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Samsung Galaxy Gear, 5 motivi per cui potrebbe fallire

Ieri Samsung ha presentato in anteprima il suo nuovo orologio connesso, un gioiello hi-tech con tanto di fotocamera e display Super AMOLED. Nonostante ciò, Galaxy Gear rischia il flop. Ecco perché

Galaxy Gear

Galaxy Gear – Credits: Samsung

Ci siamo, l’attesa è terminata, quello che molti già considerano l’ultimo successore del lignaggio inaugurato da Patek Philippe e Louis Cartier ha finalmente visto la luce. Ieri, Samsung ha presentato al mondo il suo atteso Galaxy Gear, un orologio da polso con velleità da smartphone che farà il suo debutto ufficiale il prossimo 25 settembre in 149 paesi (Italia compresa).

Come da previsioni, Galaxy Gear è un bel gioiellino: ha uno schermo multitouch Super AMOLED da 1,63 pollici, una fotocamera da 1,9 megapixel, uno speaker, due microfoni, un processore single core da 800 Mhz, sei diversi colori, una settantina di app dedicate e una schiera di sensori perfetti per i maniaci del self-tracking. Per rendere il tutto più appetitoso, Samsung ha pensato bene di dare una certa autonomia di utilizzo all’aggeggio, e così Gear potrà essere utilizzato senza bisogno di smartphone connesso per controllare email e notifiche, e per gestire alcuni servizi come Pinterest e Evernote.

Eppure.

Eppure qualcuno è già pronto a scommettere che il nuovo smart-orologio di casa Samsung avrà vita breve e, mandato in avanscoperta come apripista, potrebbe finire per diventare carne da macello a beneficio dei competitor che si affilano gli artigli nelle retrovie.

Perché? Abbiamo individuato 5 possibili talloni d’achille.

1. Il cinturino
La telecamera e lo speaker sono stati piazzati sul cinturino. Una mossa che farà contenti i fan dell’ispettore Gadget, ma che manderà in paranoia chiunque sia dotato di almeno un briciolo di buon senso. Non so voi, ma io quando compro un orologio cerco di assicurarmi che sia resistente, e che il cinturino non mi lasci a piedi alla prima caduta in bici. Con Gear invece tocca stare perpetuamente attenti a dove si appoggiano i polsi, il tutto per avere la possibilità di scattare foto da angolature scomode e di improvvisarsi agente segreto parlando contro il polso. Senza contare che per alcuni utenti fissati con l’eleganza, l’idea di spendere quasi 300 dollari per un orologio dal cinturino in plastica, sia del tutto inconcepibile. E, almeno per adesso, Samsung non sembra intenzionata a mettere in commercio cinturini sostitutivi in cuoio.

2. La batteria
Samsung ha annunciato che Gear avrà un’autonomia di carica intorno alle 25 ore. Il che significa che il nuovo smartwatch Samsung dovrà essere messo in carica almeno una volta al giorno. Più o meno come quegli smartphone che dovrebbe coadiuvare, il che per certi versi contraddice il proposito stesso per cui Samsung ha dotato il suo smartwatch di un certo grado di indipendenza da dispositivi collegati. Ok, non sono le dieci ore che avevamo paventato nei giorni passati, e sul mercato non ci sono concorrenti che possano vantare tanta autonomia, ma considerato il prezzo di Gear, questo dettaglio potrebbe dissuadere una buona fetta di utenti.

3. Lo schermo
Ehi, il nuovo orologio di Samsung ha un display Super AMOLED con risoluzione 320x320, ma che sciccheria! Oh sì, certo, questo consentirà di scattare immagini e girare video in scioltezza per poi controllare la resa senza dover tirar fuori lo smartphone di tasca, e le app avranno un aspetto molto più invitante. Il rovescio della medaglia è che uno schermo simile sarà piuttosto ostico da visualizzare in condizioni di luce solare diretta, condizioni che potrebbero essere piuttosto frequenti, considerando che uno smartwatch serve quando non puoi estrarre il tuo smartphone di tasca, il che spesso significa quando sei in bicicletta, o stai camminando. Da questo punto di vista, almeno per alcuni utenti, potrebbe risultare più utile un display e-Ink non retroilluminato come quello di Pebble .

4. Il prezzo
A proposito di Pebble. È il caso di ricordare che per il lancio di Galaxy Gear Samsung ha scelto un prezzo piuttosto spinto: 299 dollari. Pebble costa all’incirca la metà, e presenta molte delle stesse funzionalità offerte da Gear. Ok, Pebble non ha una telecamera, e lo schermo e-Ink taglia fuori buona parte delle app più graficamente impegnative. Ma in fin dei conti, a cosa vi serve uno smartwatch? A interagire più facilmente con il vostro dispositivo mobile e a monitorare le vostre performance di corsa, o a scattare foto e sfogliare Pinterest?

5. La ridotta compatibilità
Almeno all’inizio, Gear sarà compatibile solo con i dispositivi Samsung con sistema operativo Android 4.3, il che significa: il nuovo Galaxy Note 3 e il tablet Note 10.1. La casa coreana ha annunciato che presto verrà implementata la compatibilità con altri dispositivi della famiglia Galaxy (in particolare l’S4), non si hanno però notizie su un’eventuale compatibilità con dispositivi Android. Questa scelta restringe non poco il bacino di potenziali acquirenti. Certo, esiste la possibilità che Samsung intenda prima sondare il terreno fra i propri clienti affezionati, prima di gettarsi in pasto agli squali. Ma Samsung non è Apple, e gli ultimi anni nel panorama hi-tech hanno dimostrato che giocare in difesa non sempre paga.

 
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