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Lg G3: tre motivi per comprarlo e tre per non farlo

Display, fotocamera e tastiera possono fare del nuovo smartphone coreano un best seller. O forse no

– Credits: Lg Electronics

Con il Samsung Galaxy S5 e l’HTC One M8 era lo smartphone Android più atteso di questa prima metà dell’anno. Perché il suo predecessore - il G2 - è stato uno dei pezzi da novanta della scorsa stagione, perché in qualsiasi gara (non solo in quella politica) ci vuole un "terzo polo" e perché abbiamo sempre e comunque bisogno di un nuovo smartphone di cui (s)parlare, e l’iPhone 6 è ancora troppo lontano.

Eccolo allora il nuovo Lg G3 in tutta la sua scintillante bellezza e non solo per le finiture simil-metalliche di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi. C’è chi se lo immagina come una versione raffinata del “vecchio” G2 ma la verità è che questo è un terminale tutto nuovo, sia dentro che fuori. Certo, i valori - quelli che contano - emergeranno solo quando il nuovo G3 sarà fra le mani, ruvide e scalpitanti, degli utenti (si parla della fine del mese di giugno). Ma già da ora possiamo spingerci in qualche considerazione più approfondita; analizzando, ad esempio quali sono gli elementi che fanno di questo telefono un modello da acquistare senza troppi indugi e quali, di contro, potrebbero invece sminuirne l’impatto sul mercato.

SÌ: IL DISPLAY
Se siete fra quelli che da uno smartphone si aspettano un resa visiva degna dei migliori televisori ad altissima definizione allora aprite bene le orecchie (e spalancate le pupille): il nuovo Lg G3 ha un display da 5,5 pollici e 2.560 x 1.440 pixel (538 ppi), praticamente il quadruplo della risoluzione di un iPhone 5S. Roba da leccarsi i baffi, soprattutto se si ha l’accortezza di caricare sul telefono contenuti video girati con tutti i crismi. Il timore è che tanta esuberanza si possa ripercuotere negativamente a livello di consumi. Ma Lg rassicura tutti: la presenza di un processore molto parco (Qualcom Snapdragon 801, sì proprio quello che ha così ben impressionato sul Samsung Galaxy S5 e sull’HTC One M8) e l’impiego della grafite in luogo del metallo nel catodo della batteria, dovrebbero permettere al nuovo G3 di non far rimpiangere l’autonomia pressoché illimitata del suo predecessore.

SÌ: LA FOTOCAMERA
A Samsung e HTC, che in questi mesi si sono fatti la guerra a colpi di arma da fuoco, pardon, di messa a fuoco, Lg risponde con nientemeno che un autofocus laser. Detto così sembrerebbe davvero uno strumento di distruzione di massa ma in realtà qui c’è di mezzo solo un “semplice” sistema per valutare la distanza fra soggetto e obiettivo, qualcosa insomma che dovrebbe rendere impeccabili anche le inquadrature più difficili. Al di là del sistema di messa a fuoco è tutto il reparto fotografico a ben figurare: Lg ha portato a bordo uno stabilizzatore ottico di buon livello (lo stesso visto sul G Pro 2), un nuovo flash dual (capace cioè di offrire un’illuminazione artificiale più morbida) e un sensore da 13 megapixel. Il resto lo fa il software attraverso tutta una serie di accorgimenti sviluppati per snellire le operazioni di scatto: toccando un punto dell’inquadratura sul display, per dire, il G3 mette a fuoco e scatta in automatico. Più facile a farsi che a dirsi.

SÌ: UNA TASTIERA INTELLIGENTE
In un mercato - quello degli smartphone Android - nel quale design, software e processori sembrano ricalcati in carta carbone, sono soprattutto i dettagli a fare la differenza. Come il nuovo altoparlante da 1 Watt dell’Lg G3 o, ancora meglio, la smart keyboard. Di cosa stiamo parlando? Di una tastiera intelligente che apprende dai nostri usi e costumi per farci sbagliare di meno. La smart keyboard comprende ad esempio se continuiamo a digitare la “A” al posto della “S” e modifica di conseguenza le dimensioni dei caratteri (chi ha usato un BlackBerry di ultima generazione sa di cosa stiamo parlando). In alternativa è possibile cambiare manualmente le dimensioni della tastiera e personalizzare i tasti simbolo ai lati della barra spaziatrice.

NO: METALLO NON METALLO
Lg parla di “metallic skin”, che significa più o meno “rivestimento metallico”, ma la verità è che il nuovo Lg G3 è uno smartphone di plastica con finiture in simil-metallo. Una scelta che senza dubbio giova in termini di peso (151 grammi il verdetto della bilancia) ma che forse potrebbe far storcere il naso ai "metallari" e in particolare ai maniaci dell’alluminio. Insomma, pur collocandosi un gradino sopra al suo predecessore (e al Samsung Galaxy S5), il nuovo G3 non riesce ancora a raggiungere gli standard qualitativi dei modelli più aristocratici (leggasi iPhone 5S e HTC One M8).

NO: LE DIMENSIONI
La tendenza del mercato, lo stiamo vivendo sulla nostra pelle, ci porta ad avere fra le mani oggetti sempre più grossi. Cosa che l’iPhone, a confronto, sembra quasi un telefono giocattolo. Ma per gli amanti delle soluzioni compatte, i 5,5 pollici del nuovo Lg G3 potrebbero essere un'esagerazione. Certo, il guadagno rispetto ai 5,2 pollici del G2 è stato ottenuto soprattutto restringendo la cornice, ma le dimensioni complessive (146.3 x 74.6 x 8.9 millimetri) sono comunque ragguardevoli per un oggetto che spesso deve essere infilato in un taschino o in una pochette risicatissima.

NO: NESSUN LETTORE DI IMPRONTE DIGITALI
La presenza di un lettore di impronte digitali - l’iPhone 5S ne è la testimonianza - può essere un elemento di grande attrattiva. Lg, tuttavia, è convinta di poter offrire agli utenti un pari livello di sicurezza senza bisogno di aggiungere ulteriori orpelli a un ecosistema già stracarico di sensori. Una convinzione che le deriva dalla possibilità di sfruttare un sistema di blocco/sblocco (Knock Code) che si basa su una combinazione di tocchi in grado di risvegliare e sbloccare il telefono anche a display spento [guarda come funziona] . Il risultato è garantito, ma sul piano della semplicità d’uso la cassetta di sicurezza del G3 non sembra avere lo stesso appeal di un sistema capace di leggerci la mano.

 
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