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Smartphone & Tablet

Huawei Ascend Mate 7, la recensione

Lo smartphone extra-large della casa cinese sotto la lente di ingrandimento. Cosa convince, e cosa no

Ormai lo abbiamo capito. Le dimensioni contano, anche quando si tratta di acquistare un smartphone. In poco meno di cinque anni siamo passati dal telefonino al telefonone, dai cellulari che si tenevano comodamente in una mano ai big-foot da oltre 5 pollici. E insomma, i phablet - come li chiamano gli anglosassoni - saranno pure scomodi da infilare nel taschino, ma quando si tratta di navigare, lavorare, giocare, non hanno rivali.

 

È anche grazie alla predilezione per gli schermi di taglia XL che produttori come Huawei stanno costruendo il proprio successo. La casa cinese non ha mai fatto mistero di voler diventare un player di riferimento nel settore dei cosiddetti jumbo-phone e la dimostrazione più evidente ci arriva da questo Ascend Mate 7, un dispositivo che rappresenta forse il tentativo più estremo di far convergere smartphone e tablet all’interno di uno stesso dispositivo. Non si potrebbe definire altrimenti, infatti, un oggetto da 6 pollici di diagonale, un vero e proprio telefono-limousine destinato agli amanti delle comodità.

Panorama.it ha avuto la possibilità di provarlo per qualche giorno e di raccogliere alcune impressioni.

Design

Nonostante la stazza mastodontica, l’Ascend Mate 7 riesce a essere insospettabilmente maneggevole. Intendiamoci i 6 pollici di diagonale si sentono eccome, soprattutto quando si impugna il dispositivo a una mano; ciononostante non si ha mai l’impressione di essere di fronte a un telefono pacchiano. Il merito va soprattutto ai designer della casa, capaci di realizzare un telefono dal profilo molto sottile, impreziosito da molti inserti in alluminio e con una cornice ridotta all’osso. A conti fatti, tutto o quasi lo spazio a disposizione frontalmente è a disposizione del display.

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– Credits: Roberto Catania

Hardware

Che il nuovo Ascend Mate 7 sia una specie di limousine degli smartphone lo si capisce non solo dalle dimensioni ma anche dalle lista delle risorse in dotazione. C’è tutto quello che si può desiderare da uno smartphone al passo coi tempi: detto già del display da 6 pollici (1920 x 1080 la risoluzione), vale la pena segnalare la presenza di un processore Kirin 925 da otto core, i 2 GB di Ram, i 16 giga di memoria espandibile, la connettività LTE di categoria 6 (che significa possibilità teorica di navigare fino a 300 Mbps in download), l’NFC e la batteria da 4100 mAh. La ciliegina sulla torta è rappresentata dal lettore di impronte digitali situato sul dorso del telefono, proprio al di sotto dell’obiettivo fotografico, per facilitarne l’accesso. Come Apple e Samsung, dunque, Huawei punta sui sensori biometrici come passpartout per bloccare/sbloccare il telefono, ma il risultato - va detto - non è ancora impeccabile, soprattutto per ciò che riguarda l’efficacia del riconoscimento.

Software

Come buona parte dei telefoni della collezione 2014 di Huawei, anche l’Ascend Mate 7 si basa una versione di Android ricucinata mediante un’interfaccia proprietaria (Emui 3.0). Si tratta, secondo molti, di un tentativo di ibridare Android con iOS, ma a ben guardare l’esperienza utente dell’Ascend Mate 7 non ricorda quella di nessun altro telefono, a parte ovviamente quelli marchiati Huawei: le animazioni, i temi ma soprattutto le tante applicazioni esclusive - dai tool per monitorare e ottimizzare velocità, consumo dati, memoria e batteria alle notifiche in modalità timeline, fino alla funzionalità cassaforte (sbloccabile da - ci consegnano un’interpretazione molto personale del sistema operativo del robottino verde. Tanto che nemmeno ci si accorge che sotto sotto gira una versione non aggiornata di Android (la 4.4). Se questo è il risultato, Lollipop può anche attendere.

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– Credits: Roberto Catania

Fotocamera

Luci e ombre contraddistinguono le prestazioni fotografiche del Mate 7. L’obiettivo principale, che sfrutta un sensore da 13 megapixel di derivazione Sony, garantisce scatti soddisfacenti in condizioni di buona luminosità, ma sembra accusare più del dovuto il buio, la penombra e le luci artificiali. Buona ma non eccelsa anche la qualità dei video: i frames sono fluidi ma la mancanza di uno stabilizzatore ottico si fa sentire (c’è, va detto, un sistema digitale che promette di annullare il micromosso, ma il risultato è tutt’altro che esaltante). Encomiabile, invece, il lavoro svolto sull’interfaccia fotografica che pur essendo molto semplice da utilizzare si ritrova piena zeppa di funzioni e settaggi fini. Da sottolineare, fra le varie risorse, la possibilità di avviare lo scatto con una pressione sul lettore delle impronte digitali o, a schermo bloccato, con un doppio clic sul tasto volume, e la modalità dei selfie panoramici, molto utile quando si tratta di effettuare autoscatti di gruppo.

Batteria

Dopo averlo spremuto a fondo, possiamo dirlo: l’Huawei Ascend Mate 7 ha un’autonomia decisamente rassicurante. Nonostante il display sia fra i più energivori del mercato (dimensioni e risoluzione, come noto, sono fra gli elementi più drenanti per ciò che riguarda i consumi), la batteria non sembra patire troppo: la fatidica ultima tacca arriva dopo più di un giorno di piena operatività. E quando arriva, in ogni caso, si può sempre decidere di settare il telefono in modalità ultra-risparmio energetico, un escamotage che permette di avere una sorta di extra-time da utilizzare unicamente per le chiamate e i messaggi (tutte le altre applicazioni saranno infatti congelate).

Conclusioni

Il Mate 7 non è evidentemente un telefono per tutti, ma un oggetto per veri cultori del genere. Di certo non siamo di fronte al solito telefonino Android e non solo per via delle dimensioni elefantiache: è soprattutto l’interfaccia EMUI, già vista apprezzata su Ascend G7 e Ascend P7, a fare la differenza, sia per qualità grafica, che per funzionalità e fluidità. Migliorabile, invece, la sezione fotografica del dispositivo soprattutto per ciò che riguarda la gestione del rumore in condizioni di scarsa luminosità e la stabilizzazione dei video. Quanto al lettore di impronte digitali, apprezzabile la scelta di posizionare il sensore sul retro, ma il riconoscimento è ancora un po’ impreciso.

Un’ultima considerazione sul prezzo del dispositivo: i 499 euro richiesti da Huawei per la versione base del telefono (quella da 16 GB) rappresentano un’offerta abbastanza invitante, soprattutto se si considera che buona parte dei giga-phone di fascia alta supera abbondantemente i 700 euro. Tuttavia la presenza nel listino Huawei dell'Ascend G7, un fratello minore (ma nemmeno troppo, visti i 5,5 pollici di diagonale) dal costo molto più contenuto (299 euro), potrebbe far vacillare molti possibili acquirenti.

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