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iPhone 6 e Plus contro iPhone 5S: fotocamere a confronto

Dalla messa a fuoco alla moviola, ecco come cambiano le performance fotografiche del Melafonino

L’uscita di un nuovo smartphone di fascia alta è sempre una buona occasione per capire qual è lo stato dell’arte di tutte le piccole e grandi risorse che fanno dei dispositivi mobili oggetti sempre più attraenti e indispensabili. Le attenzioni si concentrano spesso sulla parte multimediale della dotazione e in particolare sulla fotocamera, un componente che in molti casi può spostare le preferenze d’acquisto degli utenti.

L’uscita dei nuovi iPhone 6 e iPhone 6 Plus ci offre in questo senso molte spunti su cui ragionare. La domanda che tutti gli utenti Apple (e non) si pongono in questo momento è abbastanza scontata: in che cosa differiscono le prestazioni fotografiche del nuovo Melafonino rispetto a quelle offerte dal vecchio iPhone 5S? Proviamo a capirne di più.

Cosa cambia (e cosa no)
Dal punto di vista strutturale, lo abbiamo visto, la fotocamera dell’iPhone 6 (così come quella dell’iPhone 6 Plus) impiega un sensore iSight da 8 megapixel con apertura f 2.2. La differenza rispetto all’iPhone 5S non sta nella risoluzione né tanto meno nelle dimensioni del sensore (entrambi i modelli utilizzano un’unità da 8 megapixel di 1.5 micron) quanto piuttosto nelle funzionalità di messa a fuoco.

Sui nuovi iPhone 6 e iPhone 6 Plus è presente una tecnololgia denominata focus pixel che di fatto consente di migliorare la messa a fuoco automatica, sia in fase di scatto che durante la registrazione dei video. Per chi ha un po’ di dimestichezza con la terminologia fotografica, si potrebbe semplicemente dire che il nuovo iPhone 6 - sia nella versione da 4,7 pollici che in quella da 5,5 - utilizza un sistema di messa fuoco a rilevamento di fase. In pratica: a differenza dell’iPhone 5S, ma anche di tutti gli altri telefoni oggi in commercio (ad esclusione del Samsung Galaxy S5), il nuovo iPhone 6 non si basa su un classico sistema di messa fuoco a contrasto ma analizza i fasci luminosi che arrivano al sensore da uno stesso oggetto per misurarne lo sfasamento, un po’ come accade su una moderna reflex digitale. In questo modo, il telefono è in grado di calcolare meglio (e prima) la distanza dall’oggetto, calibrando di conseguenza la messa a fuoco.

Al minuto 7 (circa) di questo video, si può capire perché questo sistema può rivelarsi vantaggioso durante una ripresa video. Come si può notare, mentre l’iPhone 5S resta inchiodato sul soggetto in primo piano anche quando questo non è più presente, il nuovo iPhone 6 reagisce rapidamente al cambio di scena portando il punto di fuoco verso l’orizzonte in tempi piuttosto rapidi.

La moviola raddoppia il frame rate
Sul piano dell'hardware, occorre inoltre ricordare che i nuovi iPhone 6 e 6 Plus dispongono di un processore e di un co-processore di movimento potenziati (Apple A8/M8), due risorse che sulla carta dovrebbero garantire una maggior velocità di elaborazione soprattutto in tutte quelle applicazioni (riconoscimento dei volti, timelapse, moviola) nelle quali è richiesta maggiore capacità di elaborazione.

Proprio la possibilità di girare video a rallentatore rappresenta una delle novità principali del nuovo iPhone 6 rispetto al modello precedente. Mentre, l’iPhone 5S può filmare in slow-motion fino a 120 fotogrammi al secondo a 720p, i nuovi iPhone 6 e 6 plus riescono a spingersi a una quota praticamente doppia: 240 fotogrammi al secondo. Questo video ci fa capire quali sono, in concreto, le differenze fra le due modalità di ripresa in Moviola.

Una fotocamera stabilizzata
L’iPhone 6 è anche il primo telefono di Apple a utilizzare uno stabilizzatore di immagine (digitale sull’iPhone 6, ottico sul modello “Plus”). In questo breve filmato si possono apprezzare le differenze fra un filmato girato in strada con un iPhone 5S (a sinistra) e uno “stabilizzato” con iPhone 6 Plus (a destra).


Sotto sotto c'è sempre iOS 8
Dal punto di vista del software, sia l’iPhone 5S che i nuovi iPhone 6 e iPhone 6 Plus utilizzano la stessa base operativa (iOS 8), una release che come abbiamo visto porta alcuni significativi miglioramenti anche sul piano delle risorse fotografiche: arriva il timelapse (il sistema che consente di raccogliere in modo automatico una serie di scatti a intervalli di tempo regolari e di radunarli in un unico file video), il timer per l’autoscatto, la funzione che consente di regolare l’esposizione durante l'inquadratura e quelle per ritoccare i livelli di luce e i colori dopo lo scatto. Ad ogni modo, se si eccettuano le foto panoramiche, che sull’iPhone 6 arrivano ora a una risoluzione complessiva di 41 megapixel, non ci sono sostanziali differenze fra i tre ultimi modelli di casa Apple.

 
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