Smartphone & Tablet

Ecco perché telefoniamo sempre di meno (e come torneremo a telefonare)

Le statistiche parlano chiaro: il telefonino serve sempre più a inviare messaggi. Ma una nuova app, Talko, prova a invertire la tendenza

talko

– Credits: Talko

Persino mio nonno – non esattamente un nativo digitale – l’altro giorno mi ha detto “Non chiamarmi per dirmi queste cose, scrivimi una mail, che così poi ce l’ho lì”. Ecco, questa frase, per quanto possa sembrare banale, dice molto sullo stato attuale della comunicazione mobile, racconta un mondo in cui le persone parlano sempre meno al telefono e scrivono sempre più messaggi, un mondo con meno interruzioni, in cui le conversazioni possono essere frammentate alla bisogna, e programmate in differita.

I dati del resto lo confermano: negli ultimi quindici anni la messaggistica mobile è esplosa, basti pensare che solo negli Stati Uniti si è passati dai 14 miliardi di messaggi inviati nel 2000 ai 188 miliardi del 2010. Oggi, nella fascia di età che va dai 16 ai 24 anni, il 96% utilizza servizi di messaggistica o social network per comunicare. Ma la transizione si sta consumando anche tra gli adulti: tra gli utenti smartphone, il 43% dichiara di utilizzare il telefonino per effettuare chiamate, mentre il 70% dichiara di utilizzarlo per inviare messaggi.

I motivi di questa transizione sono vari: c’è innanzitutto una questione pratica, legata alla possibilità di utilizzare i messaggi non solo per comunicare ma per tenere traccia di comunicazioni avvenute; c’è poi una questione di privacy, dato che molte persone non vogliono essere ascoltate mentre parlano al telefono; utilizzare un SMS inoltre ti consente di calibrare meglio la comunicazione, ragionando su quello che vuoi trasmettere e come; mandare messaggi richiede meno tempo e consente di dissimulare le proprie emozioni; infine: le telefonate, spesso e volentieri, sono intrusive, costringono una persona a interrompere quello che sta facendo per rispondere a una chiamata di cui non conosce l’oggetto, l’urgenza e l’utilità.

Ma c’è chi sta cercando di salvare le telefonate dall’oblio. Sto parlando di Ray Ozzie che, giusto in queste ore, ha presentato al mondo mobile una nuova app chiamata Talko che promette di rivoluzionare il concetto stesso di telefonata.

Talko consente di effettuare chiamate multimediali circostanziate (in singolo o di gruppo), il che in parole povere significa che ogni interlocutore ha la possibilità di aggiungere elementi testuali, fotografici o video in tempo reale, e di fornire un hashtag o un argomento per la conversazione. In questo modo, ogni telefonata può essere archiviata come un insieme di input audio-visivi che possono essere in un secondo momento ripresi e riprodotti.

Talko è disponibile attualmente per iOS e nei prossimi mesi approderà anche sulla piattaforma Android. Secondo Ray Ozzie, questo tipo di approccio potrebbe indurre gli utenti a rivalutare le conversazoni vocali, recuperando quella componente di autenticità e intimità che i messaggi testuali non possono veicolare.

Un simile sistema potrebbe trovare terreno fertile in ambito business, poiché fornisce una piattaforma per un nuovo tipo di conference call. Lo stesso potrebbe non valere per gli utenti comuni, e in particolar modo per i nativi digitali, da sempre abituati a privilegiare la praticità e la velocità di utilizzo, alla qualità della comunicazione.

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