iPhone 6S Plus
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iPhone 6S Plus: la recensione

Una settimana in compagnia dell'ultimo smartphone di Apple. Il primo a integrare il nuovo display con tecnologia 3D Touch

Chi segue con attenzione le vicende di Apple, sa bene che gli iPhone targati “S” non prevedono - di norma - grossi stravolgimenti rispetto ai modelli precedenti. Guardando il nuovo iPhone 6S, in effetti, nessuno potrebbe dubitare sul fatto che anche in questa occasione la regola sia stata rispettata: da fuori, il nuovo Melafonino sembra la copia in carta carbone del suo predecessore.

Sembra, appunto. Sì perché a un esame più approfondito si scopre che questo è in realtà uno dei modelli più rivoluzionari fra i 12 presentati da Apple dal 2008 a oggi. Nascoste sotto il cofano ci sono infatti tutta una serie di novità, prima fra tutte il 3D Touch, che potrebbero segnare un nuovo capitolo della letteratura del genere.

In questa prova, vi racconteremo la nostra personalissima esperienza con il nuovo telefono di Cupertino, qui nella versione da 5,5 pollici (iPhone 6S Plus): una settimana di prova per capirne pregi e difetti.

 

Primo giorno
Appena sconfezionato l’iPhone 6S Plus dal suo impeccabile parallelepipedo di cartone, cerchiamo di notare le differenze con il precedente modello. Missione praticamente impossibile, almeno dal punto di vista estetico. L’aumento degli ingombri si avverte più nel peso (una ventina di grammi rispetto all’iPhone 6 Plus) che nello spessore (due decimi di millimetro), troppo poco in ogni caso per parlare di "fardello", tenuto conto che di norma chi acquista un dispositivo da 5,5 pollici non lo fa certo per ragioni tascabilità.

La prima vera novità dell’iPhone 6S Plus ci si presenta in fase di configurazione iniziale. Apple ci invita a parlare con Siri, come se avesse bisogno di imparare, di capire chi siamo, qual è il timbro della nostra voce, la nostra inflessione. È una pratica non del tutto nuovo nel mondo dei cellulari intelligenti: già Motorola, con il suo Moto X, aveva adottato una prassi simile per aiutarci a migliorare il rapporto con l’intelligenza artificiale. A cosa serva in concreto questa operazione ve lo spiegheremo più avanti, per il momento vi basti sapere che il setup dura circa un minuto, giusto il tempo di ripetere cinque volte la parola magica “Hey Siri” .

Una volta terminata la configurazione dell'assistente virtuale di iOS e delle altre risorse chiave del telefono, siamo pronti a mettere finalmente i polpastrelli sul display per provare quella che in fin dei conti è la vera grande novità dell’iPhone 6S Plus: il 3D Touch. Riepiloghiamo in breve di che si tratta per chi si fosse perso le puntate precedenti: il display del nuovo iPhone 6S Plus reagisce non solo al tocco normale - il cosiddetto tap - ma anche a quello più deciso, abilitando in questo modo tutta una serie di opzioni aggiuntive. Ad esempio: pigiando in maniera più robusta sull’icona della fotocamera appaiono in prima battuta tutti i principali task del menu fotografico (Scatta foto, Scatta selfie, Registra video, Registra moviola) e il discorso può essere esteso a tutte le principali applicazioni native del telefono.

iPhone 6S: come funziona 3D Touch (e perché è così innovativo)


In realtà 3D Touch non si limita a creare scorciatoie; le interazioni “profonde” sono sparse anche all'interno di tutte le principali applicazioni di iOS: con un tocco leggermente più profondo sul display, ad esempio, possiamo leggere un messaggio di posta in anteprima direttamente dalla inbox, oppure visualizzare una preview di un link da un SMS, la foto a tutto schermo dalla gallery e molto altro ancora.

 

Fin qui la teoria, ma come si comporta in concreto il nuovo sistema touch a doppia sensibilità? L’impressione è che tutto fili via liscio senza problemi: i 96 sensori collocati sotto il vetro dell’iPhone reagiscono in modo pressoché perfetto - ovvero senza impuntamenti - al cambio di pressione. A semplificare la faccenda ci pensa il cosiddetto feedback aptico: ogni qual volta il 3D Touch viene chiamato in causa, l'iPhone restituisce una leggera vibrazione al tocco, come volesse informarci di aver capito le nostre intenzioni.

Più che al “come”, il problema è semmai legato al “quando” utilizzare il 3D Touch: non tutte le applicazioni e non tutte le funzioni sono state infatti aggiornate. Bisogna perciò andare per tentativi, un po' come fossimo davanti alla donna della nostra vita: vorremmo che fosse lei a fare la prima mossa, forse perché da parte nostra c'è sempre la paura di fare la mossa sbagliata.

iPhone 6S 3D Touch chiamate

Secondo giorno
Dopo la sbornia di 3D Touch, cominciamo a considerare anche il resto delle funzionalità dell’iPhone 6S Plus. Apriamo il browser, le applicazioni, i giochi, insomma ci cimentiamo con tutto ciò che rientra nello standard di uno smartphone di questo livello. E ci accorgiamo che tutto score in maniera fluida. I “cavalli” ricevuti in dote dal nuovo chipset A9 di Apple si sentono eccome: con tutto il rispetto per i "vecchi", questo motore ci pare decisamente più appropriato di quello che equipaggiava il precedente iPhone 6 Plus.

