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OnePlus 3, la recensione

Design, prestazioni, batteria, foto: abbiamo provato l’ultimo smartphone Android del produttore cinese, da qualche giorno in vendita (anche in Italia)

OnePlus atto terzo. A due anni dall’uscita del primo esclusivissimo smartphone Android, la casa cinese ci riprova, questa volta con uno smartphone tutto in metallo, il OnePlus 3.

È un dispositivo che – materiali a parte - segna un cambio di passo importante nella storia del brand: il “format” della vendita a inviti, che tanto aveva fatto discutere, viene abbandonato in favore di una più tradizionale distribuzione online. Chi vuole il OnePlus 3, insomma, non deve fare altre che puntare alla pagina del prodotto e acquistarlo, alla cifra (tutto sommato modica) di 399 euro.

Ok. Ma come si comporta nella realtà questo telefono? Dopo averlo provato per qualche giorno, possiamo sbilanciarci con i primi giudizi.

 

Sottilissimo e in metallo
La prima (piacevole) sorpresa riguarda l'estetica del device. Il OnePlus 3 riprende i tratti stilistici di alcuni celebri smartphone del presente e del passato (Samsung Galaxy S7, Huawei Mate S, Htc One per citare i più noti) fondendoli in una sorta di ibrido universale.

Il risultato è nel complesso gradevole: pur senza brillare per originalità, il OnePlus 3 riesce a presentarsi con un vestito moderno, elegante, raffinato. È soprattutto la qualità dei materiali (alluminio perlopiù) e lo spessore ridottissimo della scocca (poco più di 7 millimetri), a conferire all’ultimo nato della società di Shenzen un silhouette davvero invidiabile.

Segni particolari? Sì, uno: una levetta meccanica a tre scatti sul lato sinistro del dispositivo, utilizzabile per regolare il livello di intrusività delle notifiche: si può scegliere fra standard, priorità o silenzioso.


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Consigliatissimo per gli utenti maldesri (ma non solo), l’acquisto del dispositivo con l’aggiunta del cosiddetto Essential Bundle (costo 22,46 euro), un kit che comprende una cover protettiva di ottima fattura, un vetro temperato da applicare sul display e una paio di cuffie in-ear (Silver Bullets).

Un display a filo, ma che non brilla 
Lo schermo del nuovo OnePlus 3 si basa su un pannello Amoled Full HD (1080 x 1920 pixel) da 16 milioni di colori.

Le specifiche, come sempre accade in questi casi, raccontano solo una parte della storia. Non ci dicono, ad esempio, che lo spazio è ottimamente sfruttabile: la cornice ridottissima (siamo nell’ordine del millimetro e mezzo) e la possibilità di spostare i tasti multifunzione di Android sulla parte bassa del device, consentono al OnePlus di avere una superficie utile davvero importante: righello alla mano abbiamo misurato un rettangolo di 6,9 x 12,1 cm, più o meno la stessa metratura di un iPhone 6S Plus, ma in un corpo decisamente più piccolo.

Sul piano delle qualità intrinseche, invece, non siamo ancora ai livello dei migliori smartphone sul mercato. A non convincere non è tanto la risoluzione, forse un po’ sottodimensionata per uno smartphone che punta dritto al cuore degli impallinati tech, quanto piuttosto gli effetti indesiderati al variare dell'angolo di visione: basta inclinare lo schermo di qualche grado per notare una certa tendenza al verde.

Un cuore generoso, stracolmo di RAM
Che il OnePlus 3 sia uno smartphone diverso dagli altri lo si capisce anche dalla lista delle specifiche tecniche. Nella quale spiccano alcune qualità fuori dal normale, come ad esempio la poderosa RAM da 6 GB (sì, sei).

OnePlus ci ha abituato in altre occasione all'uso della forza bruta, ma in questo caso non si tratta di una dimostrazione di muscoli fine a se stessa. Tutto è finalizzato al raggiungimento di un’esperienza d’uso soddisfacente, senza intoppi o impuntamenti. Obiettivo che può dirsi raggiunto: il OnePlus 3 sa essere reattivo e scattante come pochi altri smartphone della sua categoria, anche quando il gioco si fa duro. Un passaggio sotto la lente d'ingrendimento di AnTutTu ci è sufficiente per fugare qualsiasi dubbio: sulle prestazioni nessuno riesce a fare di meglio.

