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Whisper: il social network dei segreti

Il boom dell'app che permette di confessarsi in pubblico

Appena nato aveva già ottenuto 3 milioni di dollari di finanziamento. Merito dell'idea: un social network dove pubblicare i propri pensieri su uno sfondo fotografico. Con un particolare: non c'è bisogno di registrarsi. Tutto avviene nel più stretto riserbo e questo permette una libertà di espressione altrimenti impossibile. Facebook ci ha fatti uscire dall'anonimato, costringendoci ad esporci con nome e cognome? Whisper fa l'esatto contrario e ci riporta al segreto di status. Il che lo rende particolarmente apprezzato dagli adolescenti e da tutti coloro che desiderano condividere pensieri senza metterci la faccia. Diversamente dai siti web che permettono qualcosa di simile, Whisper si presenta in forma di app per iPhone e Android: è un social network che non ha bisogno del pc per esistere (ma c'è un tumblr con la raccolta dei whispers migliori, ndr).

Considerato che è stato lanciato solo a novembre, i numeri sono di tutto rispetto: Michael Heyward, il suo fondatore, ha rivelato a Techcrunch che Whisper viaggia al ritmo di 800 mila messaggi al giorno e nel mese di marzo ha collezionato più di un miliardo di page views. Per lui il successo si deve al fatto che Whisper è un antidoto agli altri social network, dove siamo costretti a mostrare il nostro lato migliore. "Abbiamo visto che c'era un'enorme quantità di cose che le persone non pubblicavano sui social network - ha spiegato - e volevamo dargli un posto dove poterle condividere senza problemi". Con questo idea in mente ha cominciato a pubblicizzare l'app nei campus studenteschi e nelle basi militari, i luoghi più frequentati dai giovani, proprio come aveva fatto all'inizio Mark Zuckerberg con Facebook.

Non è difficile usare Whisper. Sia che lo si faccia da spettatori che da utenti: la schermata principale offre una visuale sugli ultimi segreti pubblicati e su quelli più popolari, che hanno cioè avuto più like e più risposte. E qui forse si nasconde un altro segreto del successo di Whisper: la possibilità di condividere pensieri non sempre ottimisti e riceverne in cambio attenzione e approvazione (sono banditi i comportamenti violenti e razzisti e l'apologia di reato e la diffamazione, ndr). Possiamo facilmente condividere i nostri pensieri cliccando su un tasto, commentare quelli degli altri e anche mandargli messaggi privati.

Risultato? Da qualche giorno è gara tra i siti americani a pubblicare fotogallery con i segreti di Whisper. Dagli adolescenti alle prese con la consapevolezza dell'omosessualità (tra neoromanticismo e omofobia) alle giovani donne che mettono in piazza il disagio dell'eterna verginità. Fino ai militari al fronte che nei propri pensieri inconfessabili rivelano un imprevisto tratto poetico. Come il giovane Capitan America che scrive: "Sono in Afghanistan da un mese e non ho paura di morire. Ma di essere dimenticato". Ed è proprio per esorcizzare il vizio della memoria che invece di una foto generica di quelle proposte da Whisper, ha deciso di pubblicare la sua, mentre sorride agli utenti del suo nuovo social network preferito.

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