Più rapido e indolore è anche il riconoscimento dell’impronta digitale. Quel leggero lag che si avvertiva sui primi modelli dotati di Touch Id è stato praticamente eliminato: per sbloccare il telefono ora basta cliccare normalmente sul tasto Home senza alcuna esitazione. Poche storie: questo è di gran lunga il miglior lettore di impronte mai visto su un telefono.

Nel frattempo scopriamo che il 3D Touch è attivo anche su molte applicazioni di terze parti: Facebook, Twitter, WhatsApp, Instagram, Dropbox, Pinterest, PixelToys, Zorg, WeChat e Weibo, solo per citarne alcune, hanno già “sposato” la nuova filosofia del touch screen a tre dimensioni, - in modo più o meno convincente. C’è chi si limita a offrire qualche scorciatoia sull’icona di lancio, e chi invece osa un po’ di più (a Instagram, per il momento, la palma della migliore interpretazione sul tema).

L’impressione, al di là degli esperimenti, è di trovarsi all’alba di un nuovo modo di intendere le applicazioni. Non è solo questione di velocità. La possibilità di sfruttare una terza dimensione del clic apre la strada a un mucchio di nuove possibilità per gli sviluppatori. Tanto che ci rimaniamo quasi male quando ci imbattiamo in un’app che non risponde ai comandi multi-pressione (semplicemente perché non è stata ancora aggiornata).

iPhone 6S Plus

– Credits: Roberto Catania

Terzo giorno
Dopo tre giorni di test possiamo cominciare a stilare un primo bilancio sulla batteria. Accendendo il telefono alle 7 di mattina, arriviamo a sera (mezzanotte circa) con una percentuale residua fra il 15 e il 35%, a seconda dell’uso più o meno frequente del navigatore.

In linea di massima possiamo dire che l’autonomia sia rimasta pressoché invariata rispetto al vecchio iPhone 6S, notizia comunque positiva, considerato che una fetta della batteria (circa 100 mAh di capacità) è stata “segata” per far posto al nuovo display con 3D Touch. A compensare la perdita di linfa vitale è soprattutto l’efficienza del già citato processore A9, ma in parte anche il sistema di risparmio energetico di iOS 9 che si attiva automaticamente quando il livello delle tacche scende sotto il 20%.

Notiamo, però, e con un certo disappunto, che l’applicazione di Facebook è responsabile - da sola - di oltre un quarto dei consumi del telefono. È evidentemente un’anomalia che però finisce per condizionare l’uso del telefono; la colpa, però, non è di Apple, bensì di Facebook, come ha ammesso lo stesso entourage di Mark Zuckerberg. 

Aggiornamento: Facebook dichiara di aver risolto il problema con l'ultima versione dell'applicazione per iOS 9 scaricabile da iTunes.

iPhone 6S Plus consumi

Quarto giorno
Fra le delle novità introdotte sull’iPhone 6S Plus, molte riguardano il comparto fotografico, rivisto sia nella dotazione hardware nelle funzioni. Da sottolineare, per prima cosa, l’incremento della risoluzione, sia della fotocamera principale (che passa da 8 a 12 megapixel) che di quella frontale (da 1,2 a 5 megapixel).

Ed è proprio su questo secondo obiettivo che le differenze appaiono più marcate: i selfie provenienti dal vecchio iPhone, a confronto, sembrano scattati con un telefono dello scorso decennio. Meno evidente è invece il gap sulla fotocamera principale: per apprezzare la migliore definizione occorre fare un crop un po’ spinto su qualche particolare critico (ad esempio una scritta), come si può vedere da questi scatti di prova [clicca nell'angolo a destra per ingrandire].

 

Restando in tema di risoluzione vale la pena sottolineare anche l’upgrade delle funzionalità video, il cui limite sale ora a 4K, praticamente quattro volte un normale Full HD. L’impressione è che Apple abbia voluto allinearsi alla concorrenza, già da qualche tempo sintonizzata sulle frequenze dell’Ultra HD, anche se il beneficio - va detto a scanso di equivoci - è tangibile solo riversando i filmati su un televisore o un monitor di pari risoluzione. Si sente eccome, invece, l’effetto risoluzione a livello di consumo della memoria: un minuto di riprese in 4K occupa circa 375 MB di spazio, quasi tre volte tanto il vecchio Full HD a 30fps dell’iPhone 6 Plus.

