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Sony SmartWatch 2: i 5 motivi per cui potrà competere con Pebble e iWatch

Dopo il sostanziale flop del primo SmartWatch, Sony ci riprova con un dispositivo indossabile dotato di connettività NFC, touchscreen da 1.6 pollici e un buon ventaglio di app. In attesa che Samsung, Google, Apple e Microsoft lancino i loro orologi, è il meglio sul mercato

SmartWatch 2

– Credits: Sony

È facile parlare di smartwatch oggi. Sono mesi che la Rete ci bombarda con statistiche su Pebble, specifiche sull’atteso iWatch Apple e una grandinata di indiscrezioni su un venturo orologio intelligente di Google. Le cose erano ben diverse a inizio 2012, quando Sony per prima ebbe l’ardire di presentare a un mercato ancora inebriato di smartphone e tablet, il primo modello di orologio smart dal didascalico, quanto azzeccato nome di SmartWatch .

La strada era tutt’altro che spianata e, considerato il software poco efficiente e la limitata compatibilità (funzionava solo con modelli Sony Xperia), in assenza di motivazioni valide per mettersi al polso un aggeggio insolitamente costoso, i potenziali clienti lasciarono l’orologio intelligente di Sony sugli scaffali.

Oggi Sony ci riprova  con SmartWatch 2, e lo fa con studiato anticipo rispetto agli attesi lanci di Apple , Samsung e Google . Ecco cinque motivi per cui questa volta potrebbe evitare di arenarsi.

1. Una compatibilità più ampia
A cosa serve uno SmartWatch? A bullarsi con gli amici meno tecnologici (e facoltosi) di voi? Anche, ma soprattutto serve come comoda estensione del tuo smartphone (o tablet). Sei in bicicletta, al volante, di corsa sulla strada per il lavoro, non hai temo o modo di cavarti il cellulare di tasca, in compenso hai a portata di polso un display connesso al tuo dispositivo mobile che ti consente di leggere email, rispondere a chiamate, ricevere notifiche social e... ah sì, controllare l’ora. A differenza del primo modello del 2012, SmartWatch 2 è compatibile con tutti i dispositivi Android. Un passo in avanti fondamentale che, insieme alla scelta di utilizzare cavi micro-USB per la carica, potrebbe allargare non di poco il parco utenti potenziali per questo dispositivo. 

2. Un touchscreen ampio e definito
Con un display touchscreen retroilluminato da 1.6 pollici e una risoluzione da 220 x 176 pixel, SmartWatch 2 si pone una spanna sopra gli altri smartwatch attualmente disponibili, uno su tutti Pebble, che si limita a un display e-ink da 1.26 pollici e una risoluzione 144x168, non retroilluminato. Rimane da capire quanto il display Sony si dimostrerà leggibile in condizioni di luce solare diretta e l’impatto che avrà sull’autonomia della batteria. Anche se la vera incognita, in fatto di display, è legata alle offerte che farà la concorrenza: Samsung e Apple, dopotutto, non sono dei novellini in fatto di display.

3. Un’autonomia di carica prolungata
Sony sostiene che SmartWatch 2 vanta la maggior durata di carica per uno smartwatch. In soldoni questo significherebbe 5/6 giorni a basso regime e 3/4 giorni con un utilizzo frequente. Considerando però che Pebble vanta sulla carta un’autonomia di 5/7 giorni, difficilmente il nuovo orologio Sony riuscirà a distanziare molto la concorrenza. Considerando però la bontà del nuovo display, una simile autonomia è comunque un fiore all’occhiello.

4. Una maggiore scelta di app
Oltre alle funzioni basilari come gestire chiamate, visualizzare notifiche Gmail, Facebook e Twitter, il nuovo SmartWatch consentirà di utilizzare una nutrita schiera di app: da quelle per il meteo e il calendario, a quelle per il fitness, l’aggregazione di notizie e la riproduzione di musica. Sarà inoltre possibile scattare foto e utilizzare l’orologio come controller per presentazioni slide. Se Sony riuscirà a coagulare attorno al proprio dispositivo un numero sufficientemente nutrito di sviluppatori, avrà qualche chances di competere con il futuro orologio Apple.

5. Connettività NFC
SmartWatch 2 è il primo smartwatch a offrire connettività NFC. Questo significa che lo potrai utilizzare per pagare in scioltezza nei supermercati più all’avanguardia? No, significa che se hai uno smartphone con connettività NFC sarà più semplice accoppiare i due dispositivi (basterà avvicinarli un istante). Inoltre, SW2 è dotato di connettività Bluetooth 3.0.

Lo so cosa vi state chiedendo: perché diavolo non hai citato il fatto che il nuovo SW2 è a prova d’acqua, visto che Sony l’ha scritto ovunque? Semplice: perché SW2, a quanto pare , non è a prova d’acqua. Sony ha dichiarato che SW2 non va indossato mentre si fa la doccia, il bagno o quando si nuota, il che significa potete stare sicuri solo se inizia a piovigginare o se inavvertitamente lo tenete su mentre vi lavate le mani. Mentre il Pebble puoi tranquillamente immergerlo (senza esagerare, non puoi metterti a fare snorkeling, ecco), SW2 è meglio se lo tieni all’asciutto.

Insomma, se Sony ha deciso di puntare sulla resistenza all'acqua per contrastare l'hype che si genererà attorno all'atteso iWatch Apple, farebbe meglio a mettersi subito al lavoro sul prossimo SmartWatch 3.

 
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