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Smartphone & Tablet

La rinascita di Nokia

La società finlandese starebbe meditando un clamoroso ritorno sul mercato della telefonia

C’era una volta Nokia, la più importante società di telefonini al mondo. Erano belli i cellulari Nokia, erano tecnologici, in una parola desiderabili. Dieci anni fa, ora lo possiamo dire, Nokia era quello che è oggi Apple: la società più popolare e apprezzata dall’utenza mobile.

Nokia ed Apple, già. Singolare come i destini delle due società si siano incrociati: l’ascesa della Mela ha spento di colpo, o quasi, la stella di Espoo. La gratitudine non fa parte del mondo delle nuove tecnologie, si sa: gli utenti ti tradiscono da un giorno all’altro se si accorgono che c’è qualcuno più bello e attraente di te.

 

Nokia è morta, viva Nokia
Traditi si devono essere sentiti anche molti dei dipendenti Nokia quando, era il settembre del 2013, Stephen Elop - a quel tempo capo della divisione più prestigiosa del colosso scandinavo, quella dei dispositivi e servizi - annunciò al mondo il passaggio in via definitiva a Microsoft. In un solo colpo venivano cancellati 30 anni di storia di successo, sacrificati in ragione di una nuova opportunità di business.

Alcuni hanno accettato una buonuscita, altri si sono trasferiti a Redmond, altri ancora sono rimasti in Finlandia, nelle altre tre divisioni del Gruppo: Nokia Network, Here e Nokia Technologies. Nessuno di loro, in ogni caso, ha mai creduto realmente che il marchio Nokia meritasse di essere cancellato con un colpo di spugna. Anzi. Giorno dopo giorno c’è anche chi si è convinto di poter dare a Nokia una seconda chance.

Oggi un tablet, domani il ritorno ai telefoni
Lo si è capito sul finire dello scorso anno, quando Nokia Technologies - la più piccola delle tre business unit “sopravvissute” di Espoo - ha annunciato l’uscita di un tablet Android, il primo dispositivo mobile marchiato Nokia nato all’indomani del big deal con Microsoft. Un segnale accolto dai tanti fedelissimi del marchio come l’ultimo disperato tentativo di riportare Nokia ai fasti di un tempo.

Quell’esperimento, confinato per il momento al solo mercato cinese, potrebbe avere un seguito. A rivelarlo l’autorevole Re/code che parla di nuovi smartphone Nokia in rampa di lancia entro il prossimo anno. Una data - quella del 2016 - evidentemente scelta non a caso: fra le tante note presenti sul contratto che ha sancito il passaggio di Nokia Devices e Service nelle mani Microsoft ce n’è anche una che impedisce esplicitamente al resto del Gruppo finlandese di sviluppare nuovi telefoni fino alla fine del 2015.

I limiti di un progetto (troppo) ambizioso
Nokia, è evidente, non ha più la struttura per supportare un rientro sul mercato in grande stile. Ma ha ancora le idee e, soprattutto, i brevetti. Per questo, l’ipotesi più credibile è che la società si limiti a sviluppare il concept e il design dei gadget, lasciando la realizzazione in licenza a un soggetto esterno che si occuperebbe anche della relativa commercializzazione. Un approccio, spiega ancora la fonte, molto simile a quello che permette oggi a Kodak e Polaroid di distribuire ancora i propri prodotti.

Insomma, è inutile farsi illusioni. Nokia - lo si è capito una volta per tutte dopo l’annuncio dell’acquisizione di Alcatel Lucent - è e resta una società focalizzata soprattutto sulle reti. Ma l’idea che in qualche parte del mondo ci sia un manipolo di ingegneri  e dirigenti combattenti che sta cercando in tutti i modi di riportare in vita il marchio che faceva i telefonini più belli del mondo fa sognare. Soprattutto i nostalgici che non si arrendono dinnanzi alle logiche spietate del mondo hi-tech.

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