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Smartphone & Tablet

Smartphone economici: ecco Honor, il brand spaventa-grandi

Da una costola del colosso cinese, un marchio tutto nuovo che strizza l’occhio ai nativi digitali. Il primo modello è un Android-Phone da 299 euro

In un momento nel quale il mercato strabocca di smartphone low-cost, c’era davvero bisogno di un altro produttore cinese di dispositivi Android? La risposta è sì, purché il brand in questione non sia l’ennesimo progetto improvvisato, incapace - come si suol dire - di alzare l’asticella. Tutto il contrario di quel che si propone di fare Honor, società nata da una costola di Huawei, appena presentatasi con grandi ambizioni al mercato Europeo.

L’obiettivo è dichiarato: diventare il punto di riferimento dei cosiddetti nativi digitali, giovani nati e cresciuti nell’era di Internet, molto ferrati sulle nuove tecnologie ma non per questo disposti a spendere 700 e rotti euro per portarsi a casa un telefonino intelligente. In che modo? Facendo leva sul prezzo, si capisce, ma anche sulle tecnologie allo stato dell’arte. Garantisce Huawei, società che proprio grazie alla capacità di confezionare proposte dall’eccellente rapporto qualità prezzo è riuscita a diventere il primo produttore cinese e il terzo player a livello mondiale.

 

Una strada tutta nuova
Honor sarà a tutti gli effetti una sussidiaria di Huawei, ma agirà in maniera completamente indipendente da casa madre, sia sul piano dello sviluppo, sia per quanto riguarda le logiche commerciali. "Per fare un parallelismo col mondo automobilistico", spiega Jeff Liu, presidente della società, "saremo un po’ quello che è Mini per il gruppo BMW".

Difficile dire ora se il progetto abbia tutte le carte in regola per fare, nel segmento low-cost, ciò che Apple e Sasmsung hanno fatto sulla fascia alta di mercato. Di certo la presenza di un brand tutto nuovo, più focalizzato sul target 18-45 anni e sulle necessità dei mercati extra-asiatici (la scelta del nome sembra già un buon punto di partenza), potrebbe rivelarsi vincente. Soprattutto in un momento in cui non esiste, o perlomeno non si è ancora affermato. un soggetto predominante.


Honor 6, un cinque pollici da 299 euro
Lato prodotto, questa strategia si tradurrà in una serie di dispositivi che sfrutteranno la tecnologia e i brevetti Huawei, cercando però di creare un legame più profondo ed empatico con la propria comunità di utenti. Capostipite di questa nuova generazione di device è uno smartphone Android da 5 pollici che verrà distribuito solo online (in Italia tramite Amazon) a un prezzo di 299 euro. Il nome - Honor 6 - sembra quasi una sfida ad Apple e al suo ultimo, costosissimo modello. E in effetti, anche a uno sguardo più ravvicinato, l’impressione dello smartphone studiato a tavolino per offrire un’alternativa low-cost alla proposta della Mela pare evidente. Nel design, tanto per cominciare, ma anche nella scelta dell’interfaccia utente di chiara ispirazione Cupertiniana.

Niente sconti sulla tecnologia
La differenza rispetto agli innumerevoli cloni dell’iPhone Made in China che abbiamo visto passare sotto gli occhi in questi anni sta soprattutto nelle tecnologie presenti sotto il cofano. I componenti utilizzati dall’Honor 6 - dal display Full HD da 5 pollici (445 PPI) al chipset con processore a otto core e 3 GB di RAM, dal supporto LTE fino a 300 Mbps fino alla batteria da 3100 MmAh, sono di tutto rispetto. E fanno girare il telefono con la stessa fluidità dei telefoni di alta gamma. Per Apple, forse, non sarà un problema (chi sceglie un prodotto della Mela, ormai lo si è capito, lo fa per ragioni che spesso vanno al di là del profilo tecnologico), ma per Samsung, Lg, Motorola e tutte le altre società che hanno costruito il proprio successo sull’interpretazione di Android si tratta indubbiamente di un concorrente da non sottovalutare.

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