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Thermal Touch, l'interfaccia termica per trasformare ogni cosa in un oggetto cliccabile

Grazie alla combinazione di telecamere termiche e tradizionali, questa tecnologia consente di rendere ogni cosa in un touchscreen, aprendo nuove prospettive per dispositivi come Google Glass

Thermal Touch

– Credits: Thermal Touch

Viviamo in un’epoca di transizione, caratterizzata da situazioni in continuo divenire che stentano a cristallizzarsi in modo sufficientemente stabile da accomodarcisi. Vale per diversi aspetti della vita, il lavoro, il nucleo famigliare, le dinamiche finanziare internazionali, ma vale anche per questioni accessorie come, ad esempio, il modo con cui l’uomo si interfaccia ai dispositivi informatici.

Per questo, non passa mese senza qualcuno cavi dal cilindro una nuova idea che mette in dubbio lo sviluppo di tecnologie come le interfacce gesturali, il riconoscimento vocale o le interfacce cervello-macchina. In questi giorni, ad esempio, un’azienda specializzata in realtà aumentata, la Metaio , ha presentato un nuovo prototipo di interfaccia touch termica, che propone un approccio nuovo al concetto di touchscreen.

Questo prototipo, chiamato didascalicamente Thermal Touch , consente di riconoscere il tocco di un dito su qualsiasi superficie (a parte quelle di metallo) sfruttando l’impronta termica che resiste in seguito al contatto. Questo è possibile sfruttando due tipi di telecamere: una telecamera termica che individua i residui di calore lasciati dal tocco; un’altra telecamera tradizionale nel frattempo determina la posizione dell’oggetto che viene toccato; in questo modo il software è in grado di calcolare l’esatta posizione del tocco in un’ambiente tridimensionale.

L’obiettivo di Metaio è di miniaturizzare questa coppia di telecamere in modo da poterle integrare in dispositivi come Google Glass, e consentire all’utente di “aumentare” la realtà percepita attraverso gli smart-occhiali trasformando gli oggetti della sua quotidianità in superfici interattive. Questo apre la strada a un ventaglio amplissimo di possibilità: con un simile sistema infatti sarebbe possibile trasformare qualsiasi cosa in un oggetto cliccabile, il che significa che, con il giusto software, ad esempio, cliccando sull'immagine trovata in una rivista, o su un elemento di arredamento che trovi in casa di un amico, sarebbe possibile ottenere informazioni sull'oggetto in tempo reale. 

Oltre alla questione miniaturizzazione, esistono altri ostacoli alla commercializzazione di un simile prodotto, uno su tutti: il tempo di latenza. Se è vero che l’impronta termica possa essere utilizzata per individuare un input tattile, è anche vero che quell’impronta non scompare immediatamente dopo essere stata registrata dal software. Inoltre, il team dovrà lavorare anche sull’accuratezza, che al momento è molto dipendente dalla temperatura della superficie che viene toccata.

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