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Smartphone & Tablet

Cosa resterà di questo Mobile World Congress

L’ascesa degli smartwatch, il declino del tablet. Ma l’oggetto principe della mobilità resta ancora lo smartphone, in tutte le sue declinazioni

Il sipario sul Mobile World Congress è calato ormai da qualche giorno e per chi, come noi, ha avuto la possibilità di percorrere in lungo e in largo i padiglioni della Fira Gran Via di Barcellona è arrivato come sempre il momento dei bilanci.

Cominciamo col dire che è stata una fiera densa di novità: fra annunci di prodotti e keynote illustri (Mark Zuckerberg, Sunday Pichar, solo per citare i più noti), la fiera catalana ci ha regalato molte storie da raccontare. Il confronto con l’altro appuntamento clou dell’elettronica di consumo - il CES di Las Vegas - appare quasi impietoso: se a inizio anno abbiamo lasciato gli stand della più importante kermesse d’Oltreoceano con un sapore agro-dolce in bocca, questa volta ce ne andiamo a casa con la pancia piena.

Ma cosa ci resta, effettivamente, della grande abbuffata tecnologica servitaci dai produttori tecnologici in quel di Barcellona? La pagina ufficiale dei riconoscimenti assegnati dagli organizzatori della fiera nelle varie categorie (miglior dispositivo mobile, Internet of Things, tecnologia per l’automotive e così via) non rende merito a tutto ciò che di buono si è visto nei giorni della Fiera. In casi come questi, il buon cronista ha il dovere di cercare un filo conduttore fra le tante proposte – più o meno interessanti – passategli sotto gli occhi. E allora proviamoci.

Lo smartphone è diventato di lusso
Le due novità più attese di questo mobile World Congress - il Samsung Galaxy S6 da un lato, il nuovo HTC One M9 dall’altro - sono la dimostrazione di quanto si siano ormai innalzati gli standard qualitativi nella fascia alta di mercato. I produttori sembrano aver compreso una volta per tutte che chi spende 7-800 euro per un telefonino non ammette sconti sulla qualità, né sul piano costruttivo, né su quello delle prestazioni. Così Samsung abbandona le plastiche per puntare su materiali pregiati (alluminio e vetro su tutti), mentre HTC accoglie le critiche di utenti e addetti ai lavori andando a rivoluzionare il componente più discusso del suo precedente modello, la fotocamera.

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Samsung Galaxy S6 Edge – Credits: Roberto Catania

Da 200 a 300 euro è bagarre
Ma le novità più interessanti si sono viste forse nel segmento dei telefonini di fascia media, laddove si registra la controffensiva dei grandi marchi dell’elettronica di consumo nei confronti dei produttori cinesi. Terminali come il nuovo Sony Xperia M4 Aqua, Acer Liquid Jade Z, Microsoft Lumia 640, Lg Spirit sono pronti a dare filo da torcere ai vari modelli marchiati Huawei, Oppo, OnePlus nel segmento fra i 200 e i 300 euro. Una battaglia combattuta a suon di risorse di alto livello, dai display ad alta definizione alle fotocamere da 8 e 13 megapixel, dall'LTE ai sistemi operativi allo stato dell’arte. Il margine sarà pure ridotto all’osso ma la posta in palio è comunque alta: chi conquista più quote nel cosiddetto midmarket - scommettono gli analisti - avrà più probabilità di sopravvivere quando il mercato si saturerà.

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Sony Xperia M4 Aqua – Credits: Roberto Catania

Morto un tablet si fa uno smartwatch
Fatta eccezione per Sony, che ha presentato un nuovo modello di fascia alta (il nuovo Xperia Z4 Tablet), il Mobile World Congress non ha fornito spunti di particolare interesse intorno al segmento delle tavolette multimediali. Anzi. L’impressione è che l’ascesa degli smartphone di taglia XXL abbia in un certo senso tagliato le gambe a un intero mercato. La nuova frontiera della mobilità è un’altra ed è quella dei cosiddetti dispositivi indossabili. Fra smartwatch e activity tracker, Barcellona è stata tutto un tripudio di oggetti intelligenti da legare al polso. Di Lg, Huawei e HTC le proposte più interessanti ma, occorre dirlo, siamo ancora nel campo della sperimentazione. L’impressione è che tutti i player dell’Olimpo tecnologico stiano attendendo qualche segnale di incoraggiamento dagli sviluppatori di software, sia sul piano più “alto” dei sistemi operativi (Android Wear è un buon primo passo ma servono gli aggiornamenti), sia su quello delle applicazioni.

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Lg G Watch Urbane LTE – Credits: Roberto Catania

5G e pagamenti in mobilità: il futuro è già qui
Se smartphone e smartwatch hanno conquistato le luci della ribalta, l’Internet delle cose è stato il vero fenomeno emergente del Mobile World Congress. Fra automobili connesse, smart home e connessioni machine-to-machine la fiera catalana ci ha regalato tanti spunti d’interesse sul futuro della connettività a tutto campo. L’impressione è che non dovremo attendere poi molto prima che la rivoluzione si compia. I prodotti Internet ready sono in aumento, questo è innegabile, ma ciò che sorprende di più è forse la presa di coscienza di un’intera industria circa le esigenze infrastrutturali che saranno necessarie per dare spinta a tutto il movimento IoT (Internet of Things). Sotto questo profilo non sono passati inosservati gli sforzi di tutte quelle realtà – è il caso di Ericsson – che stanno investendo buona parte dei loro profitti nelle reti di nuova generazione e nei sistemi di connettività che avranno il compito di sostenere l’innovazione dalle sue fondamenta.

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– Credits: Ericsson

Altrettanto effervescente appare il movimento venutosi a creare intorno ai pagamenti in mobilità. Il lancio di Apple Pay, lo scorso anno, ha indubbiamente solleticato l’interesse di tutti i protagonisti del settore, come dimostrano gli annunci pressoché concomitanti di Samsung Pay, Android Pay e PayPal Here. Lo smartphone diventerà il nostro nuovo portafogli, ormai non ci sono più dubbi. Ci si chiede semmai quale sarà la prossima frontiera di conquista. Non ci vorrà molto per scoprirlo: il conto alla rovescia per il Mobile World Congress del prossimo anno è già iniziato.

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