Smartphone & Tablet

Display flessibili: Samsung ed Lg sono pronte a stupirci

Dallo smartphone ricurvo (Galaxy Round) al primo display Oled pieghevole: così i due colossi coreani rivoluzioneranno il mercato dei dispositivi mobili. Già dalle prossime settimane 

– Credits: EPA/MICHAEL NELSON

I display flessibili sono un po’ come i robot umanoidi: sono anni che tutti ne parlano ma alla fine nessuno li ha mai visti sugli scaffali dei negozi. Tante promesse, tante mirabili opportunità ma al di là di qualche video dimostrativo di concreto non c’è ancora nulla.

I tempi, però, potrebbero essere finalmente maturi: secondo alcune fonti provenienti dalla Corea, Samsung sarebbe in procinto di lanciare il primo device dotato di schermo ricurvo, nome in codice Galaxy Round. Il dispositivo – uno smartphone dalle specifiche tecniche molto simili a quelle del Galaxy Note 3 – sarebbe il primo frutto concreto di un lavoro plurieannale in un segmento nel quale sono impegnati, oltre a Samsung, molti altri colossi dell’Olimpo tecnologico.

Fra questi non manca ovviamente Lg, che proprio ieri (il tempismo appare ovviamente sospetto) in una nota ufficiale ha annunciato la messa in produzione del primo schermo flessibile destinato a uno smartphone per il mercato di massa : si tratta – spiega la casa – di un display Oled da sei pollici dalle dimensioni strabilianti (solo 0,44 millimetri di spessore per 7.2 grammi) e costituito da una serie di strati di materiale plastico leggermente concavi.

Di certo, come quasi sempre accade dinnanzi alle nuove tecnologie, anche per i primi dispositivi pieghevoli sarà difficile pensare a soluzioni a buon mercato: secondo le prime indiscrezioni, il Galaxy Round potrebbe arrivare sugli scaffali a un prezzo di circa 1 milione di won, quasi un migliaio di dollari.

Le prospettive sul medio e lungo termine sono comunque interessanti: la società di ricerca IHS Display Bank ha stimato che quello dei display flessibili può diventare un mercato da 1,5 miliardi di dollari già entro il 2016, superando i 10 miliardi di dollari entro il 2019.

 
© Riproduzione Riservata

Commenti