fb rooms
Social

Ecco come funziona Rooms, la nuova app di Facebook

Una via di mezzo tra una message board e Reddit. Rooms serve a discutere di un determinato argomento anonimamente e solo con persone selezionate

Ormai, da Facebook è lecito aspettarsi di tutto. Eppure ben pochi si aspettavano che il social network di Menlo park decidesse di lanciare una nuova piattaforma di blogging sotto forma di app mobile. Oggi, con Rooms (disponibile per iOS), Facebook mette a disposizione degli utenti una app che è una via di mezzo tra una message board, Reddit e Tumblr.

La caratteristica principale di Rooms è che, per la prima volta, il baricentro dell’attività mobile viene spostato dall’utente (da questo punto di vista Facebook è il trionfo della visione utente-centrica) ai contenuti di cui gli utenti desiderano discutere. Non è nemmeno necessario che i vari utenti interagiscano con il proprio nome, possono tranquillamente scegliere di utilizzare un’identità completamente nuova o fittizia, e di utilizzarne una diversa per ogni discussione e argomento a cui partecipano.

Sostanzialmente, Rooms ti consente di creare un diverso ambiente (una “stanza”, appunto) per ogni argomento di discussione (un film, uno sport, una squadra di calcio, un hobby, una questione di politica internazionale etc...), di invitare le persone che desideri (avvalendoti anche di QR Code per invitare utenti offline) e di customizzare ogni ambiente di discussione a tuo piacimento. È ad esempio possibile dare un nome qualsiasi all’equivalente del tasto Like (se ci tieni, puoi costringere la gente a esprimere il proprio gradimento per un contenuto premendo il tasto “ganzo” o “togo”, ma lo sconsiglio), si possono scegliere colore e sfondo della stanza, e assicurarsi che possano entrarci solo le persone che sono state invitate (e che quindi hanno ricevuto un QR code specifico).

Se fino a ieri ogni mossa di Zuckerberg e soci sembrava volta a mantenere il più possibile gli utenti dentro lo steccato omnicomprensivo di Facebook, con Rooms sembrano voler fare il contrario, ossia creare un nuovo tipo di steccato dove gli utenti possano postare contenuti e resettare la propria identità, senza dover in alcun modo passare dal social network con la F.

Lo scorso gennaio Facebook aveva acquisito la startup Branch, che prima di altri aveva cominciato a creare app che spostassero il baricentro dell’esperienza mobile dall’utente al contenuto (ne avevamo già parlato qui). Ora è chiaro il motivo di quell’acquisizione. Quello che è meno chiaro è perché Facebook stia investendo denaro ed energie in una piattaforma che non ha nessun legame (apparente) con Facebook e che non ha (apparentemente) modo di cavare dati sensibili dagli utenti; e quindi di monetizzare il servizio.

Rooms infatti non richiede che l’utente sia iscritto a Facebook e sfrutta un approccio che rende praticamente impossibile il passaparola virale (dato che le stanze non sono aperte a chiunque). I responsabili del progetto spiegano che Rooms è una funzionalità che si pone in maniera complementare con l’universo di Facebook e va a riempire una lacuna nell’universo mobile.

Ma conoscendo Zuckerberg è soci, è lecito aspettarsi che qualcos’altro stia bollendo in pentola.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti