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Wiko Wax: sotto la lente il primo smartphone Tegra 4i

Analizziamo i punti di forza e di debolezza del telefono Android low-cost dell’azienda francese

– Credits: @Connessioni

È chiaro che il concetto di basso costo, nel settore della tecnologia di consumo, abbia assunto un significato diverso dal passato. Una volta per low-cost si intendevano i telefoni (non smartphone) venduti al di sotto dei 50 euro; oggi siamo sulla soglia dei 100-150, con prezzi che tendono a salire anche grazie ai top di gamma che ormai vengono venduti a non meno di 499 euro. Che dire allora? Vale ancora la pena spendere 199 euro, che è il costo di questo Wiko Wax, per portarsi a casa un telefono che presenta tanti aspetti positivi ma anche alcune pecche di gioventù?

Hardware

Le specifiche tecniche sono un punto di forza del Wiko Wax (qui il nostro unboxing ). Sotto la scocca troviamo un processore Nvidia Tegra 4i Quad-Core da 1.7 GHz che, tradotto per i meno esperti, vuol dire tanta velocità e fluidità anche nelle operazioni più complesse, come i giochi in 3D. Si tratta del primo smartphone europeo ad integrare il processore in questione che, seppur non basandosi su un’architettura recentissima (Cortex-A9), rappresenta una soluzione ottima nel contesto generale.

Tant’è vero che anche se la memoria RAM è a ranghi ridotti, solo 1 GB, il sistema non ne risente quasi mai e solo se si hanno diverse applicazioni aperte. Se dobbiamo trovare un punto a sfavore della sezione hardware, questo è sicuro la capacità della memoria di archiviazione interna: 4 GB totali di cui poco meno di 2 GB utilizzabili dall’utente. Questo vuol dire che se volete installare un gioco di fascia alta, per sfruttare a pieno le potenzialità della CPU, allora dovrete munirvi necessariamente di una microSD, visto che il Wax le supporta fino a 32 GB; restiamo stupiti da una scelta del genere, quanto sarebbe costato al produttore montare una ROM da almeno 8 GB invece che 4? Misteri d’oltralpe. Il resto delle specifiche hardware parlano di una batteria da 2.000 mAh, connettività 4G e 3G, Wi-Fi, Bluetooth, Bussola e Accelerometro.

Display

Discorso a parte merita il display. Siamo dinanzi ad uno schermo da 4.5 pollici di tipo TFT con tecnologia IPS e Gorilla Glass 2. Tanti bei termini tecnici ma alla fine la qualità com’è? Diciamo sin da subito che su un’ipotetica scala da 1 a 10 lo schermo del Wiko Wax si pone poco sopra la media (diciamo un 6). Molto buone le dimensioni che, grazie ad uno spessore e un peso contenuto, permettono di avere con sé uno smartphone grande ma leggero con uno schermo ottimo per navigare, guardare foto,  video e giocare. La risoluzione è da 1280X720 con 315 PPI, anche se qualcosa si perde con il TFT. Per avere un metro di paragone pensate che il Galaxy S4 Mini, uscito un anno fa, ha le stesse dimensioni e risoluzione ma una densità di pixel minore (256 PPI) e, nonostante questo, una resa migliore del Wiko Wax grazie ad un display Super Amoled. È pur vero che tra i due ci sono, ancora oggi, almeno 100 euro di differenza. Un motivo ci sarà.
Una chicca del Wax sono i tre pulsanti classici di Android (Menu, Home, Indietro), virtuali ma inseriti al di fuori dello schermo, sulla scocca.

Software

Android senza fronzoli. La versione 4.2 Jelly Bean presente sul Wax è priva di qualsiasi personalizzazione, restituendo all’utente un’esperienza simile a quella di modelli più blasonati come il Nexus 5. Certo l’assenza di caratteri distintivi del sistema operativo non è sempre un bene, pensate a quello che sono riuscite a creare Samsung ed LG con le loro interfacce proprietarie, ma meglio non esagerare e trasformare troppo la semplicità di Android in un cervellotico sistema di interazione e notifiche, un po’ quanto fatto da HTC e Sony. Presente lo store di Nvidia che propone le ultime uscite in fatto di app e giochi ma, come detto, è inutile andarci se non vi munite prima di una memoria microSD. Un’utile caratteristica software è quella di poter regolare le prestazioni della CPU direttamente dalla barra delle impostazioni, accessibile come ogni Android scorrendo lo schermo dall’alto verso il basso.

Fotocamera

Il sensore della camera posteriore è da 8 megapixel, tanto quanto basta per realizzare buone foto. La realizzazione degli scatti, anche in assenza di luce ottimale, è supportata dalla presenza di un Flash LED, da utilizzare anche durante la ripresa video, possibile fino a 1080p. Non si tratterà della migliore 8 Megapixel provata finora ma vista la fascia di prezzo non ci si può lamentare. La fotocamera anteriore, da 5 megapixel, rappresenta invece un ottimo motivo per scattarsi dei selfie, magari al mare, invece delle solite gambe oleate.

Conclusioni

A chi consiglieremmo il Wiko Wax? Non solo ad un pubblico giovane che vorrebbe avere uno smartphone dalle buone caratteristiche tecniche ma senza svuotare il portafoglio. Proprio le dimensioni del display permettono al dispositivo di ampliare il pubblico di riferimento riuscendo ad intercettare anche i più adulti. Chi naviga spesso in rete e magari visualizza e modifica file per lavoro (possibile con le suite scaricabili per Android) potrà trovare nel Wiko Wax un fedele compagno di viaggio. I 199 euro con cui viene venduto sono un incentivo all’acquisto soprattutto rispetto ai modelli concorrenti che non possono vantare le stesse specifiche. Considerando che la francese Wiko assieme ai suoi smartphone ha lanciato anche una serie di accessori compatibili, allora la scelta potrebbe benissimo ricadere sul nuovo arrivato Wax, in attesa della maturazione definitiva e del lancio di un modello di fascia alta.

 
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