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Nuovo HTC One (M8): tre motivi per comprarlo e tre per non farlo

Pregi e difetti del nuovo smartphone taiwanese, rinnovato nel design, nell'interfaccia e nella fotocamera

– Credits: HTC

Gli applausi scroscianti di stampa e addetti ai lavori non bastano più. HTC vuole dimostrare al mondo intero che il suo smartphone di punta – il pluripremiato “One” - è pronto per la consacrazione definitiva. Tradotto in parole povere significa una cosa sola: sfidare e battere i mostri sacri del settore, iPhone e Galaxy S5 compresi.

Che la casa taiwanese sia animata da serie intenzioni non lo scopriamo certo oggi. Del resto dopo aver affibbiato al suo top di gamma un nome tanto pretenzioso sarebbe impossibile, a questo punto, nascondere certe ambizioni da prima della classe. Ma dopo aver visto dal vivo il nuovo HTC One – nome in codice M8 – bisogna ammettere che mai come oggi la società aveva avuto fra le mani un simile gioiello. Pur senza snaturare un prodotto già di per sé molto valido, HTC è infatti riuscita a trovare una nuova e interessante quadratura del cerchio fra design, prestazioni e funzionalità esclusive. Basterà tutto ciò per farne lo smartphone più bello e, soprattutto, più venduto del reame?

Proviamo a capire quali sono i punti di forza e di debolezza del nuovo HTC One analizzando nello specifico quali sono i tre motivi per acquistarlo e i tre per non farlo:

SÌ: LO SMARTPHONE PIÙ ELEGANTE DEL MONDO
Era difficile migliorare uno smartphone già tremendamente attraente come il primo One, ma HTC - non c'è dubbio - c’è riuscita. Il nuovo Android-phone della casa taiwanese è infatti più armonioso ed ergonomico nelle linee, meglio rifinito e ancor più nobile nei materiali (ben il 90% del corpo monoscocca è in alluminio). La ciliegina sulla torta è poi la nuova HTC Dot View, una custodia traforata con matrice luminosa che consente di visualizzare le principali notifiche di stato (orario, meteo, messaggi, chiamate in entrata, batteria) e di interagire con esse senza bisogno di aprire la parte frontale della cover.

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SÌ: NON È IL SOLITO TELEFONO ANDROID
La presenza dell’interfaccia Sense, non lo scopriamo certo oggi, permette al nuovo HTC One di distinguersi dalla massa dei tanti (troppi) cellulari Android presenti oggi sul mercato. Il tutto senza mai perdere in brillantezza e fluidità (anche per via di una dotazione tecnica di assoluto livello che comprende fra le altre cose un processore Snapdragon quad-core da 2.3 GHz e 2 giga di ram). L’ultima release del software - la 6.0 - include ora la possibilità di personalizzare il colore dei singoli menu e un nuovo sistema di sblocco basato sui sensori (Motion Launch) che permette di svegliare il telefono dallo stand-by senza accendere lo schermo, sia attraverso un doppio tap (più o meno come ci ha insegnato a fare Lg), sia attraverso specifici swipe. Riconfermata la presenza di BlinkFeed, l’aggregatore di notizie e contenuti social costruito a immagine e somiglianza di Flipboard.

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SÌ: UNA FOTOCAMERA, DUE OBIETTIVi
L’HTC One dispone di ben tre fotocamere: una anteriore e due posteriori. Sul retro, in pratica, ci sono ben due obiettivi pronti a suddividersi i compiti: quello principale, basato sul sensore Ultra Pixel, va dritto alla scena; il secondo, invece, si preoccupa di catturare le informazioni di profondità in modo da consentire un’elaborazione delle immagini più articolata. Cosa significa tutto questo in concreto? Che il nuovo HTC One può ad esemprio creare un effetto sfocato simil-reflex (e di decidere all’occorrenza quale soggetto mettere a fuoco), o arricchire lo sfondo o l’intera scena con effetti creativi e persino combinare le foto scattate da angolazioni diverse per creare veri e propri effetti tridimensionali.

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NO: MANCA UN LETTORE DI IMPRONTE DIGITALI
Chi pensava che anche l’HTC One, dopo l’iPhone 5S e il Samsung Galaxy S5, si presentasse al gran ballo dei debuttanti con il suo lettore di impronte digitali d’ordinanza è rimasto deluso. La casa taiwanese, malgrado abbia già all'attivo uno scanner per la lettura dei pattern dei polpastrelli (quello integrato sull'HTC One Max), non se l’è sentita di replicare l’esperimento sul suo nuovo top di gamma. Segno, forse, che sul fronte del riconoscimento biometrico la tecnologia HTC non è ancora ai livelli della concorrenza.

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NO: PER UN PUGNO DI PIXEL
Anni e anni di esperienza sul campo ci hanno insegnato che in fotografia i pixel non fanno la felicità. Ma i 4 megapixel dell’obiettivo principale dell’HTC One appiano forse un po’ risicati, soprattutto se confrontati con ciò che offre la concorrenza. Senza scomodare i 41 megapixel del Nokia Lumia 1020, si poteva comunque cercare di regalare agli utenti qualche punto in più per facilitare tutte le varie operazioni di post-produzione che (a cominciare dal crop) influiscono sulla risoluzione. A conti fatti la fotocamera anteriore (da 5 megapixel) è più “risoluta”di quella posteriore. Potenza dei selfie...

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NO: IL PREZZO
Pretendere da uno smartphone top di gamma di essere anche economico è un po’ come chiedere a Mike Tyson di esibirsi in un balletto di danza classica. Ma quei 30 euro in più di rincaro rispetto al modello della passata stagione (729 euro contro i 699 euro del primo One) proprio si fanno fatica a digerire. D’accordo che la qualità si paga ma in un mercato iper-competitivo come quello degli smartphone sfondare la barriera (anche psicologica) dei 700 euro rappresenta un attentato alle coronarie (oltre che al portafogli) dei consumatori.

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