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Motorola Moto X: lo smartphone che ti ascolta (anche quando non parli)

Sistema di riconoscimento vocale sempre attivo, notifiche a basso consumo energetico, design personalizzabile: ecco come si presenta l’ultimo terminale della casa americana, il primo sviluppato ad hoc sul Google-pensiero

– Credits: Bryan Bedder (Getty Images)

Ormai non è più un mistero. Google vorrebbe avere la sfera di cristallo. Qualcuno a Mountain View ha la ragionevole pretesa di poter soddisfare le richieste degli utenti senza che questi debbano muovere un dito. Nessun campo da compilare, nessuna ricerca da avviare, niente di niente. Google è convinta di poter anticipare i bisogni dei consumatori semplicemente osservando (e analizzando) i loro comportamenti.

Il primo capitolo di quella che qualcuno ha già ribattezzato la filosofia della ricerca previsionale lo abbiamo visto lo scorso anno con il lancio di Google Now. Il secondo si chiama Moto X, l’ultimo dispositivo di Motorola o – se preferite – il primo vero cellulare di Google.

Più di tutti i telefoni Android visti finora, compresi quelli marchiati Nexus, il nuovo Motorola Moto X sembra infatti il primo vero oggetto fisico creato su misura per il software (e le idee) di Google. Una su tutte: il touchless control, che significa in parole povere poter distrubuiire l’informazione che serve, al momento giusto e senza necessità di interagire con il display.

OK GOOGLE NOW
Comandi vocali? Sì ma evoluti. Per “dialogare” con il Motorola Moto X non sarà necessario cliccare su un tasto a forma di microfono, basterà pronunciare tre parole magiche: "Ok Google Now". Tanto basterà affinché il Motorola Moto X, in qualsiasi stato si trovi (attivo, stand-by, modalità notte) si metta immediatamente sull’attenti, pronto a recepire i nostri comandi. Di fatto è un antipasto di ciò che vedremo fra qualche tempo sui Google Glass.

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In alcuni casi non servirà nemmeno parlare per avere informazioni. Ad esempio, verso le sei di sera Motorola Moto X potrebbe avvisarci che faremmo meglio a uscire dall’ufficio se vogliamo arrivare in tempo per la cena con la nostra fidanzata che abbiamo fissato sul calendario. Sfera di cristallo? No, analisi intelligente dei dati: Google sa dove siamo, a che ora dobbiamo essere al ristorante e conosce meglio di chiunque altro la viabilità delle strade del Pianeta.

MENO "LAVORO" PER L'UTENTE
Anche le notifiche sono state sviluppate nell’ottica di alleggerire il “lavoro” dell’utente. Attraverso una funzione chiamata Active Display, Moto X può informarci su un generico evento senza bisogno di "svegliarsi" (e quindi di consumare batteria inutilmente). Lo stesso dicasi per le foto (per aprire l’obiettivo basterà scuotere il polso) e per le funzioni di autenticazione (la password, sarà sostituita da una clip NFC da attaccare ai vestiti).

Tutto questo popò di tecnologia è stato cucito addosso a un terminale piuttosto classico nelle forme (da fuori è un comune telefono full-touch con un display Amoled da 4,7 pollici) ma che potrà essere reso più o meno originale attraverso il configuratore on line che Motorola metterà a disposizione per personalizzare l'acquisto: si potrà scegliere il colore del telefono, ma anche i materiali della scocca (da quel che si vede ci sarà pure una versione in legno!) e le suonerie in dotazione.

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SOGNO AMERICANO

Insomma uno smartphone che sul piano dell’innovazione ha tutto per competere con i mostri sacri del settore (come dimostra peraltro il prezzo di 575 dollari per la versione base da 16 Gb) anche se l’obiettivo, almeno in un primo momento, sarà soprattutto quello di fare breccia sul mercato americano (in Italia, a meno di miracoli, il Moto X non lo vedremo).

Motorola è ritornata grande? Può darsi. Di certo mai come oggi abbiamo capito perché Google abbia fatto di tutto per averla, compreso scucire dalle proprie tasche la strabiliante cifra di 12 miliardi di dollari.

 
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