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Sento il cellulare vibrare (anche se nessuno mi chiama)

Troppe notifiche sul telefono: così ho sviluppato la sindrome della vibrazione fantasma

Cole Sear, il bambino de Il Sesto Senso, vedeva la gente morta. Io invece sento il cellulare che vibra. Anche se nessuno mi chiama.

Non so quando sia iniziato il tutto, non riesco a collocare il fenomeno temporalmente. So solo che a un certo punto della mia vita ho preso coscienza del problema: cominciavo a sentire picchettii dal taschino destro dei miei jeans, laddove di norma tengo lo smartphone, senza nessun motivo apparente. Le ho provate tutte, ho persino cambiato telefono, ma niente, a quanto pare sono ossessionato dalle notifiche: le percepisco anche quando non arrivano.

L'altro giorno, turbato dall'ennesimo falso allarme, mi sono messo a cercare su Internet i perché e i per come del fenomeno, e ho scoperto che in realtà non sono l’unico ad avere questo genere di allucinazioni. Addirittura nove persone su dieci soffrirebbero del mio stesso disturbo, leggo da uno studio pubblicato sulla rivista Computers in Human Behaviour nel quale si parla espressamente di sindrome della vibrazione fantasma. Insomma, secondo fior di ricercatori, a portare il telefono sempre in tasca finiamo involontariamente per farne un tutt’uno col nostro corpo, un po’ come quando ci dimentichiamo di avere gli occhiali addosso.

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A rassicurarmi del tutto è Robert Rosenberger, autore dello studio, quando afferma che “si percepiscono e scambiano come vibrazioni del cellulare quelli che in realtà sono i piccoli e frequenti spasmi muscolari''. I motivi - a suo dire - sarebbero soprattutto due: il primo è che la tecnologia sta modificando il nostro cervello, il secondo è che siamo semplicemente ansiosi. “Tutti questi diversi tipi di tecnologie, tra cui email e messaggi, finiscono per rendere nervosi e irritabili per il dover rispondere a messaggi e posta'', conclude l'autore.

La verità sta probabilmente nel mezzo. Perché, è indubbio, tutto questo proliferare di applicazioni e notifiche non ci permette di avere pause. Soprattutto da quando WhatsApp e le altre app di Instant Messaging hanno fatto irruzione nelle nostre vite. Domenica scorsa, per dire, ho sentito oltre 350 (trecentocinquanta!) vibrazioni nel taschino nel giro di venti minuti. Erano gli amici della chat del fantacalcio che commentavano la prestazione di Cerci contro il Bologna.

Va da sé che dopo un simile bombardamento mediatico corpo e mente ne risentano. In fondo se dopo essere scesi da una nave ci sembra ancora di fluttuare fra le onde (quel che in gergo si definisce mal di terra), dopo 350 vibrazioni di seguito può capitare di sentirne una di troppo, no?

Insomma, a quanto pare non devo preoccuparmi, sto bene. Vado subito a comunicarlo ai miei amici su WhatsApp.

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