Smartphone & Tablet

Lo smartwatch di Google? Ecco perché non sarà un flop

Pratico, longevo e capace di anticipare i desiderata degli utenti. L’orologio intelligente della grande G – secondo le indiscrezioni ormai in fase avanzata di sviluppo - punta a convincere tutti. Anche coloro che finora hanno criticato il concetto stesso di tecnologia indossabile

Smartwatch pins

– Credits:  (Sarah @ pingsandneedles  @ Flickr)

Uno smartwatch ma senza i difetti degli smartwatch (o perlomeno della prima infornata di modelli): è questo l’ orologio intelligente su cui starebbe lavorando Google. A rivelarlo il Wall Street Journal che è pronto a scommettere sulla possibilità di vedere a breve il secondo dispositivo indossabile Made in Mountain View (dopo i famigerati Google Glass).

“Google è in fase avanzata di sviluppo e la società è in trattative con i produttori asiatici per avviare la produzione di massa di uno smartwatch”, ha specificato l’autorevole testata americana soffermandosi poi sui punti di forza del dispositivo: utilità e autonomia. Google, insomma, punta a far ricredere quanti non hanno accolto in modo benevolo i primi orologi smart (come il Galaxy Gear di Samsung) apparsi in questi mesi sul mercato.

Dalla sua il colosso californiano può vantare una tecnologia che sembra nata per integrarsi su uno smartwatch come il proverbiale cacio sui maccheroni: Google Now. L’assistente personale di Mountain View è stato infatti sviluppato non solo per offrire risposte a domande vocali ma anche per anticipare le richieste degli utenti, offrendo suggerimenti e raccomandazioni in base ai comportamenti e alle informazioni provenienti dalle varie applicazioni (calendario, posta elettronica, mappe e via dicendo). Un’esperienza d’uso che a ben guardare sembra perfetta per un dispositivo che nasce come un vero e proprio secondo schermo capace di offrire informazioni e notifiche in modo quasi automatico.

Quello delle cosiddette wearable technologies è un settore su cui stanno convergendo gli sforzi di molti player del mondo hi-tech. Secondo ABI Research saranno circa 500 milioni i dispositivi indossabili in circolazione da qui al 2018. Oltre a Samsung, di fatto il primo grande produttore a offrire una proposta concreta in questo senso, anche Microsoft e Apple starebbero lavorando per portare sul mercato - forse già dal 2014 - i loro primi gadget da polso.

 
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