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Huawei P9 e P9 Plus: la verità sulle ottiche Leica

Le lenti fotografiche dei nuovi smartphone sarebbero state prodotte da un’azienda cinese. Poco male perché rispetta gli standard del marchio tedesco

I più creativi lo hanno definito lensgate, così come gli scandali che negli anni hanno coinvolto gli iPhone di Apple (antennagate, bendgate). Se il modello di riferimento è il telefonino della Mela, allora vuol dire che Huawei sta facendo le cose per bene, ponendosi all’attenzione non solo degli appassionati ma anche dell’utente medio, quello che alla fine sposta i grandi numeri, andando in negozio a comprare il cellulare.

Il fatto

Riavvolgiamo il nastro: il 18 aprile, un teardown del telefono, ovvero una procedura di smontaggio totale del terminale, effettuata da un sito cinese, aveva fatto scoprire una specifica intorno ai due moduli fotografici del P9 (modello classico, non Plus) con la descrizione dell’azienda produttrice: Sunny Optical. Specializzata nella produzione di elementi ottici per telecamere, microscopi e tanti altri oggetti, la Sunny è stanziata in Cina ed è stata inserita qualche anno fa nella classifica di Forbes delle migliori aziende asiatiche sotto il miliardo di fatturato.

La scoperta ha messo in subbuglio internet: vuoi veder che Huawei ci ha presi tutti in giro dicendo che le lenti della sua, peraltro ottima, doppia fotocamera fossero Leica quando invece il nome del reale produttore è un altro? Se pensate ad un grosso imbroglio dovrete ricredervi, e vi spieghiamo perché.

Rispetto degli standard

La parola chiave è co-ingegnerizzazione ed è il termine su cui Huawei ha puntato maggiormente durante la presentazione dei P9 a Londra. Vuol dire che con Leica la compagnia ha stretto un accordo per unire le forze nella produzione delle innovative ottiche a bordo degli smartphone. Co-ingegnerizzazione significa che le due realtà hanno creato un team specifico per studiare il design, le funzioni e apportare le dovute correzioni hardware e software alle fotocamere, così da ottenere un prodotto che rispettasse gli elevati standard definiti dal mercato. Il fatto che, nel concreto, i sensori siano stati realizzati nei laboratori cinesi di Sunny Optical potrebbe essere irrilevante se sotto la guida e la supervisione di Leica, è un fornitore terzo qualificato a garantire la produzione di massa dei due moduli.

E qui si arriva al secondo punto: Leica avrebbe potuto garantire la realizzazione di milioni di componenti fotografiche (due per ogni P9 o P9 Plus) in tempo breve e rispondendo alle esigenze di larga scala del settore smartphone? Probabilmente no, ed è per questo che il partner di Huawei avrebbe affidato ad un mass-market come Sunny Optical la commessa in questione.

Il comunicato ufficiale

Questa è la parte del comunicato ufficiale di Huawei che meglio spiega l’accordo con Leica: “La co-ingegnerizzazione è profondamente integrata nel prodotto e il contributo di Leica include: lo sviluppo collaborativo, la valutazione ed ottimizzazione del design ottico (calcolo delle lenti) nel rispetto degli standard, la collaborazione nella costruzione meccanica del modulo fotocamera per ridurre gli effetti di luce bagliore e fantasma, la definizione della qualità di immagine in termini di resa e fedeltà dei colori, il bilanciamento del bianco, la riduzione degli effetti di luce, la corretta esposizione, il range dinamico, la nitidezza e le caratteristiche del rumore. Inoltre l’elaborazione dei dati delle immagini con l’ausilio degli esperti in elaborazione del segnale e la definizione dei più stretti standard qualitativi comuni e i requisiti per la produzione seriale da parte di Huawei, per assicurare una costante ed elevata qualità”.

Nome diverso, stessa qualità

Insomma sarebbe cambiato qualcosa se invece della Sunny Optical fosse stata direttamente Leica a costruire le ottiche a bordo dei P9? Pensiamo di no, anche perché il marchio tedesco non ha mai prodotto nulla per il mercato della telefonia mobile fino ad oggi. È dunque probabile che se in futuro Leica dovesse dotare altri modelli (di Huawei e non solo) con le proprie tecnologie, la delega alla produzione possa rimanere nelle mani della Sunny, alleata nella rivoluzione mobile-foto-digitale.

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