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Riesci a stare 99 giorni senza Facebook?

Dopo le polemiche sugli esperimenti emozionali un'organizzazione lancia una sfida collettiva. Tutti noi affermiamo di potere fare a meno di FB. Eppure sono così pochi quelli che ci hanno provato davvero

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– Credits: 99daysoffreedom

Sembra una domanda semplice, banale persino, come ovvie sono le risposte che produce: Certo che riesco a stare 100 giorni senza Facebook, capirai che ci vuole. Risposte che ricordano altre ultime parole famose, come: Certo che riesco a mangiare insalata a pranzo per una settimana, Certo che riesco a smettere di giocare tutta notte a World of Warcraft, Certo che posso stare senza fumare, lasciami finire il pacchetto e vedi.

È la domanda che sottende un interessante esperimento, lanciato da un’organizzazione non-profit olandese in queste ore sull’onda delle polemiche cresciute attorno agli esperimenti “social” di Facebook , e chiamato 99 days of freedom . Per partecipare è sufficiente accedere al sito appositamente creato e cambiare la propria immagine di profilo con l’icona dell’esperimento. E poi, naturalmente, allontanarsi da Facebook per 99 giorni. Il che significa 99 giorni senza accedere alla piattaforma, e perciò: niente notifiche, niente foto di gattini, niente meme sui mondiali, niente messaggi, niente tag, niente di niente.

All’inizio dell’esperimento all’utente viene posta la fatidica domanda “Riusciresti a stare senza Facebook per 99 giorni?” Alla quale tutti gli utenti che provano a partecipare naturalmente rispondono “ovvio che sì.” Subito dopo però viene posta una seconda domanda, alla quale risulta drammaticamente più difficile rispondere: “Come ti senti quando non stai usando Facebook?

Questa domanda verrà posta periodicamente a intervalli di 33 giorni, così da monitorare come gli utenti stiano vivendo la mancanza della loro piattaforma social di riferimento.

Merijn Straathof, l’art director dell’organizzazione promotrice, ha spiegato che l’idea è venuta ragionando attorno alle reazioni degli utenti alla notizia che i propri profili erano stati utilizzati come cavie da laboratorio per esperimenti sociologici.

Mentre ne discutevamo, abbiamo notato una tendenza interessante: chiunque conoscessimo aveva almeno una ‘relazione complicata’ con un aspetto di Facebook. Che si trattasse di essere taggato in foto compromettenti, litigare con altri utenti o semplicemente lamentarsi di aver perso troppo tempo sulla piattaforma, abbiamo riscontrato un livello sorprendentemente alto di malcontento.

Stando alle statistiche ufficiali, un utente Facebook passa almeno 17 minuti ogni giorno sulla piattaforma di Mark Zuckerberg, il che significa che 3 mesi di astinenza dal social network varrebbero 28 ore di libertà.

Ora, è chiaro che l’iniziativa non va intesa come battaglia tout court contro Facebook, come sarebbe stupido pensare che siccome qualcuno soffre di vera dipendenza dai social network , questi vadano trattati alla stessa stregua dell’eroina.

Provare a ibernare il proprio profilo per 99 giorni può essere utile, semmai, per capire quanto Facebook incida nella nostra vita di tutti i giorni, quanto vada a compensare alcune mancanze della vita reale, e soprattutto, quanto affidamento facciamo sulla piattaforma per comunicare con le persone a noi vicine.

Non so voi, io mi sa che ci provo. Il tempo di andare in vacanza e riempire il mio profilo di foto, poi lo faccio.

 
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