Doveroso, infine, dare uno sguardo anche alla nuova opzione Live Photos, attivabile attraverso un’apposita icona situata fra il pulsante del timer e quello dell'HDR. Apple parla di un "modo tutto nuovo di dare vita alle fotografie", ma a ben guardare si tratta di qualcosa di già visto (sui telefonini della concorrenza): ogni foto scattata in questa modalità “nasconde” anche una piccola registrazione video (un secondo e mezzo prima e dopo il fatidico clic sull’otturatore), così da presentarsi come una sorta di foto animata. Un effetto speciale che potrà piacere agli amanti del genere "'o famo strano", e che in ogni caso ha le sue controindicazioni in termini di storage: ogni foto “viva” occupa infatti circa il doppio dello spazio di una normale foto da 12 megapixel.

Quinto giorno
Un lungo viaggio in macchina ci offre l’occasione di testare il nuovo Siri, o meglio il nuovo sistema che permette di impartire comandi vocali all’iPhone senza bisogno di cliccare sul tasto Home. In pratica: ci basta pronunciare “Hey Siri” per avere l’assistente virtuale di Apple subito ai nostri ordini. Non è solo un giochetto di prestigio ma un sistema studiato per avere un dialogo più efficace e per certi versi più personale con l’intelligenza artificiale. È come se Siri fosse sempre all’ascolto, anche con il display in stanbdby; e questo significa meno distrazioni, soprattutto quando si è alla guida e non si ha la possibilità di sfruttare i comandi al volante.

Risultato: sulla Milano-Venezia riusciamo a intavolare ben più di una discussione con il nostro nuovo iPhone 6S Plus. Gli chiediamo di leggerci le ultime mail e riusciamo persino a rispondere ad alcune di queste, senza mai staccare le mani dal volante. Vien da dire che un tempo parlavamo al telefono, mentre oggi chiacchieriamo con il telefono.

iPhone 6S Plus

– Credits: Roberto Catania

Sesto giorno
Giunti quasi al termine della nostra sette giorni di test, proviamo a concentrarci sui difetti di questo nuovo iPhone 6S Plus. Detto già del leggero sovrappeso rispetto al precedente modello, doveroso sottolineare ancora una volta le difficoltà che un telefono del genere può dare in termini di gestione della capacità di memoria.

Fra foto in alta risoluzione, Live Photos e video in 4K, scopriamo di aver già prodotto 1,5 giga di file multimediali (in meno di una settimana). Di questo passo potremmo saturare i 128 GB di memoria disponibili in circa tre mesi. Decidiamo dunque di impostare la risoluzione dei video a un formato più parco (optiamo per il Full HD a 60 fps) ed evitiamo accuratamente tutti quegli effetti speciali che non reputiamo strettamente necessari (ad esempio le Live Photos).

Nel frattempo realizziamo di essere ormai pienamente padroni del 3D Touch. Quella tendenza a cercare il tocco profondo anche quando non c’è, è praticamente svanita. Restiamo comunque convinti del fatto che si tratti di una tecnologia ancora tutta da esplorare, soprattutto per gli sviluppatori. E che ci siano dei margini di miglioramento per ciò che riguarda la parte di configurazione: ci piacerebbe in buona sostanza avere la possibilità di scegliere, diciamo pure di personalizzare il sistema, selezionando ad esempio quali funzioni attivare e quali escludere.

iPhone 6S Plus

– Credits: Roberto Catania

Settimo giorno
Dopo una settimana di prova abbiamo ormai tutti gli elementi necessari per esprimere un giudizio definitivo o quantomeno obiettivo sul nuovo iPhone 6S Plus. E il pollice, per quel che può valere un’opinione fra tante, non può che essere alto: Apple ha limato tutti quei piccoli e grandi difetti di gioventù del vecchio iPhone 6, aggiungendo un elemento davvero distintivo: il 3D Touch.

Piaccia o meno, è proprio questa tecnologia a rendere il nuovo 6S Plus diverso da tutti gli altri smartphone oggi in circolazione, compresi i vecchi iPhone. Un vero fattore abilitante: chi ce l’ha potrà confrontarsi con tutta una serie di applicazioni “aumentate”, gli altri no. Il paragone con il bottone destro del mouse è in questo senso abbastanza appropriato.

3D Touch a parte, è tutta la dotazione chiave del telefono a essersi irrobustita. L’iPhone 6S Plus è più reattivo del suo predecessore, ha un lettore di impronte digitali al fulmicotone e una fotocamera finalmente all’altezza della concorrenza in termini di risoluzione.

Tutto sommato trascurabili i difetti. L’impressione è che, anche in questa occasione, ci sia soprattutto un unico grande motivo per non scegliere un iPhone: il prezzo. Comunque la si voglia vedere, gli 889 euro della versione base del telefono - che diventano 999 euro e 1109 euro per quelle più capienti (caldamente consigliate visto il grande dispendio di byte causato dai file multimediali ad alta risoluzione) - rappresentano una grossa barriera all’ingresso. Anche se forse non così alta da impedire ad Apple di sfondare l'ennesimo record di vendite. 

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