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Samsung contro tutti, ora anche Ericsson le fa causa

Dopo quello con Apple, per il colosso coreano si apre un altro fronte caldo nella guerra dei brevetti. Oggetto del contendere l'utilizzo di brevetti essenziali per le comunicazioni mobili

Samsung logo

– Credits: AP Photo/ Lee Jin-man,File

Nel quartier generale di Samsung, a Seoul, ci sono due almeno due “uffici” nei quali – per ragioni opposte – c’è sempre un continuo viavai di gente. Uno è quello che fa capo alla Divisione Mobile, protagonista negli ultimi anni di un exploit con numeri da record , l’altro è l’Ufficio Legale.

Da quando è scoppiata la cosiddetta guerra dei brevetti , infatti, non passa giorno senza che qualche comunicazione inerente una qualche violazione della proprietà intellettuale non finisca sulla scrivania dei legali della casa coreana. E se finora si è trattato di carte e carteggi legati alle ormai note vicende contro Apple, da questa settimana si aprirà un fronte tutto nuovo: quello contro Ericsson.

Secondo quanto rivela la stessa società svedese in una nota , Samsung starebbe sfruttando in maniera non autorizzata alcune tecnologie riguardanti gli standard di comunicazione mobile. Si parla nello specifico del "mancato rinnovo di un accordo fra le due società per lo sfruttamento in licenza a condizioni giuste, ragionevoli e non discriminatorie di alcuni brevetti". Insomma dopo aver provato a negoziare, quelli di Ericsson ci fanno sapere che non hanno "nessun altra opzione" se non quella legale per far valere i loro diritti.

"Con Ericsson – controbatte Samsung già in passato abbiamo negoziato e stipulato accordi di licenza. Dal momento che questi devono essere rinnovati, ci siamo impegnati a condurre trattative eque e ragionevoli con Ericsson nel corso degli ultimi due anni, ma questa volta Ericsson ha chiesto royalty significativamente più elevati per lo stesso portfolio di brevetti. Dal momento che non possiamo accettare tali richieste estreme, prenderemo tutte le misure legali necessarie per proteggerci."

Chi ha ragione? Samsung ha tirato troppo la corda o visti i recenti sviluppi nel mondo dell'hi-tech si può ipotizzare che i vertici di Ericsson vogliano ritagliarsi il loro personalissimo spazio vitale nell’arena dei brevetti? Sarebbe fin troppo scontato affermare che la verità, come spesso succede in questi casi, stia nel mezzo.

Quel che è certo è che quasi tutti vendor – lo abbiamo visto in questi mesi – stanno affilando le armi per difendersi o attaccare le altre stelle del firmamento tecnologico. Anche a costo di rovinare lunghe e durature relazioni commerciali (Samsung per dire, è da sempre uno dei più importanti fornitori di Apple); quel che conta, insomma, è difendere a tutti i costi la proprietà intellettuale.

Del resto, solo nel 2011 Ericsson ha investito cinque miliardi di dollari per sovvenzionare il proprio reparto di Ricerca e Sviluppo, depositando centinaia di brevetti chiave per tutti i principali standard di comunicazione (Gsm, Gprs, Edge, Wcdma, Lte e via dicendo). A conti fatti si tratta di una cifra pari a un quinto di ciò che ha ottenuto Apple dal tribunale di San Jose dopo il primo grado del processo contro Samsung.

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