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Google Maps, in arrivo i risultati sponsorizzati sulle app per iOS e Android

Big G si farà pagare dagli inserzionisti ogni volta che consulteremo i dettagli e la posizione di un negozio o un ristorante

Un risultato sponsorizzato frutto di una ricerca su Google Maps

Il post, appena pubblicato su «Inside AdWords», il blog ufficiale del principale prodotto pubblicitario targato Google, dice tutto già dal titolo: «Trova nuovi clienti con gli annunci locali sulla app di Google Maps». Fresca di restyling sui dispositivi mobili, l’applicazione da 1 miliardo di utenti mensili sarà trasformata da Big G in una macchina per incassare sempre più soldi. O almeno provarci, sfruttando il desiderio degli utenti di essere condotti per mano, guidati fino a destinazione nelle loro scelte quotidiane. Anche se si tratta di trovare un negozio o un locale nei dintorni della zona in cui si trovano.

La strada scelta da Mountain View per aumentare gli incassi è quella dei risultati sponsorizzati, una modalità simile a quanto già avviene con il motore di ricerca principale. Se oggi vogliamo trovare un posto dove mangiare sull’applicazione per dispositivi Apple e Android, è sufficiente digitare la parola «ristorante» nel piccolo modulo che appare in alto sopra la cartina in cui lampeggia la nostra posizione. Presto, come già sta avvenendo negli Stati Uniti, potremmo ottenere come prima risposta una striscia di colore violetto che indica il nome del locale e una breve descrizione e, aprendola, anche le recensioni di chi c’è stato prima di noi, alcune foto e le indicazioni per arrivarci.

Ecco, quel risultato non sarà proprio genuino, ma sarà frutto del desiderio dell’inserzionista di comparire prima degli altri. E se ci lasceremo convincere e toccheremo i tasti virtuali che ci mostrano la posizione esatta, i contatti e, all’occorrenza, fanno partire la navigazione - ecco un’altra interessante novità - gli sarà addebitato il costo per clic. Dunque Google incasserà non solo da una semplice segnalazione, ma anche dal suo essere Caronte dei nostri bisogni del momento. Ovvio che saremo sempre liberi di ignorare il risultato proposto e di sceglierne altri semplicemente toccando la mappa con il dito sugli altri punti di interesse segnalati. Il meccanismo non difetta di trasparenza, anche se forse nello spazio piccolo dello schermo di uno smartphone (meno in un tablet) crea qualche lungaggine di troppo, un passaggio in più per saltare i consigli a pagamento.

In ogni caso potrebbe rivelarsi una miniera d’oro per Big G che, stando ai risultati dell’ultima trimestrale, ha sì visto aumentare il numero totale dei clic pagati dagli inserzionisti (più 23 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012), ma ha anche dovuto registrare un decremento del valore del singolo clic (meno sei per cento). Aumentare ancora il numero complessivo dei clic grazie ai risultati sponsorizzati delle mappe e con il geniale metodo di farsi pagare da un esercente ogni volta che chiediamo i dettagli sulla sua posizione o decidiamo di essere condotti fin sulla porta del suo negozio o del suo ristorante, potrebbe rivelarsi l’ennesimo colpo da maestro made in Google.  

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