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Jailbreak iOS 7: perché non farlo

Un team di hacker lancia il software per sbloccare gli iPhone. Dietro c’è la Cina

– Credits: limjoej, Flickr

Un tempo era l’eterna lotta tra il bene e il male ora, per fortuna, non più. La contrapposizione che vede da un lato gli sviluppatori software dei giganti dell’hi-tech e dall’altro gli hacker pronti a scovare ogni singola falla nei sistemi prodotti è pur sempre netta e decisa ma non più determinante. Non esistono più posizioni così ferme da parte dei due soggetti, tanto che il nuovo iOS 7 (così come la versione Jelly Bean di Android e la 8.1 di Windows Phone) rispecchia molti dei suggerimenti degli smanettoni che negli anni erano già arrivati ad aggiungere barre di notifica e accessi rapidi, ben prima che lo facesse Apple “ufficializzando” le nuove aggiunte.

Gli hacker più attivi nel panorama iOS sono senz’altro quelli di Evasi0n, costantemente al lavoro per bucare le ultime release del sistema operativo mobile della Mela, non solo per il puro sfizio di affermare di averlo violato. Il jailbreak di iOS 7 arriva tre mesi dopo che Apple ha rilasciato l’ennesima “major release” e, a quanto pare, funziona benissimo per i dispositivi aggiornati anche ad iOS 7.0.4. lo sblocco permette di accedere a servizi ed applicazioni non autorizzate dall’App Store e installabili tramite il negozio parallelo Cydia.

Eppure il team di hacker spiega che molte delle applicazioni presenti sullo store alternativo non sono compatibili con iOS 7 e la loro installazione potrebbe causare malfunzionamenti del cellulare. Il consiglio è sempre quello di leggere nelle informazioni di installazione eventuali note e compatibilità. Per questo, il jaibreak su iOS 7, così come il root di Android, rappresenta pur sempre una procedura a rischio dell’utente. Seppur alcune modifiche che si possono apportare con Cydia siano davvero belle e comode (altri collegamenti sulla barra di notifica, app preferite e rapide, ecc…), spesso si può incorrere in blocchi, crash e riavvii spontanei; nulla di irreparabile ma nemmeno piacevole.

Un ulteriore problema dietro il jailbreak sarebbe la Cina. Come si legge in un comunicato del team di Evasi0n , sembrerebbe che il rilascio del software di sblocco per iOS 7 sia stato voluto fortemente da un’azienda cinese. La Taig avrebbe infatti pagato “a sei cifre” ognuno dei componenti hacker del gruppo per invogliarli nell’inserire l’installazione automatica di un’app sul telefono alla fine del processo di jailbreak. Come i più smanettoni sanno, normalmente sull’iPhone si vede comparire solo lo store Cydia che di per sé non contiene contenuti illegali (se non suonerie clip di canzoni originali dei più svariati artisti internazionali), nessuna app normalmente a pagamento da poter scaricare gratis, una voluta presa di posizione contro il diffondersi della pirateria mobile.

Eppure proprio il nuovo jailbreak consente l’installazione di una fantomatica app evasi0n (non sappiamo se solo sugli iPhone asiatici o anche sugli altri) che, una volta cliccata, porta ad un mondo pieno di app e software da prelevare gratuitamente, in barba alle più varie leggi che proteggono il copyright. Manna per gli utenti che utilizzano il jailbreak solo per scaricare contenuti illegalmente, anche se il rischio è dietro l’angolo. Chi dice che dietro l’app criminale non ci sia la volontà dei cinesi di rubare i nostri dati? Chi ci assicura che il team di evasi0n abbia fatto tutto solo per portarsi a casa un bel po’ di soldi "regalando" la privacy degli utenti all'Oriente? Intanto le critiche della community, quella vera, fioccano come neve e, dal canto loro, gli stessi hacker nel comunicato si scusano promettendo di eliminare l’app da una prossima versione del jailbreak. Morale della filippica: meglio non jailbreakkare nulla, almeno per ora.

 
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