Samsung_Galaxy_Note_Edge_Cover
Smartphone & Tablet

Samsung Galaxy Note Edge, la video-recensione

La presenza di un secondo display ricurvo sul bordo del telefono promette di rivoluzionare il concetto di smartphone. Ma il prezzo non è per tutti

Samsung ha aspettato la fine dell’anno per annunciare il suo pezzo da novanta. Si chiama Galaxy Note Edge ma non lasciatevi ingannare dal nome né tantomeno dal tabellino delle specifiche tecniche: dietro quella che potrebbe sembrare una semplice versione ricarrozzata del Galaxy Note 4 si nasconde in realtà un device completamente nuovo e per certi versi rivoluzionario.

Sì perché il nuovo Samsung Galaxy Note Edge è il primo smartphone a integrare un doppio display, uno per così dire tradizionale, e l’altro ricurvo per la lettura delle notifiche, dalle chiamate agli SMS, dagli avvisi del calendario fino alle menzioni di Twitter.

In realtà, da spento, questa separazione non si percepisce: il display del nuovo portacolori coreano si presenta infatti come un continuum, un pannello unico che degrada dolcemente verso il basso sulla parte destra dello chassis (miracoli delle nuove pannelli flessibili). Ma basta pigiare sul tasto di accensione ed ecco svelata la doppia personalità: mentre sulla porzione principale dello schermo (quella piatta) restano attive tutte le funzioni principali del telefono, dalla home alla galleria fotografica, dal browser Internet alle applicazione, lungo il profilo ricurvo appaiono - in verticale - tutte le notifiche riguardanti chiamate, messaggi e applicazioni. Un vero e proprio secondo schermo minimale, studiato per migliorare l’efficacia del multi-tasking: di fatto, ci spiegano i responsabili Samsung, con un dispositivo sagomato in questo modo, è possibile ricevere le notifiche direttamente sul bordo dello schermo mentre si sta ad esempio guardando un contenuto, senza disturbarne la visione.

 

Sotto sotto c’è un Galaxy Note 4
Se si esclude la peculiarità del display, il Galaxy Note Edge è come detto un clone del Galaxy Note 4. La dotazione hardware comprende infatti un display Super Amoled Quad HD (2560x1440) da 5.6 pollici, un processore 2.7 GHz Quad-Core, 3 GB di RAM, un pennino S-Pen, una fotocamera principale da 16 megapixel con stabilizzatore ottico e un obiettivo frontale da 3,7 megapixel (f 1.9). Sostanzialmente identica anche la base software del dispositivo: Android 4.4 (KitKat) è stato qui personalizzato da Samsung con il consueto carnet di applicazioni esclusive (come S-Health, Air Command. Leggermente inferiore, invece, la capacità della batteria: 3000 mAh contro i 3220 del Galaxy Note 4.

Samsung_Galaxy_Note_Edge_DSC_0359 (Large)

– Credits: Roberto Catania

Come funziona il secondo schermo
Ma, è inutile girarci intorno, ciò che rende questo Galaxy Note Edge speciale, e dunque desiderabile, è il display laterale ricurvo. Intendiamoci, non è la prima volta che si vede uno schermo "piegato" su uno smartphone: rispetto a tutti gli altri esperimenti del passato, però, il Galaxy Note Edge ha il merito di offrire un’innovazione finalmente utile: la porzione di schermo “extra”, infatti, risulta particolarmente comoda per avere sempre sott’occhio la lista delle applicazioni preferite piuttosto che i messaggi in arrivo, le chiamate, nonché tutta una serie di strumenti di prima necessità (torcia, timer, righello, memo vocali). Il tutto - e qui sta forse l’aspetto più importante - in maniera piuttosto semplice e intuitiva. La conformazione stessa del display, stondato sulla parte finale del profilo, porta il pollice a "scivolare" naturalmente sul bordo destro per comporre le nuove gesture "edge", soprattutto per un utente destrorso (la domanda a questo punto nasce spontanea: arriverà anche una versione per mancini arrotondata sulla parte sinistra?).

Samsung_Galaxy_Note_Edge_DSC_0375 (Large)

– Credits: Roberto Catania

Non solo notifiche
Per selezionare le applicazioni da mostrare sul display ricurvo - o, per meglio dire, le notifiche da distillare - è sufficiente entrare nel menu Schermo Curvo e da qui accedere alla sottosezione Gestisci Pannelli. Va detto che al momento non tutte le applicazioni sono ottimizzate per “entrare” nel secondo display: nel momento in cui vi scriviamo, ad esempio, il Galaxy Note Edge è in grado di visualizzare le notifiche e le menzioni di Twitter ma non gli aggiornamenti di stato di Facebook. Questione di tempo, ovviamente. Come tutti supporti di nuova generazione (si pensi ad esempio gli smartwatch) anche gli smartphone sperimentali come questo Galaxy Note Edge avranno bisogno di uno sviluppo ad hoc.

Le funzioni, in ogni caso, non si limitano alle sole notifiche: l’intenzione di Samsung è infatti quella di offrire una serie di risorse dedicate che sappiano interpretare al meglio le opportunità offerte dal doppio schermo. Qualcosa, in questo senso, si può già vedere accedendo al menu fotocamera, dove il display ricurvo diventa una vera e propria barra di controllo per la regolazione di tutti i parametri fondamentali di scatto, dall’otturatore al selettore di modalità, fino alle regolazioni “fini”. Così facendo, il display principale resta “pulito” e dunque sfruttabile al 100% per comporre l’inquadratura.

Conclusioni
Pur essendo un dispositivo per certi versi sperimentale, il nuovo Samsung Galaxy Note Edge sembra avere tutte le carte in regola per diventare un potenziale “crack”. La presenza di un secondo touch screen ricurvo indipendente dallo schermo principale non va infatti classificato come un mero esercizio di stile quanto piuttosto il tentativo concreto di migliorare (leggasi velocizzare e rendere più coinvolgente) l’esperienza utente. Il tempo ci dirà se sul piano dell’affidabilità il nuovo smartphone è già un prodotto maturo o se invece avrà bisogno di qualche affinamento, soprattutto per la parte software. Di certo il prezzo - 869 euro - non ammette ripensamenti: chi lo vuole deve pagare il prezzo della novità.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti