Tutto fuorché un semplice restyling. Le recensioni dei primi giornalisti che hanno potuto mettere le mani sul nuovo iPhone 6S (e 6S Plus) concordano soprattutto su un aspetto: per una volta quella “S” stampigliata sullo smartphone di Apple non sta per “secondario”. Merito delle tre grandi novità - il processore A9, il 3D Touch e il rinnovato comparto fotografico - introdotte sul modello presentato lo scorso 9 settembre.

Che il nuovo iPhone 6S, sia - come amano dire dalle parti di Cupertino - il migliore iPhone di sempre, sarebbe del resto fin troppo facile a dirsi. Soprattutto dopo aver visto i dati sfornati dai vari benchmark che posizionano il nuovo iPhone 6S ben al di sopra del suo predecessore. “Geekbench - sottolinea Matthew Panzarino di TechCrunch - mostra un incremento delle performance del 56,5% rispetto al modello dello scorso anno", il che si traduce in una migliore esperienza d’uso. "Nessuno dei lag che si vedono su altri dispositivi affligge il nuovo iPhone 6S e il 6S Plus, il passaggio fra un’applicazione e l’altra, la fotocamera e tutte le altre funzioni che ho avuto modo di provare risultano veloci e fluidi”.

C’è chi - ad esempio The Verge - scommette anche su un upgrade della RAM, da 1 a 2 GB. Apple non lo confermerà, sottolinea il sito, ma è abbastanza scontato che ci sia un incremento in tal senso osservando il comportamento nell’uso quotidiano: "Le pagine di Safari si ricaricano meno spesso, il passaggio da un’applicazione all’altro risulta un po’ più veloce, l’intero telefono sembra più leggero sulle sue gambe".

3D Touch: si apre l'era del tocco differenziato  
Pochi, comunque, ne fanno una questione di numeri o di specifiche tecniche. L'impressione è che per una volta il giudizio sia affidato tutto o quasi a una sensazione di pelle. Le attenzioni sono rivolte soprattutto al 3D Touch, il sistema che consente di eseguire azioni o mostrare anteprime in base alla pressione più o meno decisa del dito sullo schermo.

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"3D Touch non è il nuovo bottone destro”
, ci tiene a precisare innanzitutto Panzarino su TechCrunch. "Qui non si tratta di aggiungere azioni e complessità, quanto piuttosto di ridurle"

"Per chi come me riceve almeno 100 messaggi al giorno" - prova a chiarire Christina Warren dalle pagine di Mashable - "avere la possibilità di vedere in anteprima link, foto, gif senza bisogno di uscire dall’applicazione è un sogno". Quanto alla possibilità che la nuova modalità di interazione generi confusione, l'autrice rassicura. "La curva di apprendimento è abbastanza breve, il segreto sta nel premere forte, non a lungo. 3D Touch è quell genere di cosa che quando inizi a utilizzarla poi non riesci più a fermarti. Tornare al mio vecchio iPhone 6 dopo avere passato un po’ di tempo sul 6S mi ha fatto sentire persa".

Sulla stessa lunghezza d'onda John Paczkowski di BuzzFeed, che sentenzia senza esitazione: "Penso che sia la più grande innovazione mai apparsa sull’interfaccia utente dell’iPhone dalla sua nascita. È sorprendentemente utile, soprattutto per chi utilizza il proprio iPhone in maniera intensa, mi ha impressionato soprattutto la sua capacità di comprendere la forza del mio tocco".

 

Eppure, secondo molti, il bello deve ancora venire, e ce ne accorgeremo quando anche gli sviluppatori comprenderanno appieno tutte le opportunità offerte da 3D Touch. "È un paradigma di interfaccia completamente nuovo, con un sacco di potenzialità, sottolinea lo stesso  Paczkowski, "il che significa che gli sviluppatori dovranno fare un po’ di esperimenti prima di convergere a un unico linguaggio, un po’ come avvenne ai tempi delle prime applicazioni per il multitouch".

Va detto che l’introduzione del 3D Touch ha anche un rovescio della medaglia alla voce ingombri. "Il telefono", fa notare The Verge, "risulta tangibilmente più spesso e pesante", sia nella versione standard (iPhone 6S) che in quella extra-large (iPhone 6S Plus). Nulla di sconvolgente, comunque, anzi - continua l'autorevole pubblicazione - "il peso extra rende l’iPhone 6S più facile da impugnare rispetto allo scivoloso iPhone 6".

Fotocamera: non è solo una questione di pixel
Uno degli aspetti enfatizzati da Apple in fase di presentazione è l'upgrade su tutto il comparto fotografico. Un miglioramento, sottolineano i primi reviewer che si coglie nella qualità dell’immagine e nella capacità di elaborazione del telefino, più che sul pixel in sé. Per TechCrunch "il dettaglio è migliorato di molto", e ce ne si accorge soprattutto "effettuando lo zoom e il crop di soggetti fotografati in lontananza, sui panorami (più cristallini) e sulle foto panoramiche (ora fino a 63 megapixel totali)". La buona notizia è che tutto questo non è accompagnato da un aumento del rumore (un numero maggiore di pixel corrisponde di norma a una minor capacità di acquisire la luce). "Apple ha compensato gli effetti negativi dell’aumento dei pixel (su un sensore delle stesse dimensioni) attraverso buone pratiche ingegneristiche".

Conferma John Paczkowski ancora su BuzzFeed News: "Non sono un fotografo professionista ma sono abbastanza sicuro che la fotocamera del nuovo iPhone 6S faccia foto migliori del suo predecessore. Apple dice che è merito di due specifiche tecnologie (improved local tone mapping e advanced pixel technology), e probabilmente ha ragione, ma non è quello che mi interessa. Ciò che conta è che la foto di mia figlia sembra più incisiva, definita e piena di dettagli. E lo stesso dicasi del selfie che che mi ritraggono insieme al mio cane".

Per The Verge è soprattutto la fotocamera anteriore ad aver beneficiato dei miglioramenti più significativi. "Selfie, snapchat e videochat sono pezzi essenziali della comunicazione dei nostri giorni, in questo senso il miglioramento della qualità delle immagini scattate con l’obiettivo frontale dell’iPhone 6S rispetto all’iPhone 6 è notevole, ora è possibile avere foto realistiche e utilizzabili, non scatti approssimativi e pixelati come in passato".

Meno visibile - sempre secondo l’autorevole sito americano - l’upgrade sulla fotocamera principale: "Rispetto all'iPhone 6, la differenza non è così drammatica, le foto sono migliori, ma non in maniera così evidente da poterlo notare su una foto condivisa su Facebook". "Mettiamola così", chiosa l’autore: "l’iPhone 6S è probabilmente la miglior fotocamera che la maggior parte delle persone potrà avere in tasca, ma non sarà sufficiente a mettere fuori gioco una mirrorless".

Video 4K e Live Photos funzionano, ma quanto consumano!
Quanto alla possibilità di registrare video in 4K il risultato è senza dubbio positivo, sia in termini di risoluzione, sia per quanto riguarda la velocità di elaborazione ed editing dei filmati. Tuttavia occorre tenere ben presente cosa significhi passare da una normale risoluzione Full HD a una quadruplicata sul piano del consumo di memoria: "Un minuto di video in 4K registrati su iPhone 6S - scrive The Verge - equivale a circa 375 MB ed è probabilmente per questo che Apple ha preferito disattivare la funzione di default".

Dello stesso parere Mashable: “I video in 4K sono grandiosi, ma non penso che una persona comune abbia bisogno di girare a quella risoluzione, per molti motivi”.

Luci e ombre anche per l'altra grande novità del menu fotocamera, Live Photos, la modalità che consente di arricchire una foto con una clip animata registrata un secondo e mezzo prima e dopo lo scatto stesso: "Il nuovo iPhone 6S Live Photos è un sistema molto potente, ma penso che gli usi migliori siano ancora da scoprire”, riporta TechCrunch. "C’è un potenziale interessante per gli utilizzi creativi, ad esempio raccontare una storia nel momento che precede e segue lo scatto, soprattutto quando i social network e supporteranno il formato".

Meno entusiasta Nilay Patel, su The Verge, che sottolinea anche in questo caso il rovescio della medaglia sul piano dello storage (una foto in live occupa circa il doppio dello spazio di una normale) e la sostanziale ridondanza con altre applicazioni Web: “Per registrare brevi video ci sono già applicazioni che funzionano molto bene, e funzionano ovunque, come Vine e Instagram”.

Siri è più generoso, la batteria no
Una cosa notata da tutti o quasi i recensori è la possibilità di utilizzare Siri anche senza alcun intervento manuale. "Grazie al nuovo coprocessore M9", spiega Mashable, "è sufficiente pronunciare Hey Siri per svegliare l’assistente vocale di Apple e metterlo nelle condizioni di ricevere dei comandi. Un’idea copiata dal Motorola Moto X, una buona idea".

"Più in generale Siri sembra rispondere meglio ai comandi, anche quando si tratta di rispondere a domande che non gli ho mai posto", ironizza John Paczkowski su BuzzFeed News.

C'è però una domanda a cui Siri non rispondere. E cioè: quanto dura la batteria del nuovo iPhone 6S? "Con un utilizzo normale" - prova a riassumere Nilay Patel, su The Verge - "si riesce a finire la giornata, e si potrebbe andare anche oltre attivando la nuova funzione di risparmio energetico (iOS 9) che taglia le performance, minimizza le animazioni e abbassa automaticamente la luminosità".

In definitiva, l’autonomia sembra essere sostanzialmente pari a quella offerta dai precedenti iPhone: “Apple sta semplicemente mantenendo lo standard, ma se davvero utilizzeremo i nostri telefoni come portafogli elettronici, portachiavi e altro ancora, dovrà fare di più".

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