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Ecco perché con Facebook Home guadagna Google

Se aumenteranno gli accessi al social network Big G entrerà in possesso di maggiori dati mobili allungando sui diretti concorrenti

Credits: YouTube.com, un'immagine del secondo video promozionale di Facebook Home

I recenti attacchi a Google da parte di Microsoft (con la campagna Scroogled ) e delle remore sulle politiche di privacy dell’Unione Europea hanno messo in evidenza un dato imprescindibile : Google e Android fanno paura soprattutto perché la gente li usa. Il gruppo Fairsearch.org , composto da 17 compagnie anti Google capitante da Microsoft, ha compilato un documento contro il sistema operativo Android definendolo come un “cavallo di Troia per ingannare i partner, monopolizzare il mercato mobile e controllare il consumo dei dati”.

Il punto focale si concentra sul fatto che è difficile, se non impossibile, per i competitor di Google investire sulla stessa piattaforma mobile perché alla fine gli introiti maggiori saranno sempre per l’azienda di Mountain View. Quando è stato chiesto ai detrattori di Google qualcosa sull'arrivo di Facebook Home (per ora solo negli USA), la suite grafica che modifica il launcher di Android restituendo un’esperienza Facebook-centrica, molti hanno risposto che la questione della concorrenza in questo caso è ben diversa.

Il portavoce del gruppo Fairsearch, Mark Corallo ha riferito: “Facebook Home non deve essere confusa con Android che rappresenta tutto il sistema operativo”. Se a livello di privacy le cose possono divergere non è così per quanto riguarda il guadagno in termini di accesso ai dati. Tutto dipende dal fatto che il codice sorgente di Google per Android, che si basa su Linux, è liberamente scaricabile da chiunque a differenza di quello dei principali concorrenti Apple (iOS) e Microsoft (Windows Phone). Questo permette agli sviluppatori di lavorare su miglioramenti del codice in modo da adattarlo alle più svariate necessità.

Una possibilità che ha fruttato molto: Google controlla oggi circa il 70% del mercato smartphone, secondo le stime di IDC e Gartner. Ha permesso inoltre di utilizzare il software su dispositivi differenti e concorrenti come nel caso del Kindle Fire di Amazon che gira su kernel Android, componente principale del sistema operativo che però è privo delle Google Apps principali.

Con molta probabilità – spiega Corallo – con l’arrivo di nuovi dispositivi pronti per Facebook Home (come l’HTC First) e la possibilità di installarlo su alcuni terminali di ultima generazione (come il Galaxy Note II), Google continuerà ad avere accesso a più dati mobili grazie agli utenti di Facebook più che Facebook stesso”. In questo modo diventa ancora più difficile per i concorrenti sfidare Google sulla pubblicità online i cui investimenti crescono con l’aumentare degli utenti che spostano i loro metodi di navigazione dal fisso al mobile.

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