Smartphone & Tablet

Sony brevetta una smart-parrucca dotata di connessione wireless

La fregola dei dispositivi indossabili ha ormai conquistato a tal punto le aziende hi-tech che c'è chi pensa davvero di produrre parrucche connesse dotate di fotocamera e GPS

Wigs

– Credits: Dr.Flemmings @ Flickr

Il mercato dei dispositivi indossabili, secondo diverse stime, è destinato a esplodere. Juniper Research prevede che di qui a cinque anni il numero di dispositivi venduti sarà 14 volte maggiore, raggiungendo quota globale di 19 miliardi di dollari.

A volte, quando un determinato settore va incontro a una crescita così fulminea, finisce che qualcuno perde la brocca e distribuisce investimenti a pioggia nella speranza di inciampare nel nuovo iPhone. Ecco, potrebbe essere il caso di Sony. Mentre il resto del panorama hi-tech si concentra su smart-watch, smart-glass e smart-vestiti, l’azienda giapponese pare infatti aver deciso di concentrare parte dei propri sforzi sulle parrucche.

Il termine specifico sarebbe smartwig, e stando al brevetto depositato da Sony si tratterebbe di una normale parrucca realizzata utilizzando capelli umani, crine di cavallo, lana, peli di bufalo e qualsiasi genere di fibra sintetica. La parucca intelligente sarebbe in grado di comunicare in modalità wireless con un dispositivo mobile e potrà essere dotata di fotocamera, puntatore laser e un sensore GPS.

Se l’idea che Sony possa produrre una parrucca connessa vi suona assurda, sappiate che in realtà sta pensando di produrne addirittura tre, una per ogni potenziale applicazione:

1- Una Presentation Wig: dotata di un puntatore laser, potrà essere utilizzata per far scorrere le slide di PowerPoint semplicemente orientando la testa da un punto all’altro del riquadro.

2- Una Navigation Wig: dotata di un sensore GPS e di un sistema di vibrazione che consenta di dirigere l’utente come fosse un cavallo (tiri una redine e quello gira)

3- Una Sensing Wig: dotata di sensori che sappiano monitorare valori fisiologici come la temperatura corporea e la pressione sanguigna.

La conferma che non si tratti di un pesce d’aprile fuori stagione arriva da Sony stessa, che però mette le mani avanti: ancora non sa se la super-parrucca verrà mai lanciata sul commercio. Il che lascia intendere che Sony, come del resto fanno anche Google, Apple e Samsung, abbia semplicemente voluto piantare la propria bandierina in una nicchia ancora vergine, blindandola a colpi di brevetto e assicurandosi che, se mai l’utenza dimostrerà un interesse implacabile verso le parrucche connesse, sarà da sola sulla linea di partenza.

A questo punto, verrebbe quasi da consigliare a Sony di blindare tutte le nicchie ancora tecnologicamente vergini, come ad esempio quella dei passamontagna, delle calzamaglie e, perché no, dei pannoloni per incontinenti. Sai mai che a qualcuno venga l’irrefrenabile esigenza di avere un sensore GPS attaccato alle chiappe.

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