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Samsung, quei commenti sono falsi!

La Fair Trade Commission di Taiwan ha inflitto una multa di 340 mila dollari alla società coreana: avrebbe incaricato alcune agenzie di marketing di pubblicare opinioni denigratorie contro HTC

– Credits: nimble photagraphy @Flickr

Il bello di Internet è che permette a chiunque di esprimere la propria opinione, in breve, brevissimo tempo. In molti però si chiedono quale sia il grado di affidabilità di certi commenti che riguardano prodotti e servizi commercializzati o annunciati in tutti i piccoli e grandi meandri della Rete.

Se lo sono chiesti, fra gli altri, anche i vertici di HTC, insospettiti dall’atteggiamento fin troppo severo mostrato da alcuni utenti nei confronti dei propri prodotti apparsi sui forum e sui siti di informazione locale. Una critica troppo intransigente che ha portato la società a investigare sui comportamenti della concorrenza e in particolare su quelli Samsung.

Ebbene, la Fair Trade Commission di Taiwan ha analizzato la situazione e, dopo alcuni opportuni accertamenti, ha accolto le richieste di HTC, condannando Samsung al pagamento di 340 mila dollari per aver guidato campagne di marketing ingannevole. Samsung, riporta The Verge , avrebbe agito sia tramite propri dipendenti sia pagando agenzie esterne (due di queste sono state anch'esse multate per una cifra di circa 100 mila dollari) affinché fossero pubblicate recensioni entusiastiche sui propri prodotti e, al contempo, commenti denigratori sui modelli HTC.

Va da sé che la condanna impatta più sull’immagine che sulle casse della società coreana. A conti fati, 340 mila dollari sono briciole per un colosso che incamera ogni trimestre circa 10 miliardi dollari (di cui una bella fetta grazie proprio alle vendite dei propri dispositivi mobili).

La possibilità di influenzare la credibilità delle aziende attraverso commenti online è una pratica ben nota fra le multinazionali che operano nel mondo delle nuove tecnologie. Lo scorso mese di marzo, Jean Loouse Gasseé, un ex dirigente di Apple, aveva parlato apertamente di sicari della comunicazione , figure assoldate fra le agenzie di PR per attaccare in modo mirato i brand attraverso la pubblicazione di opinioni e giudizi di parte sui principali organi di informazione.

 
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