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Apple Watch, ecco perché il force touch è importante

Lo schermo in zaffiro consente di registrare anche la pressione del polpastrello, come surrogato del click destro del mouse. Apple Watch potrebbe essere il nuovo banco di prova per le novità Apple

Apple Watch force touch

– Credits: Apple

Tra tutte le novità – e sono tante – introdotte da Apple nel keynote di martedì, ce n’è una che è passata un po’ in sordina, ma che in realtà lascia intravedere un percorso a lungo termine piuttosto interessante. Mi riferisco alla funzionalità force touch supportata dal display in zaffiro del nuovo Apple Watch, che consente al dispositivo di distinguere un normale tap (il solito colpo di polpastrello che usi per interagire con le app) da un tocco più deciso.

Non si tratta certo di una tecnologia rivoluzionaria (i sensori di pressione, del resto, non sono stati inventati ieri), ma se Apple ha deciso di introdurla nel suo nuovo smartwatch un motivo c’è, e probabilmente ha a che fare con l’utilizzo che Apple deciderà di fare di questo dispositivo.

Il fatto che, a poche ore dalla sua rivelazione, molti utenti facciano a gara a chi si dice più deluso dal nuovo Watch non deve stupire, è possibile che Apple abbia lanciato sul mercato un prodotto ancora acerbo, un po’ per marcare un territorio sempre più affollato, un po’ perché per scoprire il segreto dello smartwatch perfetto Cupertino ha bisogno di vederlo all’opera fuori dal laboratorio.

Ecco, se questa seconda ipotesi fosse valida, allora Apple si appresterebbe a lanciare sul mercato un dispositivo hardware indossabile che potrebbe funzionare da terreno di prova per nuove tecnologie da introdurre su dispositivi più “delicati”, come l’iPhone e l’iPad.

Torniamo allora al force touch di cui sopra. Ecco come lo ha introdotto Apple “Oltre a riconoscere gli input touch, Apple Watch valuta la pressione esercitata dal dito, aggiungendo una nuova dimensione all’interfaccia utente, […] permettendo così di distinguere tra un tap leggero e una pressione decisa, che innesca un accesso istantaneo a una serie di controlli contestualmente specifici […] Si tratta della più significativa funzionalità sensoriale dall’introduzione del multitouch.”

Ora, spacconate a parte, è abbastanza chiaro che Apple sta testando una funzionalità che vorrebbe traslare l’utilità del tasto destro di un mouse su un display touch (paragone che lo stesso Tim Cook ha fatto durante il keynote). In prospettiva, se questa novità risultasse convincente, non è difficile immaginare un iPhone 7 (o 6S?) con schermo in zaffiro, in cui sarà possibile utilizzare due diversi tipi di tap: uno per selezionare le varie icone e pulsanti, l’altro – più deciso – che fa comparire una serie di opzioni correlate.

Se Apple riuscisse a portare a casa questo risultato, allora potrebbe imporsi di nuovo sul mercato mobile con un display d’eccellenza che offre un’interfaccia più funzionale, costringendo di nuovo i rivali a mangiare polvere.

È anche vero che, a giudicare dagli sforzi che Google e Samsung hanno immesso nelle nuove interfacce gesturali e vocali, il touch potrebbe avere i giorni contati. Ma nel tempo che rimane, Apple sembra avere un nuovo asso per giocarsi la partita dei display.

Per capire se riuscirà a sbancare il tavolo un’altra volta, toccherà aspettare il 2015.

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