Smartphone & Tablet

Intel lancia la nuova generazione dei suoi processori

Maggiore autonomia della batteria, raddoppio delle performance grafiche e incremento delle prestazioni per lavorare meglio e più a lungo 

Nell’inseguimento inesausto alla dimensione e alla risoluzione perfette dello schermo, all’accessorio giusto o alle ultime avveniristiche funzioni di un pc o di un tablet, ci si dimentica di un fattore invisibile e però imprescindibile: il processore, il motore dei nostri dispositivi fissi e mobili. È da questo cuore di chip che dipendono le prestazioni, l’autonomia e di riflesso la capacità delle macchine di rispondere ai nostri bisogni.

Ecco perché il lancio della nuova generazione dei processori Core di Intel, la quarta, è piena di rilevanza. L’azienda di Santa Clara promette un aumento del 50 per cento della durata della batteria, il più grande salto di qualità della sua storia, un raddoppio delle performance grafiche rispetto alla famiglia precedente e un incremento della velocità del 15 per cento. Significa, di fatto, poter lavorare meglio e di più. Significa, per esempio, poter riprodurre un video in alta definizione per oltre nove ore prima di dover chiedere ausilio a una presa della corrente, rispetto alle sei ore della generazione attuale. O poter contare su uno standby fino a 13 giorni, rispetto ai 5 scarsi di oggi.

«Vogliamo assicurare ai consumatori nuove esperienze» ha spiegato Kirk Skaugen, vice presidente senior della Intel e general manager del PC Client Group, prima di anticipare quale sarà la strategia per il futuro: «Il nostro annuncio accelera [l’affermazione] della nuova categoria dei device “2 in 1”, fondendo il meglio di un notebook e di un tablet. Quest’anno è il momento perfetto perché i consumatori possano sostituire le loro vecchie tavolette o i Pc con questi nuovi “2 in 1”». Insomma, Intel vuole battere con forza sul tasto dei prodotti ibridi che finora hanno fatto fatica a decollare o comunque non si sono imposti sul mercato come era lecito aspettarsi. E proprio le nuove virtù dei processori di ultima generazione diventano, o almeno potrebbero diventare, la chiave per il successo.

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Come scrive anche Forbes, nemmeno la tempistica sembra troppo casuale: il quasi contemporaneo arrivo di Windows 8.1  su sponda Microsoft, è un tentativo di ravvivare il mercato dei pc integrandolo in maniera logica, senza per forza metterlo in competizione, con l’universo mobile di cui tanto soffre la concorrenza. D’altronde basta leggere il comunicato ufficiale di Intel per accorgersene: prima si parla del «mainstream computing», dei pc tradizionali, puntando su un raddoppio delle performance o sulla possibilità di montare e condividere un video HD a una velocità maggiore di ben 20 volte rispetto a una macchina di quattro anni fa. Poi c'è un lungo riferimento anche agli «ultrabook», il segmento dei super portatili inventato pure a livello terminologico da Santa Clara stessa, sottolinando che si accenderanno in meno di tre secondi offrendo un’esperienza istantanea o quasi, tipica di una fruizione in mobilità.

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I processori di quarta generazione sono stati studiati per consumare meno, per supportare al meglio i comandi vocali e il touch screen, ma anche per integrare una serie di effetti speciali di serie come un sistema antifurto avanzato che consente di disattivare un ultrabook se viene rubato o se il proprietario lo perde. Dettagli che fanno la differenza, senz’altro più di uno schermo di mezzo pollice più grande o un design più o meno addolcito.

  

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