Huawei Mate S
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Huawei Mate S, ora Apple è più vicina (anche nel prezzo)

Con il suo nuovo smartphone taglia XXL, la casa cinese sfida l'imminente iPhone 6S Plus su tutti i fronti. Anche quello delle tecnologie touch 2.0

La corona di regina d’Oriente non basta più. E nemmeno la consacrazione a livello mondiale nella categoria dei pesi medi. Huawei punta più in alto, al vertice della piramide degli smartphone più "profittevoli" del mondo, laddove da qualche anno c’è un solo dominatore incontrastato: Apple.

Le prime avvisaglie, a dire il vero, si erano già avute in primavera, con l’arrivo del P8, modello programmato alla fonte per "distruggere" l’iPhone 6 con un mix sapiente di risorse hardware e software a buon mercato. Ora, però, con il lancio del nuovo Mate 6, la strategia sembra ancora più chiara: Huawei punta a interpretare a modo suo quello straordinario spartito fatto tecnologia, design e marketing che ha reso così popolari (e desiderabili) i gadget della Mela.

 

La sfida è aperta, anche sul "force touch"
Sulla carta è Il Mate S è soprattutto questo: il primo modello Huawei con i gradi di nobiltà, un oggetto che anche nel prezzo (649 euro per la versione da 32 GB, 699 euro per quella da 64 GB) segna l’ingresso del produttore cinese nel mondo del lusso. Oltre a essere, naturalmente, il primo sfidante ufficiale dell’iPhone 6S Plus, lo smartphone che dal prossimo 9 settembre si collegherà in cima al catalogo di Apple.

Con il futuro Melafonino in versione XXL, il nuovo Huawei Mate S condivide molti aspetti: le dimensioni, innanzitutto (5,5 pollici), il lettore di impronte digitali (situato sul retro) ma anche l’attenzione nei dettagli e persino le colorazioni (sì, c’è anche il rosa). Ma il trait d’union più evidente sta probabilmente nella nuovo Force Touch, il sistema che di fatto consente di aumentare il livello di interazione con le app, semplicemente pigiando sul display con più decisione. Un passo avanti nell’evoluzione delle tecnologie touch, ha voluto sottolineare il numero uno della società, Richard Yu, grazie al quale potremo ampliare porzioni di schermo come fossero sotto un lente d’ingrandimento, vedere un foto in anteprima, persino utilizzare il cellulare come fosse una bilancia di precisione.

Huawei Mate S

Richard Yu, CEO di Huawei, presenta a Berlino il nuovo Mate S – Credits: Roberto Catania

La frontiera delle nuove interazioni touch
Va detto, a scanso di equivoci, che questo non è il solito tentativo “alla cinese” di scimmiottare i prodotti Apple con un mero copia e incolla della funzionalità chiave. Lo stesso numero 1 di Huawei ci ha tenuto a precisare più volte i tanti motivi che dovrebbero spingere un utente esigente a preferire il nuovo Mate 6 al grande iPhone: il display ad esempio (leggermente ricurvo e con una maggiore densità di pixel), la batteria (più grande e più veloce da ricaricare), gli ingombri (contenuti grazie a una cornice ridotta all’osso); persino sulle finiture - azzarda Yu - Cina batte  Stati Uniti, mostrando orgogliosamente le più discrete bande di gomma che nascondono l’antenna sul dorso del telefono.

Ma è soprattutto sul fronte dell’interazione che Huawei vuole smarcarsi da Apple. Il già citato Force Touch è solo la punta dell’iceberg di una serie di tecnologie touch 2.0 che mirano a superare il concetto della classica gestualità in punta di dito. Così il lettore di impronte digitali si trasforma in un piccolo pad sensibile allo sfioramento dal quale è possibile ad esempio sfogliare le foto o scattare i selfie; nel mentre, si scopre che il display principale diventa è sensibile al tocco delle nocche, offrendo una nuova modalità - sulla carta più rapida - per aprire applicazioni, effettuare ritagli o registrare screenshot in modo.

Huawei Mate S

La funzionalità Knuckle Control 2.0 – già vista su Huawei P8 – consente di interagire attraverso l'uso delle nocche. Disegnando una “C” con questa parte delle dita, ad esempio, si può attivare la fotocamera, con un doppio clic si può registrare un video della schermata – Credits: Huawei

Tre microfoni direzionali, per sentirci meglio
Gli orizzonti sensoriali si allargano anche sul fronte dell’interazione audio, dove il nuovo Huawei Mate S fa notizia per il nuovo sistema a tre microfoni direzionali: potrete registrare una conferenza call a tre senza dove continuamente indirizzare il dispositivo verso chi parla, promette Yu dal palco di Berlino, ci penserà il Mate S a con una sorta di ghiera virtuale girevole a orientare l’orecchio verso lo speaker, riducendo al contempo i rumori di fondo.

Tutto questo scintillio di tecnologie, lo abbiamo scritto in apertura, ha un prezzo, e questa volta il cartellino è più vicino ai tariffari di Apple che non a quelli cui ci ha abituati la casa cinese in questi anni. Senza contare che la versione più lussuosa del Mate S (quella con Force Touch e 128 GB di memoria) non è ancora in commercio ma arriverà più avanti con una probabile maggiorazione sul cartellino.

L’impressione è che Huawei si stia piano piano ricollocando verso aree di consumo più facoltose, lasciando ad altre controllate del gruppo (ad esempio Honor), il compito di battagliare nella parte medio bassa del mercato. Il profitto è qualcosa che fa gola, anche sull’altra sponda del Pacifico.

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