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Come comprare amici e follower (ed essere famosi)

Bastano pochi dollari per ampliare una rete di conoscenze "social" acquistando contatti o commenti fasulli. Il mercato legato alla compra-vendita di amicizie fake svelato da un'inchiesta del New York Times

Facebook like pubblicità

– Credits: afagen @ Flickr

Per alcuni è semplicemente un vezzo, per altri un'ossessione, per altri ancora sta diventando una necessità. Gli amici, i follower e tutte le varie connessioni che ci rendono più o meno popolari agli occhi del Web sono ormai qualcosa di più di una semplice rete di relazioni digitali. Si potrebbe persino dire che in certe situazioni avere dalla propria parte una nutrita schiera di amici sia più importante nel mondo virtuale che in quello reale. Del resto dalla popolarità online a quella nel mondo offline – ormai lo abbiamo capito – il passo è breve. Con benefici economici che spesso lievitano di svariati zeri.

QUASI AMICI
Non sorprende allora che intorno ai contatti e alle interazioni sociali si sia innescato un vero e proprio mercato ai limiti del contrabbando. Un'inchiesta pubblicata dal New York Times svela i retroscena di quello che si potrebbe definire un vero e proprio traffico di amicizie fasulle. Al costo di un caffè, spiega l'autore dell'articolo apparso lo scorso 20 aprile sul blog della testata americana, ci si porta a casa un discreto gruzzolo (circa 4000) di follower di Twitter. Più o meno per la stessa cifra (5 dollari) è possibile acquistare altri 4000 amici su Facebook. E con un sovrapprezzo di 40 dollari ecco comparire magicamente 10mila Like su una qualsiasi foto pubblicata. Il trucco? Basta andare su siti come Swenzy, Fiverr e simili per fare shopping di contatti e di qualsiasi altra interazione significativa per il mondo social: retweet, commenti, Mi piace, favoriti e così via.

QUANDO IL FAKE IMPARA DALL'UOMO
Naturalmente gli amici comprati non esistono nel mondo reale. Sono solo un aggregato di bit costruiti artificialmente da un computer (in gergo si chiamano social bot). Chi li genera ha imparato però a dare loro sembianze quasi umane. I social bot mostrano foto e nickname simili in tutto e per tutto a quelli degli utenti "normali", dichiarano di essere residenti in Nazioni reali, dagli Stati Uniti all'India, dal Bangladesh alla Romania. Ma non solo. Possono anche essere programmati per essere socialmente attivi: ad esempio per condividere foto, commenti ed esclamazioni (LOL, WOW e affini). Insomma i “falsi amici” di ultima generazione non sono più come quelli - goffi e pacchiani - che fino a qualche anno fa popolavano la social-sfera. Se non lo sapessimo li considereremmo utenti come tanti altri.

DAL MUSICISTA AL POLITICO: ECCO CHI COMPRA L'AMICIZIA
La ricerca della popolarità è naturalmente una delle principali molle che alimenta un mercato di questo tipo. Ma non è l'unica. Il consenso – o il dissenso – proveniente dai social media, lo abbiamo visto in questi anni, può riverberarsi in molti aspetti del nostro vivere quotidiano. Compresa la politica. Secondo il New York Times, in Messico, Siria, Turchia i social bot sarebbero stati usati in modo massiccio per spostare voti o comunque condizionare gli elettori in questi ultimi anni. 
La lista degli acquirenti di social-fake spazia comunque in tutte le categorie sociali, spiega un anonimo impiegato di Swenzy: dagli attori ai musicisti, dalle celebrità ai politici per l'appunto.

UN PROGRAMMA PER CREARE FALSI AMICI? COSTA 700 DOLLARI
Ma come si fa, in concreto, a creare un follower da laboratorio? La pratica non sembra essere particolarmente complessa. In commercio, spiega ancora l'autorevole testata americana, esistono software appositi in grado di costruire false identità al costo di circa 700 dollari. L'aspetto più controverso della questione è che la legge (almeno quella statunitense) non impedisce di crearE e dunque “possedere” un social bot. Gli amici artificiali possono tutt'al più contravvenire alle condizioni di servizio dei servizi su cui appaiono (Facebook, Twitter, YouTube, Instagram e via dicendo). Ecco perché, di tanto in tanto, Google e le altre stelle del firmamento tecnologico provvedono a effettuare vere e proprie "retate" per cancellare finti account dalle proprie applicazioni.

Di questo passo è facile pronosticare un'invasione sempre più massiccia di insospettabili bot umanoidi dalle spiccate doti relazionali. Forse, già oggi gli utenti fake superano quelli in carne ed ossa. Sappiatelo, nel caso vi arrivasse di punto in bianco una richiesta di amicizia sconosciuta. Chi trova un amico sa bene cosa trova,  ma il tesoro in questo caso potrebbe non essere il vostro.

 
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