti, a raccomandarne l’impiego.

Ma, considerati i pregressi, ci vorrà un mezzo miracolo. Per quanto Facebook at Work farà di tutto per presentarsi come il fratello "buono" (leggasi più discreto, più educato e meglio vestito) della famiglia, quel cognome rischia di pesare come un macigno, soprattutto agli occhi di quelle realtà che ancora oggi considerano i social network una piaga al pari dell’assenteismo.

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