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Nexus 5, ecco come sarà l’anti-iPhone di Google

Display da 5 pollici, LTE, processore Snapdragon 800, batteria da 2300 MAh ricaricabile senza fili: il prossimo portacolori di Mountain View punta a diventare il nuovo punto di riferimento per il mondo Android.  Gli utenti (anche quelli italiani) attendono ora i dettagli su data e prezzo di commercializzazione

Come sarà il nuovo Nexus 5, lo smartphone che avrà il delicato compito di sostituire il Nexus 4 nel personalissimo catalogo di dispositivi commercializzati da Google?

Fino ad oggi tutte le indiscrezioni si sono concentrate intorno ad una foto scovata all’interno del video di presentazione di Android 4.4 . Da qualche ora, però, sono apparsi in rete i dettagli pubblicati dalla FCC (la Commisione americana delle Telecomunicazioni) di un nuovo prototipo che, secondo i ben informati, sarebbe proprio da riferire al nuovo top di gamma della famiglia Nexus.

Da quel che possiamo vedere si tratta di un terminale prodotto da LG, esteticamente simile all’attuale Nexus 4 (da cui differisce soprattutto per l’obiettivo posteriore) ma decisamente più evoluto per quanto riguarda le specifiche tecniche.

Il presunto Nexus 5 – attualmente contrassegnato dalla sigla D820 – viene infatti descritto come un terminale da quasi 5 pollici (4,96 per l’esattezza), con processore Snapdragon 800 da 2,3 GHz, 2 GB di RAM, 16/32 GB di memoria interna, batteria da 2300 mAh ricaricabile anche senza fili, supporto alle reti di quarta generazione (LTE), Bluetooth 4.0, NFC e WiFi dual-band 802.11 b/g/n/ac. Il sistema operativo è ovviamente Android, aggiornato alla sua ultima versione, la 4.4 (Kit Kat). Quanto alla fotocamera, si parla di due obiettivi, uno frontale da 1,3 megapixel e uno posteriore da 8 megapixel con stabilizzatore ottico d’immagine.

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Il Nexus 5, che è atteso ufficialmente per la fine dell’anno, potrebbe essere il primo smartphone Nexus distribuito direttamente da Google anche in Italia; l’apertura di una nuova sezione del Google Play  tricolore dedicata alla vendita dei "dispositivi” lascia infatti presupporre a una probabile commercializzazione del modello anche nel nostro Paese.

 
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