Smartphone & Tablet

Samsung, addio ai processori Qualcomm

Già con il Galaxy S6, la casa coreana potrebbe abbandonare i popolari chipset Snapdragon per puntare sulla propria gamma Exynos

Per contrastare la concorrenza sfrontata dei player cinesi non basta produrre buoni smartphone. Oggi più che mai occorre trovare un buon equilibrio fra costi di produzione e margine. Per questo motivo Samsung potrebbe decidere di lasciare uno dei suoi partner più fidati - l’americana Qualcomm - per sviluppare autonomamente i chipset che andranno a motorizzare i suoi futuri smartphone.

La decisione è arrivata dopo una serie di test sul prossimo portacolori della casa, il Galaxy S6. Secondo quanto rivelato da Bloomberg, Samsung avrebbe deciso di chiudere con la fornitura di componenti Qualcomm dopo aver testato la nuova unità Snapdragon 810 all’interno di alcuni esemplari di pre-produzione del suo ultimo gioiellino. Evidentemente, la società coreana è convinta che la sua personalissima gamma di processori (Exynos) sia ormai abbastanza matura per poter competere con quella del numero uno dei produttori mondiali.

 

Samsung, che a onor del vero è il secondo produttore mondiale di chipset, ha investito negli ultimi anni più di 15 miliardi di dollari nello sviluppo delle fabbriche destinate allo sviluppo e alla realizzazione dei processori di nuova generazione.

Qualcomm, dal canto suo, resta ancora in una posizione di grande vantaggio nel mercato dei semicoduttori. La società californiana ha fatturato nell’ultimo anno fiscale 18.7 miliardi di dollari, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Gli ultimi chipset della casa - gli SnapDragon 808 e 810 - si vedranno concretamente in primavera con l’arrivo sul mercato dei primi terminali “premium” del 2015, come il nuovo LG G Flex 2 o lo Xiaomi Mi Note Pro.

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