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Smartphone & Tablet

Quanto costa un ottimo smartphone? Più o meno 300 euro

I telefoni cinesi stanno cambiando il mercato. E per i “big” del settore la sfida si fa più dura che mai

Lo smartphone è diventato democratico. No, non sto parlando dei cellulari low cost, quelli ci sono già da un bel pezzo. Stavolta mi riferisco ai dispositivi di lusso, quelli che fino a pochi mesi fa costavano uno sproposito (diciamo dai 600 euro in su) e che oggi viaggiano su tariffe praticamente dimezzate. Qualche esempio? OnePlus One, Honor 6, Huawei Ascend G7, Xiaomi Mi4, tutti terminali con risorse da sogno ma con cartellini che spesso non superano i 300 euro.

 

Sono i frutti più maturi della rivoluzione cinese, terminali realizzati in molti casi con risorse fatte in casa e che hanno ormai poco da invidiare ai concorrenti più blasonati. Del resto non è un mistero che anche il cellulare più celebrato del mondo - l'iPhone - sia costruito e assemblato in Oriente con componenti esterni provenienti dai fornitori più disparati.

Il fronte più caldo è naturalmente quello dei dispositivi Android, laddove - da sempre - è più forte la competizione. Produttori come Huawei, Oppo, One Plus hanno dimostrato in questi mesi di poter reggere la sfida coi nomi più prestigiosi dell'Olimpo tecnologico, sia sul piano della qualità costruttiva - gli smartphone in questione utilizzano in molti casi materiali pregiati, come il vetro e l’alluminio - sia per quanto riguarda le prestazioni e le personalizzazioni del software. Ci sono modelli, si pensi ad esempio al OnePlus One, che nel giro di pochi mesi sono diventati dei veri e propri fenomeni di culto, e non solo per ragioni di prezzo.

Vale ancora la pena spendere 700 euro per uno smartphone?
A vederla così sembrerebbe che il destino di tutti i big dell’hi-tech - da Apple a Sony, da Samsung ad Lg - sia ormai segnato. E insomma, quale utente, messo di fronte alla possibilità di scegliere fra due prodotti con caratteristiche simili, sceglierebbe quello più costoso? In realtà la questione non è così semplice come potrebbe sembrare. Per quanto, è innegabile, l’avvento dei produttori cinesi abbia avuto impatti rilevanti sull’elettronica di consumo (basta guardare i risultati di Samsung dello scorso anno per farsi un’idea), ci sono ancora almeno tre (buone) ragioni che portano i consumatori ad acquistare prodotti a prezzi che in molti casi rasentano i 1000 euro:

1. La fedeltà al brand: non lo scopriamo oggi, anche nell’era della globalizzazione il marchio ha ancora la sua importanza. Perché è ciò che crea un legame lungo e duraturo con i clienti e in molti casi, vedi Apple, rappresenta una leva che va a solleticare valori che vanno ben oltre la tecnologia, praticamente una "griffe". Per molti utenti virare su un produttore cinese rappresenta ancora un salto nel buio, sia dal punto di vista qualitativo, sia soprattutto su quello dell’assistenza e della customer relationship.

2. La presenza di dettagli capaci di fare la differenza: le dinamiche nel mercato degli smartphone, ho già sottolineato altrove, si stano avvicinando a quelle del settore automobilistico. Gli standard di produzione sono sempre più elevati, ed è sempre più facile trovare prodotti dall’eccellente rapporto qualità prezzo. Tuttavia c’è ancora una buona fetta di utenti che dimostra di apprezzare tutti quei dettagli che rendono un buon terminale, qualcosa di unico, esclusivo, lussuoso. Il lettore di impronte digitali di Apple, ad esempio, resta ancora un elemento piuttosto unico nel suo genere (nonostante vari tentativi di imitazione) per affidabilità, precisione, semplicità d’uso. E lo stesso potremmo dire di tante applicazioni esclusive che vengono precaricate di serie da produttori come Samsung, Lg e HTC sui loro modelli premium.

3. L’ecosistema. Apple, Samsung, Lg e gli altri grandi nomi dell’elettronica di consumo sono stati bravi (e anche un po’ furbi) a costruirsi in questi anni il loro personalissimo Universo di dispositivi interconnessi. Chi oggi acquista un iPhone sa bene che avrà un’esperienza praticamente senza soluzione di continuità con tutti gli altri dispositivi Apple, dall’iPad al Mac. Analogamente un utente che si ritrova già in casa un televisore Lg o Samsung avrà un motivo in più per scegliere un televisore della stessa marca, per sfruttare ad esempio certe funzioni esclusive di condivisione o una delle tante applicazioni proprietarie.

La tecnologia è a un bivio
Naturalmente si tratta di condizioni che possono cambiare rapidamente nel tempo. Ci sono produttori cinesi che stanno diventando sempre più popolari anche dalle nostre parti e che hanno la potenza di fuoco per ampliare nel tempo la propria gamma prodotti, il proprio ecosistema, il proprio legame con il cleinte. Sarà comunque interessante capire quale sarà la strategia a medio e lungo termine dei grandi player: il rischio di rimanere intrappolati nella cosiddetta terra di nessuno, con prodotti anonimi, sia per gli amanti del lusso che per gli equilibristi del rapporto qualità-prezzo, non è mai stato così alto.

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