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Fra le tante risorse a disposizione del OnePlus 3 merita un cenno speciale il lettore di impronte digitali, velocissimo, oltre che preciso. Meno felice, a nostro modesto avviso, la scelta di non includere uno slot per l’inserimento delle schede di memoria (le due sedi della slitta estraibile sono utilizzabili solo per le SIM card). I 64 gigabyte di memoria interna non sono pochi, intendiamoci, ma nell’era dello scatto compulsivo e dei video 4k, c'è il rischio di consumarli in fretta. Grazie a Dio c’è Google Foto…

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Marshmallow in salsa Oxygen
OnePlus ha sempre strizzato l’occhio a tutti gli utenti che non si accontentano del solito cellulare Android. L’idea di utilizzare un’interfaccia custom (Oxygen OS) sviluppata da una comunità di programmatori molto focalizzata sulla vita e le opere del robottino verde rappresenta in questo senso una garanzia di affidabilità.

Anche in questa occasione il sistema operativo di base (Android 6.0.1 Marshmallow) è stato ricucinato ma senza eccessivi stravolgimenti. L’esperienza d’uso rimane vicina alla versione stock della piattaforma di Google, con l’aggiunta di alcune interessanti personalizzazioni per ciò che riguarda le gesture, i temi, e la funzionalità di ricerca.

Fra le tante risorse esclusive ve ne segnaliamo in particolare due: la cosiddetta Attivazione da prossimità, che consente di svegliare il dispositivo semplicemente agitando la mano del display e Shelf, la pagina personalizzabile che integra contenuti e widget preferiti in un’unica vista.

Foto e video
La fotocamera del OnePlus 3 contiene tutto ciò che si richiede a un cellulare al passo coi tempi: un sensore generoso, sia in termini di dimensioni (1.12 µm) che di risoluzione (16 megapixel), un sistema autofocus touch, il supporto ai video 4k, funzionalità HDR , HD mode, Panorama slow Motion, Time Lapse e menù per lo scatto manuale.

Fin qui il curriculum. Ma come vengono le foto? L'impressione che abbiamo ricavato dai primi scatti di prova è complessivamente positiva. Il OnePlus 3 se la cava egregiamente in condizioni di buona luminosità, mentre mostra qualche comprensibile limite in penombra o al buio. I colori sono molto incisivi (a volte anche troppo), e l’intervento dell’HDR (che lavora in automatico come sull’iPhone 6S e sul Galaxy S7) pare abbastanza bilanciato.

 

Buono anche il responso sulla parte video: la presenza di uno stabilizzatore ottico si fa sentire, soprattutto in tutti quei frangenti nei quli è più difficile tenere la mano ferma. Quanto alla messa a fuoco, il sistema AF del OnePlus 3 se la cava piuttosto bene anche lavorando in continuo. In questo video ne abbiamo esasperato il funzionamento per capire la reattività ai rapidi spostamenti del soggetto.

Una batteria nella media (con una ricarica super)
La capienza della batteria (3000 mAh) è stata un po’ sacrificata per evidenti motivi di ingombri. Ciononostante, l’autonomia complessiva del OnePlus 3 si mantiene su livelli medi-alti: con un unico pieno di energia siamo riusciti a completare il giro delle lancette senza arrivare col fiato corto.

Giova a questo proposito la presenza di un display non troppo esuberante (va da sé che uno schermo Full HD consumi meno di un corrispettivo 2K) ma anche l’efficacia del sistema di risparmio energetico, che si attiva automaticamente quando la batteria scende sotto il 15% di autonomia residua.

Quanto alla ricarica, il OnePlus offre di serie di un caricatore “Dash” (un altro modo per dire ultra-rapido) con connettore USB Type-C: bastano quattro minuti e mezzo di collegamento alla presa di corrente per riportare il livello della batteria al 10%, dopo mezz'ora siamo addirittura al 63%. Chapeau.

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Conclusioni
La mission di OnePlus non è cambiata: offrire uno smartphone di qualità pari, e in alcuni casi migliore, rispetto ai vari top di gamma presenti sul mercato, il tutto però a un prezzo più competitivo. Sotto questo profilo, il OnePlus 3 si rivela un dispositivo ben attrezzato per convincere sia gli “smanettoni” che gli utenti che non hanno voglia né tempo di fare troppe ricerche.

Nel bilancio costi benefici non si può ignorare l’eccellente lavoro fatto da OnePlus sul piano del design e delle prestazioni. In un contesto di questo tipo stona un po’ la decisione di optare per un display Full HD (di qualità peraltro non impeccabile) e la memoria non espandibile.
 
Da apprezzare, in ogni caso, l’operazione di semplificazione, a tutti i livelli: il OnePlus è uno smartphone che può essere maneggiato anche da chi non ha particolari dimestichezza con le impostazioni "fini" (il che non significa che sia un telefono banale) ma soprattutto facile da acquistare. L’agonia del sistema a inviti, che eppure tanto ha contribuito alla "mitizzazione" dei primi modelli OnePlus, è fortunatamente solo un ricordo.

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