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Anche gli esseri umani avranno il pilota automatico

Ispirandosi alle auto senza pilota, dei ricercatori hanno studiato un sistema per pilotare a distanza la camminata di un pedone

Ormai, l’idea di viaggiare all’interno di auto senza pilota non ci sembra più così sconvolgente; a furia di vedere video e leggere articoli ci stiamo abituando a un futuro in cui un software si occuperà di scarrozzarci da un punto all’altro della città. Ma quanto siamo pronti a fare un ulteriore passo avanti? Quanto siamo pronti ad accettare che quel software, invece di guidare un’automobile, un taxi o un pullman, possa arrivare a pilotare il nostro stesso corpo?

Per quanto possa suonare folle, è esattamente quello su cui stanno lavorando tre gruppi di ricerca di altrettante università tedesche: un sistema di elettrodi che consente di direzionare la camminata di un essere umano stimolando direttamente i muscoli dei suoi arti inferiori.

Se vi state immaginando una serie di persone che viene pilotata lungo un percorso come delle vecchie Gig Nikko radiocomandate, non siete così lontani dalla realtà. Il sistema approntato dalle tre università tedesche è stato battezzato “human cruise control” (traducibile come: pilota automatico umano) ed è stato sviluppato con l’obiettivo finale di consentire a un’app dedicata di guidare l’utente lungo un percorso senza che questi debba continuamente controllare la strada sul telefonino.

Negli esperimenti condotti finora, ai soggetti venivano applicati degli elettrodi in corrispondenza del muscolo sartorio di ogni gamba, questo elettrodo era collegato a una stazione di manovra via bluetooth, in questo modo ricercatori erano in grado di comandare a distanza i movimenti dei volontari. Stando allo studio, gli stimoli elettrici non verrebbero nemmeno percepiti dalle “cavie” dell’esperimento, il che è funzionale e inquietante al tempo stesso.

Come si vede bene nel video dimostrativo, applicando una leggera stimolazione elettrica i muscoli dei soggetti vengono indotti a torcere la gamba verso un cambio di direzione. Per valutare l’efficacia del sistema, i soggetti sono stati guidati bendati attraverso percorsi indoor e outdoor.

Non so voi, ma appena ho visto il filmato la prima cosa che mi è venuta in mente è che questo sistema, se mai qualcuno deciderà di finanziarlo, potrebbe trovare applicazione nel supporto locomotorio alle persone ipovedenti. E invece sul paper dell’esperimento si fa cenno a svariate applicazioni, ma non a questa.

I ricercatori ipotizzano che una simile soluzione potrà aiutare turisti a trovare la strada giusta mentre visitano una città, sportivi a fare jogging seguendo percorsi sempre più difficili, pompieri e soccorritori a trovare al primo colpo la strada verso le persone in difficoltà, per non parlare delle possibili applicazioni per anziani e persone disabili.

Attualmente il team è impegnato a rendere più affidabile e preciso il sistema, ma perché possa avere qualche chance di approdare sul mercato hi-tech, è prima necessario trovare il modo di nascondere gli elettrodi (magari integrandoli in capi di vestiario connessi) e, soprattutto, a convincere le persone a farsi guidare come automi dal proprio telefonino.

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