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Smartphone & Tablet

Archos Oxygen 50 Plus: la nostra prova

L’azienda francese dimostra attenzione ai dettagli copiando l’estetica dell’iPhone 6 in un telefono Android dal prezzo accessibile

Archos non è di certo tra i nomi grossi nel mercato degli smartphone ma è indubbio che negli ultimi anni abbia fatto molti passi in avanti in quanto a tecnologia e affidabilità. Se prima i suoi prodotti si potevano trovare in quell’angolino del negozio dedicato ai low-cost più disperati oggi siamo davanti a dispositivi di tutto rispetto che in Europa hanno il loro seguito.

A qualche settimana di distanza dalla chiusura del Mobile World Congress possiamo dare le nostre impressioni sul modello di punta presentato da Archos in Spagna, il 50 Oxygen Plus. Si tratta di uno smartphone con schermo da 5 pollici IPS a 1280 X 720 pixel e sistema operativo Android 4.4.4 KitKat che verrà aggiornato all’ultimo Lollipop.

Il processore è un ARM Cortex-A7 Octa-Core da 1.4 GHz, la RAM di 1 GB e lo spazio di archiviazione interno pari a 16 GB con supporto a schede microSD. Ha il supporto dual-sim e una fotocamera da 8 Megapixel sul retro con autofocus e Flash LED e una da 5 Megapixel sul fronte per passare il weekend a scattare selfie. Non è 4G ma entro l’estate arriverà una versione identica con supporto all’LTE.

 

I punti a favore del 50 Oxygen Plus

- In apertura dicevamo dell’estetica. Archos ha lavorato molto per ridurre lo spessore del telefono all’osso preservando però le performance e l’autonomia della batteria che è da 2.000 mAh. Le dimensioni sono 143 mm di altezza, 72,5 mm di larghezza e solo 7,2 mm di spessore con forme che riprendono quelle dell’iPhone 6 anche se i materiali al tatto sono decisamente diversi. Un telefono che piacerà a chi vuole un grande schermo ma anche un dispositivo leggere e davvero portatile da tenere in tasca senza quasi accorgersene.

- Buona la restituzione dei colori sullo schermo, meno la leggibilità sotto la luce diretta del sole per un pannello IPS che non può competere con i modelli di fascia superiore anche se si difende bene nella sua gamma di prezzo.

- Android 4.4.4 è praticamente privo di qualsiasi personalizzazione tranne un paio di app di multimedialità inserite da Archos. È come avere tra le mani lo stesso software presente sui Nexus ma con in più la possibilità di utilizzare due sim contemporaneamente (una Micro e una Nano) visto il doppio slot presente sul dorso del telefono.

I punti a sfavore del 50 Oxygen Plus

- Non fatevi ingannare dagli 8 Megapixel con Autofocus e flash LED: le immagini scattate soffrono fin troppo di un rumore di fondo e per questo la qualità finale ne risente e non di poco. L’esempio calza a pennello per spiegare l'importanza dei sensori e non solo la risoluzione dei MP. Se Apple e Samsung possono permettersi di mantenere sugli ultimi smartphone gli stessi Megapixel di un paio di anni fa è perché hanno lavorato sulla sensibilità delle ottiche esistenti senza aumentare il numero unico di pixel ma moltiplicando la risoluzione di quelli attuali. Archos avrebbe potuto integrare benissimo una fotocamera da 5 Megapixel ma con ottiche migliori così da ottenere risultati maggiori rispetto a quelli del 50 Oxygen Plus con cui potrete scattare foto con ottima luce ma solo decenti in altre condizioni.

- Nonostante lo sforzo di realizzare un terminale più riconoscibile a livello estetico ci sentiamo di dire che è il software a peccare ancora di qualcosa. Molti saranno contenti dell’esperienza Nexus presente su questo Archos ma qualche personalizzazione qua e là non avrebbe di certo fatto male; non vogliamo una TouchWiz o una Sense UI ma rendere più unica l’interfaccia anche solo con degli sfondi diversi avrebbe donato quel senso di appartenenza in più che riesce a dstinguere uno smartphone Android dall’infinita gamma di quelli presenti nei negozi.

Conclusioni

Senza infamia e senza lode. Le migliorie dell’Oxygen 50 Plus sono evidenti e già alla prima accensione è possibile accorgersene. Lo spessore ridotto, lo schermo da 5 pollici e l’autonomia al di sopra della media riescono a far spiccare il volo al prodotto della cugina francese. Serve più coraggio e un minimo di tempo speso a rimarcare l’essenza del brand all'interno di Android. Ma per meno di 200 euro non possiamo davvero chiedere di meglio. Allez Archos!

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