Samsung Galaxy S7
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Samsung Galaxy S7: la recensione della fotocamera

La nostra prova in anteprima per saggiare le doti fotografiche del nuovo top di gamma coreano

È uno degli smartphone più chiacchierati del 2016. Il Galaxy S7, ultimo discendente dell'ormai celebre famiglia di cellulari Android di Samsung, punta a diventare il nuovo benchmark del mercato, non tanto sul piano estetico (il design è praticamente identico a quello del Galaxy S6) quanto piuttosto a livello funzionale.

In fase di presentazione, Samsung ha voluto sottolineare in modo particolare le migliorie sulla fotocamera principale, rivista sia nel cuore (il sensore) che nella parte funzionale (il software). L’upgrade - ha spiegato lo staff della casa coreana - si basa sull’innesto di un nuovo sensore con tecnologia dual-pixel che - citiamo testualmente - garantisce "foto sempre chiare e piene di vita anche in situazioni di scarsa luminosità".

Ma è davvero così? Per capirne di più abbiamo condotto un test fotografico in piena regola: dispositivo alla mano, abbiamo scattato a raffica in tutte le condizioni possibili. Il risultato giudicatelo voi stessi dalle immagini che abbiamo pubblicato qui di seguito.

 

Meno pixel, più luminosità
Cominciamo col dire che la fotocamera principale del Galaxy S7 si basa su un nuovo sensore da 12 megapixel. A conti fatti, il nuovo portacolori della casa coreana si ritrova con ben 4 megapixel in meno rispetto all’unità da 16 megapixel del S6. Il motivo di questa scelta si può facilmente intuire: puntando a migliorare il livello qualitativo in condizioni di scarsa luminosità, Samsung ha preferito non sbracare coi pixel (a parità di dimensione del sensore il rumore tende generalmente ad accentuarsi all’aumentare dei punti), cercando una sorta di compromesso. Sempre in quest’ottica va vista la decisione di aumentare l’apertura (ora portata a f 1.7) e di utilizzare un nuovo parco ottiche più luminoso.

Ma torniamo alla risoluzione, per un attimo. I maniaci del crop selvaggio si stanno già chiedendo se il downgrade dei pixel si ripercuota in qualche modo sulla definizione. Una scatto panoramico ci aiuta a fugare qualsiasi dubbio.

Samsung Galaxy S7 foto panopramica

La fotocamera del Galaxy S7, questo è il primo verdetto, si mantiene su livelli di nitidezza molto elevati (tenendo conto che stiamo pur sempre parlando di un telefono).

La conferma ci arriva dal confronto con il Galaxy S6: la perdita di risoluzione si nota solo sui particolari (le inferriate della ringhiera del balcone ad esempio); tutto il resto - contorni compresi - non sembrano risentire particolarmente della “dieta” dei pixel. Samsung, è evidente, è riuscita a colmare il gap di risoluzione lavorando sulla qualità del sensore (più grande) e sull’ottimizzazione del software.

Una macro su una conchiglia (l’obiettivo è qui a 10 centimetri di distanza dal soggetto) non fa che corroborare la nostra prima impressione.

Samsung Galaxy S7 Macro

Nella penombra (o al buio) è comunque a suo agio
Ma veniamo al sodo. Ovvero: come se la cava il Samsung Galaxy S7 quando il gioco si fa duro, vale a dire in condizioni di scarsa luminosità? Il buongiorno si vede dalla sera, nel nostro caso da un’istantanea notturna di Barcellona vista dall’alto.

Samsung Galaxy S7 barcellona

Un ingrandimento sulla strada ci permette di capire che:

- Il rumore è abbastanza contenuto

- Il Galaxy S7 riesce a mantenere un livello di dettaglio invidiabile (le scritte BUS sull’asfalto si leggono in modo abbastanza chiaro).

Samsung Galaxy S7 Barcellona particolare

Un ulteriore saggio delle qualità “notturne” del Galaxy S7 ci arriva dal test indoor. Due scatti, il primo a ISO 800, il secondo a IS0 1250 testimoniano l’eccellente capacità del sensore di "succhiare" la luce anche laddove non c’è.

Samsung Galaxy S7 Indoor 800 ISO
Samsung Galaxy S7 Indoor 1250 ISO

ISO 1250

È soprattutto dal secondo scatto (realizzato in condizioni di semi-oscurità) che arrivano le indicazioni più interessanti: rispetto all’S6, il nuovo Samsung Galaxy S7 presenta un livello di rumore ridotto, ma soprattutto elimina quella sgradevole tendenza al giallo, forse il difetto più evidente della precedente generazione Galaxy.

Il confronto con gli altri top di gamma non fa che confermare le impressioni. La differenza con l’iPhone 6S - sia in termini di luminosità che di rumore - è abbastanza evidente.

L'ultimogenito di Samsung ne esce bene anche dalla sfida con Lg, probabilmente la società che fino ad oggi ha lavorato meglio sul concetto di cameraphone: lo scatto partorito dall’S7 paga dazio sulla definizione ma non in termini di luminosità.

Per esasperare il concetto, proviamo a immortalare un mappamondo nelle stesse condizioni di penombra.

Samsung Galaxy S7 Mappamondo

La buona notizia è che nonostante la luce sia qui ai minimi termini, i nomi degli Stati riescono a essere quasi leggibili.

Qui, ancora una volta, il confronto con l’iPhone 6S sull'ingrandimento.

E quello con l’LG V10.

Un fuoco molto affidabile
Un’ultima annotazione riguarda l’innesto della tecnologia dual pixel cui abbiamo accennato in apertura. Mutuando una tecnica già ampiamente utilizzata nella fotografia professionale, Samsung ha utilizzato un tecnica di messa a fuoco che in pratica sfrutta il rilevamento di fase su ogni pixel. Il risultato, per dirla senza troppi tecnicismi è una messa a fuoco istantanea, sia negli scatti che nei video.

La clip qui di seguito ci fa capire in che modo l’S7 sia in grado di reagire agli spostamenti del soggetto, ma anche la sua capacità di fare “tracking”, ovvero di inseguire il soggetto mantenendolo a fuoco su tutto il campo dell'inquadratura.

Conclusioni
Il Samsung Galaxy S7 può senz’ altro considerarsi uno dei migliori cameraphone del mercato. Le qualità del nuovo sensore si sentono, soprattutto in termini di luminosità e autofocus: di fatto basta una modesta fonte di luce per permettere alla fotocamera del portacolori coreano di pescare il soggetto e mantenerlo a fuoco.

L’abbassamento di risoluzione (dai 16 megapixel dell’S6 agli attuali 12) si nota solo spingendo sull’ingrandimento, e si tratta in ogni caso di uno scarto impercettibile. Molto più evidente, invece, il lavoro sul bilanciamento del bianco e più in generale sulla temeperatura del colore: quella fastidiosa tendenza all’ingiallimento tipica dell’ultima informata di modelli Galaxy qui è praticamente assente.

In definitiva uno smartphone che sulla parte di imaging va ben oltre l'8 in pagella, candidandosi a diventare uno dei modelli più stuzzicanti per tutti quei fotoamatori che stanno cercando un motivo in più per lasciare a casa la loro pesantissima macchina fotografica.

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