Smartphone & Tablet

Morphees, gli smartphone del futuro cambieranno forma a seconda dell'app

In futuro non solo i telefonini avranno display flessibili, ma potrebbero essere in grado di cambiare forma a seconda che si stiano facendo operazioni di web banking, che si stia giocando o interagendo con app che richiedono configurazioni differenti da quella piatta

Morphees

– Credits: Department of Computer Science - University of Bristol

Se solo qualche anno fa qualcuno mi avesse parlato di telefonini mutaforma in grado di andare incontro a metamorfosi per adattarsi alle esigenze dell'utente avrei subito pensato a un orripilante congegno organico fatto di carne, vene e orifizi, come quelli che infestavano i primi film di David Cronenberg .

Ora che quel futuro è a portata di sguardo, sono costretto a riconsiderare il mio immaginario fantascientifico. I Morphees, questo il nome scelto sei prototipi di telefonino mutaforma presentati in uno studio condotto in Germania e Inghilterra, hanno più l’aspetto di origami ultratecnologici fatti di legno, carta e plastica, in grado di ripiegarsi in una moltitudine di forme a seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare.

Grazie all’impiego di materiali a memoria di forma e di una nuova tecnologia chiamata shape resolution, i Morphees possono incurvarsi fino ad assumere una forma quasi cilindrica adatta all’utilizzo di videgiochi, o ripiegarsi in due in modo da schermare la tastiera durante operazioni di web banking, o assumere forme specifiche previste da una singola app e appositamente selezionate dagli sviluppatori.

Uno degli obiettivi del progetto, infatti, è che in futuro le capacità mutaforma diventino funzionalità standard nei telefonini di nuova generazione, al punto che i consumatori non sceglieranno più che smartphone comprare solo in base alla qualità del display, della fotocamera o della batteria, ma anche in base al tipo di metamorfosi consentita dalla struttura del dispositivo.

In futuro, tutti i dispositivi mobile dovrebbero essere in grado di cambiare forma in modo da adattarsi meglio alle varie funzionalitàspiega Anne Rodaut, ricercatrice inglese a capo del progetto “Dovremmo avere tutti la possibilità di accedere a un App Store, scaricare un’applicazione e ricevere insieme all’app anche il suo form factor collegato.

Nonostante gli evidenti punti di contatto, l’approccio dei Morphees è differente da quello di altri prototipi di display flessibili già annunciati da diversi colossi del settore hardware (come Samsung e LG ). I display flessibili sono studiati per poter essere adattati a diverse superfici, per diventare indossabili (come un braccialetto) o per consentire nuove interazioni (pieghi un angolo e cambia pagina dell’ebook che stai leggendo.) I Morphees invece, grazie all’utilizzo di materiali a memoria di forma, fanno della flessibilità una nuova variabile dell’equazione mobile, aprendo nuovi scenari in cui gli sviluppatori inventeranno particolariconfigurazioni fisiche da appaiare ai propri software.

Dei sei prototipi testati, solo due sembrano aver raggiunto una funzionalità tale da lasciare intravedere un futuro lancio sul mercato. Nonostante ciò, anche per questi due prototipi l’orizzonte è ancora piuttosto lontano. Perciò cominciate pure a sognare un telefonino mutaforma, ma preparatevi a incrociare le braccia ancora per qualche anno.

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