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Smartphone & Tablet

Netflix, presto lo streaming di qualità a consumo molto ridotto

In arrivo un sistema per mostrare su smartphone video convincenti che si accontentano di appena 100 kbps. Un toccasana per il piano dati

da Barcellona

Todd Yellin, ex documentarista in Tibet, abituato alle meraviglie immense dell’Himalaya e a scrivere storie con la macchina da presa, ha un feeling naturale con la spettacolarità di una sorpresa. La imbastisce anche per noi, mostrandoci due video affiancati che corrono paralleli su uno smartphone, la stessa scena della serie culto Stranger Things, chiedendo di indovinare a che qualità stiamo guardando quello di destra, di ipotizzare quanto il filmato è stato compresso.

Le immagini sono definite, riconoscibili, hanno sbavature qui e lì ma di sicuro rendono l’insieme. Azzardiamo 640 kbps, la velocità minima garantita dalla più fiacca Adsl domestica, quella che si dovrebbe trovare persino nelle province remote con le linee erose dal tempo. Sulla carta, almeno.

Yellin, che oggi è vicepresidente per l’innovazione del prodotto di Netflix, tira fuori un sorriso a metà tra il compiaciuto e il beffardo. Gira un fogliettino piegato sotto il cellulare, svela il dettaglio che potete vedere anche voi qui sotto: 100 kbps. Per entrambe. Niente o quasi, un passo alla portata del 3G più vetusto, dei polmoni dello streaming più sgarrupato.

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– Credits: Netflix

Il salto, però, sta tutto nel confronto. Quella a sinistra è la resa attuale (deludente, incontrovertibilmente) del 100 kpbs, quella a destra, da promuovere con un voto alto, arriverà a breve sui contenuti della piattaforma, consentendo uno streaming accettabile anche quando la robustezza della connessione è ai limiti della decenza o quando si desidera lasciarsi travolgere di contenuti senza erodere troppo il piano dati già messo a dura prova da chat, dirette Facebook, YouTube e dintorni.

Merito dell'intenso lavoro dietro le quinte degli ingegneri di Netflix, abbonati ad allegerire le immagini senza mortificarle. Non per vezzo: è una necessità in quei Paesi in cui internet avanza ancora a passo di lumaca. In quelle province tricolore, dove a volte sul telefonino compare la scritta Edge o, nei casi estremi, Gprs. Farà piacere a Giappone, Corea del Sud e India, dove la visione in salotto, stravaccati sul divano davanti alla tv, è già stata sopravanzata da smartphone e tablet.

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Todd S. Yellin, vice president of product innovation – Credits: Netflix

Ecco perché Netflix investe con forza sull’esperienza sui dispositivi da tasca o da borsa, fa sentire la sua presenza al Mobile World Congress di Barcellona, la fiera-trionfo di reti, gadget connessi, app e dintorni. Non all’interno del caos soffocante della kermesse, ma nella pace di una villa sontuosa arrampicata sulle colline, davanti a un panorama struggente abituale per i vicini di casa, da Shakira e consorte, il calciatore Gerard Piqué.

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L'ingresso di casa Netflix – Credits: Netflix

«Naturalmente la resa viene modulata in base alla velocità disponibile in ogni momento» chiarisce Yellin. E all’utente è dato modo di decidere: nell’applicazione di Netflix, scorrendo tra le impostazioni, è indicato con chiarezza a quante ore di fruizione corrisponde un giga di dati, a seconda della qualità selezionata.

Il che significa che se siamo sotto 4G o Wi-Fi domestico e vogliamo regalarci un contenuto al meglio sul nostro smartphone d’alta gamma con display al top della definizione, non dobbiamo certo accontentarci di un compromesso, per quanto molto rispettabile. Tutto ciò lato streaming, «circa il download per ora garantiamo una qualità media» chiosa ancora Yellin «ma non è escluso che in futuro si potrà decidere a quale scaricare un episodio o un’intera serie».

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Fast.com, il test di velocità di Netflix – Credits: Netflix

Se gli sforzi del colosso guidato da Reed Hastings si stanno concentrando sul lato video, presto arriveranno salti in avanti sul fronte dell’audio. Sia per garantire un suono sempre più avvolgente per chi si gode serie, documentari, film e cartoni animati in tv, magari in 4K, sia per chi lo fa con le cuffiette mentre è in autobus o in aereo.

Intanto, la rinnovata qualità in 100 kbps ha bisogno di altri 56 kbps per l’audio. Quasi la metà in più, comunque ampiamente sostenibili da qualsiasi connessione. Qui, però, nessun taglio radicale. Un altro colpo a effetto dell’ex documentarista: «Quando il suono è di livello» svela «il video sembra ancora migliore». In fondo, più che di numeri, una buona visione è tutta questione di percezioni.

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