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Nexus 5: come fa uno smartphone di lusso a costare solo 349 euro?

Nessun trucco, nessun inganno. Il nuovo portacolori Android è un vero top di gamma alla metà del prezzo medio di mercato. Merito di Google e di una logica commerciale che va oltre la rivendita del terminale nudo e crudo

Nexus 5 bianco

Quanto costa il biglietto per entrare nel club degli utenti super-smart? Fino a ieri chiunque si fosse cimentato a cercare un telefonino top di gamma (senza vincoli degli operatori) avrebbe trovato offerte comprese fra i 549 e i 700 e rotti euro.

L’uscita del nuovo Nexus 5 sembra però aver stravolto tutti i parametri, almeno in Italia. Il nuovo smartphone di Google si è infatti appena presentato con un’offerta choc: 349 euro . A conti fatti si tratta di circa la metà del cartellino di tutti i più quotati competitor.

UN VERO SMARTPHONE DI LUSSO
Di fronte a quella che non può essere definita in altro modo se non una “proposta indecente”, in molti si chiedono: dove sta l’inganno? Come se il prezzo relativamente basso fosse di per sé sinonimo di fregatura.

In realtà, chiariamolo subito a scanso di equivoci, quella di Google è un’offerta seria, trasparente e senza asterischi. Basta dare un’occhiata al tabellino delle specifiche tecniche per capirlo: il nuovo Nexus 5 ha un display Full HD paragonabile a quello del Galaxy S4, lo stesso processore del velocissimo Lg G2, una connettività che non ha nulla da invidiare a quella dei principali modelli LTE e un sistema operativo (Kit Kat) che rappresenta lo stato dell’arte dell’evoluzione Android.

Certo, esteticamente parlando non siamo di fronte a quel che si definisce il massimo dell’originalità, ma la sostanza non cambia: il Nexus 5 è un terminale che può tranquillamente competere con tutti i mostri sacri del settore.

PREZZO MIRACOLOSO? MERITO DI GOOGLE
E allora, per tornare da dove siamo partiti, come fa uno smartphone top a costare solo 349 euro? La risposta sta tutta nel modello di business di Google. A differenza di Apple e di tutti i principali produttori di telefonini intelligenti, il colosso di Mountain View non ha bisogno di guadagnare sulla vendite del pezzo di ferro. Il suo business sta altrove: nel software e nella vendita di pubblicità che gira intorno al suo motore di ricerca e ai suoi servizi Web.

In definitiva, la grande G può permettersi il lusso di assottigliare o azzerare i margini che le deriverebbero dalla vendita del terminale nudo e crudo nell’ottica di un guadagno a lungo termine. Se a ciò aggiungiamo i vantaggi di una distribuzione molto snella (che non prevede negozi fisici ma la sola rivendita online via Play Store) si capisce perché quello di Google non è un azzardo ma un'operazione ben studiata a tavolino.

MEGLIO I SUSSIDI DEGLI OPERATORI O QUELLI DI GOOGLE?
Una volta compreso il modello commerciale che sta dietro al Nexus 5 resta solo un dubbio da chiarire: è più conveniente affidarsi alla rivendita sussidiata da Google o a quella praticata dagli operatori?

Gli acquisti tramite gli ormai noti piani in bundle delle compagnie telefoniche presentano un sostanziale vantaggio: non prevedono costi d’ingresso elevati giacché si basano su proposte commerciali spalmate su svariate rate mensili. Di contro, si tratta di offerte complessivamente più costose e soprattutto vincolanti per chi le sottoscrive: chi ad esempio acquista un iPhone 5S con un piano base abbastanza economico arriva a spendere in totale circa 1200 euro e non ha la possibilità di recedere dal contratto (pena il pagamento di una penale) per almeno 30 mesi.

A conti fatti, l’offerta di Google appare più invitante, soprattutto per chi è soddisfatto del proprio piano tariffario. Senza contare che è al momento l’unica possibile per acquistare il Nexus 5, terminale che per ora non conosce altre forme di distribuzione se non quella offerta dal Play Store.

 
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