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Caro smartphone addio... Io passo al phablet

Display L o XL? Per sciogliere ogni dubbio abbiamo provato due apparecchi di ultimissima generazione, tecnicamente simili, ma dagli ingombri ben diversi

Vuoi per l'età che avanza e che rende sempre più difficile confrontarsi con un piccolo display, vuoi per la voglia di sostituire un apparecchio ormai (si fa per dire, visto che non ha neppure un anno di vita) obsoleto con un device di più recente uscita, quando - poche settimane fa - è definitivamente maturata la decisione di pensionare il vecchio smartphone e valutare l'acquisto del nuovo, ho deciso di fare una scelta radicale e, allo stesso tempo, di compromesso: provare il passaggio al phablet.

La primissima manovra di avvicinamento è stata di quelle estreme, poiché invece di un passaggio soft a un apparecchio di taglia medio-grande (quelli con con diagonale del display attorno ai 5,5 pollici, per capirci) sono andato direttamente al vertice dimensionale della categoria, domandando ad Huawei Italia la possibilità di provare un prodotto che mi aveva incuriosito molto, e non solo perché il più grande in assoluto presente sul mercato, il MediaPad X1 con il suo incredibile schermo da 7 pollici.

L'idea era di metterlo per bene alla frusta per qualche settimana, maneggiarlo senza troppa cura nel quotidiano e soprattutto capire se i vantaggi dati in termini di qualità della visualizzazione dalla sua taglia XL non sarebbero stati attenuati da un ingombro eccessivo e da una scarsa "maneggevolezza" nel normale uso quotidiano.

 



La "prova calzoni"

Un secondo netto dopo averlo estratto dalla confezione (sobria e ben fatta, peraltro), il MediaPad è già nella tasca posteriore dei jeans per il test più probante in assoluto, quello della portabilità. Promosso? Con riserva: nessun problema di larghezza, in tasca ci entra comodamente, e quando è lì si sente molto poco, grazie a uno spessore contenuto ai minimi termini (7,18 mm) e a un peso piuma di 239 g, mentre la "prova lunghezza" non è superata. Eccessiva. In assoluto. E abituati a portare a spasso un device ben più compatto (4,4 pollici) difficile che si riesca a tollerarlo.

Superatissimo, invece, il riscontro delle rifiniture: complice anche la scocca metallica in lega di alluminio e il vetro frontale che va a combinarsi con il coperchio posteriore come se fosse un tutt'uno, cioè senza spazi e scanalature acchiappapolvere, la qualità percepita dell'insieme è elevatissima. Superiore a qualsiasi altro omologo concorrente made in Usa o in Corea del Sud. Per non parlare dei cloni cinesi...

Sbrigata la pratica dell'inserimento della Sim (si è reso necessario dotarsi di un apposito adattatore), arriva il momento dell'altro step cruciale, quello della prima accensione. Ed è a questo punto che si raggiunge il momento più alto dell'intero test, per via di quel display enorme (tecnicamente rientra nella categoria dei touch adattativi) dalla risoluzione mostruosa che raggiunge i 1200 x 1920 pixel, un vero capolavoro di luminosità e colori brillanti.

Note dolenti

Ora dopo ora, arriva agli occhi anche tutto il resto, a cominciare dalla fotocamera posteriore che scatta a ben 13 megapixel e a tutta una serie di chicche tecnologiche, a partire dalla memoria Ram da 2 GB e per finire con l'autonomia di esercizio che, al termine di una giornata trascorsa a smanettare tra le opzioni e con il display perennamente attivo, il livello di carica segnava ancora un 30% abbondante di riserva.

Ma c'è un ma. Tutt'altro che trascurabile: MediaPad X1 non rende la vita troppo semplice a chi intende gestirlo con una sola mano, senza contare che il punto in cui viene più naturale afferrarlo e impugnarlo coincide in maniera un po' fastidiosa con il pulsante dell'accensione spegnimento collocato sul profilo laterale dell'apparecchio.

Il giusto mezzo

Il mese e mezzo trascorso con con il nuovo phablet Huawei ci ha fornito, in definitiva, un bel po' di elementi interessanti per la valutazione del potenziale sostituto.

  • Primo: 7 pollici di device sono davvero tanti. Troppi. O meglio, sono una misura perfetta per godere appieno dei contenuti multimediali, ma il compromesso a cui bisogna scendere per via dell'ingombro troppo elevato per un normale uso quotidiano è di quelli tosti. Quantomeno per me.
  • Secondo: dopo che hai provato una tale maxi experience, tornare a un device dalle dimensioni tradizionali è avvilente.
  • Terzo: tra l'XL e la S c'è sempre la M, ma soprattutto la L. Che per chi scrive si è rivelata essere la taglia giusta.
  • Quarto: Huawei è un brand di altissimo livello. Che offre prodotti eccellenti e con un rapporto qualità prezzo che probabilmente non ha pari sull'intero mercato degli smartphone (e dei phablet).
  • Quinto: dopo aver riconsegnato il MediaPad X1, abbiamo finalmente sciolto la riserva sul successore che ci accompagnerà nella tasca posteriore dei pantaloni (almeno) per i prossimi mesi. Sarà anche lui un Huawei, con il suo display dalla diagonale di 6,1 pollici rientrerà di diritto nella categoria dei phablet, in grado, cioè di offrire le stesse performance del cugino più grande con il quale condivide la maggior parte delle caratteristiche tecniche, ma con un ingombro più contenuto: benvenuto Ascend Mate2 4G. P.s. Nel momento in cui scriviamo abbiamo appena completato l'acquisto. Arriverà da Hong Kong in meno di una settimana.



 
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