ZTE Axon 7 cover
Smartphone & Tablet

ZTE Axon 7, la recensione

Design, esperienza d’uso, fotocamera, audio: tutto sul nuovo top di gamma della casa cinese, da qualche giorno in Italia a un prezzo di 449 euro

AAA alternative a Huawei offresi. A voler recitare un ruolo da protagonista nel grande mercato dei dispositivi mobili non c’è solo il colosso cinese delle telecomunicazioni, ma tutta una serie di vicini di casa che in questi anni si sono attrezzati a dovere per sfondare oltre confine. 

Fra questi non si può trascurare ZTE, società presente già da qualche anno anche in Italia (la business unit è a Roma), con una serie di telefonini intelligenti sempre più evoluti, sia in termini di design che di funzionalità .

Emblema di questo nuovo corso tutto votato alla fascia alta del mercato è il freschissimo Axon 7, smartphone che raduna al suo interno il meglio del meglio della tecnologia sviluppata (e acquistata) dell’azienda di Shenzhen, mai come in questo caso sintonizzata sulle necessità dell'utenza più raffinata.

Panorama.it ha avuto la possibilità di provare in anteprima il dispositivo per qualche giorno. Qui di seguito, in sintesi, le nostre impressioni.

 

Design curatissimo, fino all'ultimo dettaglio
Che il nuovo Axon 7 di ZTE non sia il solito cellulare low-cost Made in China lo capisci fin dal primo contatto con la confezione. Aprendo la raffinatissima scatola di cartone nera (con scritte in oro) hai subito la sensazione di trovarti di fronte a un oggetto in cui nulla è lasciato al caso.

Impressione confermata anche alla prima rapida impugnatura del dispositivo. La scocca in alluminio è lavorata in modo magistrale, e lo si capisce buttando l’occhio a tutti quei particolari critici (giunture, angoli, fotocamera) che spesso vengono un po' trascurati.

Tutto questo influisce (positivamente) anche sulla sensazione al tatto: lo ZTE Axon 7 è piacevole da tenere in mano, malgrado una taglia (5.5 pollici) che non può certo definirsi “debole”.

Android, in salsa MiFavor

L’abito non fa il monaco, ma la sensazione di trovarsi di fronte a un dispositivo di lusso
persiste anche dopo l'accensione. Giusto il tempo di caricare il sistema operativo (per inciso Android Marshmallow 6.0.1) ed entrare nell’interfaccia utente (MiFavor 4.0) sviluppata da ZTE per regalare quel minimo di personalizzazione rispetto all'ormai trita esperienza stock powered by Google.

Nonostante un certo deja-vu che ci riporta alle atmosfere di altri dispositivi Made in China, tutto fila per il verso giusto: le icone sono pulite e razionali, i menu facili da navigare malgarado una certa tendenza a perdersi in impostazioni troppo granulari e, diciamolo pure, non sempre utili.

Gli unici impuntamenti li riscontriamo allo sblocco del terminale: il lettore di impronte digitali (situato sul retro del telefono) non è sempre impeccabile; a volte occorre un secondo o un terzo tocco per convincere l’Axon 7 ad aprirci le porte.

Hardware di gala, audio da Oscar
Per il resto poco o nulla da dire. L’equipaggiamento dell'Axon 7 mette al riparo da spiacevoli sorprese su quasi ogni fronte: il display Amoled QHD è brillante e dotato di ottimo angolo di visuale, il processore (Snapdragon 820 con 4 “giga” di RAM) ha “cavalli” a sufficienza per trainare le applicazioni più pesanti, quanto alla connettività c’è tutto quello che abbiamo sempre desiderato da un cellulare al passo coi tempi: modem LTE da 300 Mbps in download (150Mbps in upload), Wi-Fi b/g/n/ac con possibilità di tethering hotspot, Wi-Fi Direct; Bluetooth 4.2 LE; NFC; Gps e slot di alimentazione/scambio dati USB Type-C.

Ma è soprattutto sul fronte delle performance audio che il nuovo Axon 7 sembra voler (e poter) fare la differenza. ZTE non ha lesinato praticamente nulla sulla componentistica hi-fi, mettendo sul piatto un autentico bendidìo di tecnologie: c’è un convertitore analogico digitale a 32 bit con Dolby Digital Surround, due speaker frontali e un sistema di equalizzazione Dolby Atomos pensato per ottimizzare il suono a tutte le frequenze. Il risultato è a dir poco sorprendente, tenuto conto che stiamo pur sempre parlando di un telefono cellulare: la verità è che persino un orecchio non allenato sarebbe in grado di percepire la differenza, soprattutto in termini di brillantezza.

Fotocamera: 20 megapixel e 4K per tutti
Leggermente meno scintillante, ma comunque positivo, il responso sul comparto fotografico. L’obiettivo principale da 20 megapixel con doppio stabilizzatore d’immagine (ottico ed elettronico) e apertura f/1.8 si dimostra all'altezza delle più interessanti alternative dal buon rapporto qualità-prezzo (citiamo a titolo di esempio Honor 8 e OnePlus 3), ma ancora non all’altezza dei migliori camera-phone Android (Lg G5 e Samsung Galaxy S7), soprattutto a livello di messa a fuoco.


 

Pulita e intuitiva l’interfaccia fotografica, dalla quale è possibile fra le altre cose scattare foto a raffica, panoramiche, selfie (a una risoluzione massima di 8 megapixel) e video 4k (30 fps). Per spingersi in ulteriori evoluzioni conviene accedere al menu delle impostazioni manuali, e da qui regolare tutti i vari parametri di regolazione fine (velocità otturatore, tempi di esposizione, ISO, bilanciamento del bianco e profondità di fuoco).

Conclusioni
Se l’obiettivo di ZTE era quello di dimostrare di avere tutte le carte in regola per competere con i migliori Android-phone del momento, si può senz'altro dire che sia stato raggiunto. Il nuovo Axon 7 è uno smartphone potente, ben costruito e con una dotazione multimediale ai vertici della categoria, soprattutto sul piano della qualità audio.

Il prezzo (449 euro) è forse leggermente sovradimensionato rispetto alla concorrenza: OnePlus 3 e Honor 8, forse i due concorrenti più diretti dell’Axon 7, costano 50 euro in meno, ma ZTE può mettere sul piatto un carnet di servizi di assistenza postvendita supplementari che alla resa dei conti aumentano il valore della proposta: si va dall’anno di garanzia extra (3 anni, anziché i classici 2) ai 6 mesi di garanzia sul display per danni accidentali, fino all'anno di garanzia aggiuntiva per danni da liquidi.

Nel complesso un dispositivo che può benissimo stare nelle mani dell’utenza Android più esigente, sempre che non ci siano preclusioni di sorta verso un marchio che – per quanto consolidato – non ha ancora il livello di notorietà dei concorrenti asiatici più celebrati.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti