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Nokia 6: chi c'è dietro il ritorno con Android

Specifiche nella media e ultimo sistema operativo per il telefonino distribuito da HDM e venduto a 230 euro ma solo in Cina (almeno per il momento)

Non c’è fan della tecnologia mobile che non può essere contento di una notizia così. Nel giorno del 10imo compleanno del primo iPhone, un altro sussulto arriva da un marchio storico: Nokia. La tanto cara azienda finlandese ha infatti annunciato l’arrivo di Nokia 6, uno smartphone full touch con a bordo Android 7 Nougat e venduto all’interessante prezzo di 230 euro, al cambio di 1699 yuan cinesi. Si, perché l’unico mercato che accoglierà il dispositivo sarà per ora la Cina sia nei negozi che via internet, con la disponibilità entro la prima metà dell’anno sullo store JD.com.

Come è fatto

Le specifiche sono tutt’altro che da urlo: lo schermo è da 5,5 pollici Full HD con vetro curvo 2,5 (simile a quello del Nubia Z11, non Galaxy S7 Edge), il processore è un Qualcomm Snapdragon 430 a otto-core palesemente nella media, la RAM da 4 GB; la memoria interna da 64 GB espandibile con microSD fino a 128 GB, la fotocamera da 16 Megapixel con doppio flash LED sul retro e frontale da 8 Megapixel. Un appunto: da un marchio che per anni ha abbracciato la qualità Carl Zeiss ci aspettavamo qualcosa di più ma c’è tempo per recuperare.

La dotazione hardware, per fortuna, non finisce qua: Nokia 6 ha un lettore di impronte digitali, jack audio classico da 3,5 mm, doppio speaker con tecnologia Dolby Atmos, batteria da 3,000 mAH, LTE, Bluetooth 4.1, GPS e Wi-Fi. Il colore? Nero davanti, grigio scuro dietro.


 



Tre nomi per il ritorno

La storia che permette a Nokia di tornare in scena non è lineare. Nell’aprile del 2014 la compagnia finlandese ufficializzava il passaggio della propria divisione mobile a Microsoft, che apriva la sezione Devices and Services. A quel punto diventa sempre più presente la sinergia Nokia-Lumia e l’abbandono del sistema operativo Symbian (solo una breve parentesi quella di MeeGo) in favore di Windows Phone. Il fallimento numerico nei confronti della concorrenza (peggio pure di BlackBerry) è recente. Che fare?

A metà 2016 la HDM Global, fondata a Helsinki da diversi nomi di spicco della ex Nokia, compra una parte della divisione mobile di Microsoft e contemporaneamente sigla un accordo con la stessa Nokia per poter utilizzare il logo sugli smartphone prodotti nei prossimi dieci anni. Il cerchio è quasi chiuso ma ancora non si sa chi produrrà concretamente i cellulari.

Entra in gioco FIH Mobile, sussidiaria della Foxconn (che assembla il 40% di tutti gli oggetti hi-tech al mondo, iPhone compresi) che nel maggio del 2016 acquisisce altri pacchetti del reparto di telefonia di Microsoft, togliendole di fatto i brevetti assicurati nel 2014. Sotto la supervisione di Nokia, FIH Mobile realizzerà i terminali mentre HDM li distribuirà globalmente, a partire dalla Cina.

Con la forza di Android

Lo scenario fa pensare a un revival degli anni 2000 ma solo parzialmente. Proprio la scomparsa di Symbian consentirà a Nokia di poggiare gran parte del suo ritorno su ciò che oggi è Android: una community di sviluppatori che lavora per migliorare l’ecosistema totale e milioni di consumatori convinti che la personalizzazione sia la chiave vincente rispetto alla controparte iOS; Symbian è il passato ma il robottino verde ne sembra una naturale continuazione, almeno negli intenti. Non a caso, Nokia 6 monta Nougat, la versione più recente, che dovrebbe essere compatibile con DayDream VR, la piattaforma di realtà virtuale con cui Google vuole democratizzare l’accesso ai mondi tridimensionali per tutti gli smartphone nati con l’ultimo software (già sogniamo uno Snake VR).

Resta da capire quando e come la compagnia solcherà il mercato europeo con un nuovo cellulare, magari un top di gamma con caratteristiche più elevate (si parla di un modello con assistente vocale avanzato “Viki”), ma la convinzione è che i nostalgici siano già trepidanti dietro l’uscio.

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