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Cortana arriva su iPhone: la prova in anteprima

L’assistente vocale di Microsoft adesso è un’app per iPhone e Android. Ecco pregi e difetti della rivale (sexy) di Siri

C’è spazio all’interno dell’iPhone per un altro assistente vocale che non sia Siri? La teoria, e la storia recente di Apple, farebbero tendere per il “no”, ma la prova su strada ci dice ben altro. Nella giornata di ieri Microsoft ha pubblicato una versione beta di Cortana per iOS e una un po’ più stabile per Android, dove i test sono cominciati prima; entrambe solo per Stati Uniti e Cina. Noi l’abbiamo provata in anteprima su iPhone 6 Plus e dunque possiamo darvi alcune impressioni.

Visto il limite territoriale, Cortana su iPhone si può utilizzare solo parlando in inglese o cinese, abbiamo preferito la prima chance. Ad ogni domanda l’assistente virtuale, che grazie alla saga di Halo tutti immaginiamo come giunonica ragazza dalla carnagione azzurra, risponderà con la voce o con link testuali, a seconda del contenuto a disposizione.

Il funzionamento è ovviamente diverso da quello su Windows Phone, dove Cortana ha cominciato a parlare italiano giusto un anno fa ed è parte integrante del sistema operativo di Microsoft. Ma le più cupe previsioni fatte prima del lancio non si sono verificate, così che la Mela lascia al software un ampio raggio di azione anche su iPhone, seppur con qualche limitazione.

Le limitazioni

Facciamo un esempio: si può dire a Cortana di impostare un appuntamento sul calendario per un certo evento, indicando ora e durata. A quel punto la voce creata sarà presente all’interno della sezione “Reminders” dell’app Cortana e non nel Calendario dell’iPhone. Si tratta di un compromesso obbligato da parte di Microsoft che se non può integrare del tutto il suo assistente all’interno delle applicazioni di default di iOS, almeno può sfruttare parti interne per fornire un servizio parallelo.  A differenza di Siri, Cortana non può aprire le app installate sul telefono; hai voglia a dirle “open Google Maps”, quello che avremo sarà solo una finestra con i risultati di ricerca di Bing, motore di ricerca casalingo preferito a Google. 

Gli aspetti positivi

Ma non è poi tutto così negativo. Da Cortana su iOS si possono ricevere avvisi e notifiche istantanee su temi di interesse, come sport, politica, economia o anche breaking news basate sulla localizzazione. Certo, c’è la necessità di avere un account Microsoft per essere utilizzata, ma a quel punto l’app impara dalle abitudini dell’utente per mostrare biglietti aerei e altre informazioni contestuali. Non a caso il meglio dell’esperienza si ha utilizzando un computer Windows 10, dove Cortana è presente di default. In questo modo si può anche rispondere dal PC con un sms se si riceve una telefonata sul cellulare (iPhone, Android, Windows Phone) a cui non si è risposto.

Verdetto finale

Ogni ecosistema ha, giustamente, la sua piattaforma predefinita ma la voglia di sperimentare nuove soluzioni potrebbe farvi riscoprire alcuni vantaggi nell’usare Cortana invece di Siri, soprattutto se avete a che fare spesso con servizi di Microsoft (Outlook, Office, Bing, ecc). L’assistente in blu non ha molte pretese e sa di essere in territorio nemico, tanto che alla domanda “sei meglio tu o Siri?” risponde molto pacatamente “penso che siamo entrambe intelligenti”. La controparte Apple sa essere molto più pungente.

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