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Facebook apre a Tor su Android, perché è importante

Chi scarica Orbot da Google Play può navigare in anonimo sul social network. Una novità che fa arrabbiare Cina e Iran

Facebook vuole permettere ai propri utenti di condividere aggiornamenti pubblici tramite connessioni private o meglio, anonime. Non è un paradosso, anche se può sembrarlo. Se un paio di lezioni spiegate da Snowden sono state ben comprese, è evidente che le agenzie di sicurezza internazionale sono in grado di interporsi nel mezzo del traffico che viaggia nelle connessioni di rete usate tutti i giorni, anche quelle che puntano ai server di Facebook. In questo modo quello che pubblichiamo sul social network, tra cui post, foto e video, potrebbe non solo essere visto dai nostri amici (o dalle liste scelte in fase di pubblicazione) ma anche dagli agenti della NSA e di compagnie partner.

La notizia diffusa in settimana dal team di sviluppatori di Facebook, circa l'arrivo del supporto sperimentale ai proxy di Tor per navigare sul social da dispositivi Android, assume dunque una valenza fondamentale per chi ci tiene a difendere la propria privacy anche in mobilità. Già dal 2014 Zuckerberg aveva accolto le richieste dei fautori della sicurezza digitale, offrendo agli iscritti la possibilità di spulciare la bacheca e il flusso di notizie visitando l’indirizzo https://www.facebookcorewwwi.onion/ tramite computer e browser Tor. La novità è che adesso la navigazione anonima può avvenire anche tramite smartphone e tablet Android, grazie a Orbot, un’applicazione che già da tempo consente alle persone di indirizzare il traffico generato dalle app supportate verso il network di Tor.

facebook over tor orbot

Come funziona

In poche parole quando sul dispositivo è presente Orbot, gli utenti possono scegliere di sfruttare le reti private di Tor per inviare e ricevere dati (se le app hanno un’opzione proxy), invece di adottare le “autostrade” pubbliche adoperate dal traffico classico generato dai programmi installati sul cellulare.

L’integrazione di Facebook consente quindi di sfruttare Orbot per navigare tra le sezioni della piattaforma con un livello di sicurezza maggiore. La comodità, a differenza della versione per computer, è che chi scarica Orbot non dovrà fare altro che attendere l’avviso della possibilità di usare Facebook con Tor. Ma attenzione: una volta attivata, la funzione bloccherà la ricezione di notifiche sul cellulare, che tecnicamente non sono supportate dalla logica “a cipolla” del network anonimo. Poco male, basterà aprire l’app per vedere se ci sono numeretti in corrispondenza dell’icona a forma di mondo, messaggi o richieste di amicizia.

Cina e India sotto scacco

Con questo sistema Facebook non solo fa felici i navigatori di mezzo mondo, ma anche quelli dell’altra metà, come chi vive in Cina e Iran. L’accesso al sito tramite Orb su Android oltre a rappresentare un metodo per proteggere la privacy, consentirebbe anche di aggirare le forme di censura in atto in alcuni paesi. Qui i più smanettoni si affidano ai proxy, le connessioni private, per entrare in portali altrimenti vietati, come Google, YouTube, Twitter e lo stesso Facebook. Con Orbot, Mark Zuckerberg offre una concreta opportunità a chi vive in zone off limits di iscriversi e interagire con i cittadini di Facebook. Un’operazione che in un solo colpo porta a casa il ristabilimento dei diritti umani (digitali) e l’apertura a nuove opportunità di business. 

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